''Guerra dell'acqua'', Tonina: ''Si annuncia un'estate difficile''. Respinta la richiesta di emergenza idrica del Veneto e i rubinetti trentini possono restare chiusi
Il vice presidente della Provincia, Mario Tonina: "La piovosità dell'ultimo week end ha aiutato ma si deve far fronte a tante necessità e l'estate si annuncia non semplice in assenza di precipitazioni: la copertura nevosa è stata del 13% rispetto alla media e gli invasi di accumulo sono pieni per appena il 20/25% rispetto agli anni scorsi"

TRENTO. Niente stato di emergenza idrica per il Veneto. La richiesta inoltrata dal governatore Luca Zaia è stata respinta dal Dipartimento di protezione civile. I rubinetti delle dighe trentine restano chiusi e il quadro costantemente monitorato. Le ultime perturbazioni consento di respirare per qualche giorno ma la situazione è complicata anche sul territorio provinciale.
"La situazione è difficile e le risorse idriche sono scarse - commenta Mario Tonina, vice presidente della Provincia di Trento - la piovosità dell'ultimo week end ha aiutato ma si deve far fronte a tante necessità e l'estate si annuncia non semplice in assenza di precipitazioni: la copertura nevosa è stata del 13% rispetto alla media e gli invasi di accumulo sono pieni per appena il 20/25% rispetto agli anni scorsi. C'è una certa sofferenza e per questo è prudente tenere il massimo possibile per intervenire in ogni caso che si può presentare".
La richiesta a Trento e Bolzano è stata quella di aumentare la portata del fiume Adige: il Trentino dovrebbe aumentare di 20 metri cubi al secondo l'immissione di acqua. Ma le dighe in montagna soffrono e anche i bacini delle centrali idroelettriche non presentano condizioni tanto migliori. Negli scorsi giorni i vigili del fuoco di Storo sono intervenuti per riempire alcuni serbatoi comunali con acqua potabile e il sindaco ha lanciato un appello per un "uso attento, una necessità e una responsabilità di ciascuno” (Qui articolo).
"Alcuni territori soffrono la carenza una certa difficoltà idrica e le istituzioni sono intervenute per garantire l'acqua potabile. Le ultime precipitazioni - dice il vice presidente della Provincia - aiutano a gestire un po' meglio questa risorsa: la portata dell'Adige è passata da 80 a 150 metri cubi ma la situazione resta evidentemente complessa".
La siccità la carenza dell'acqua hanno aperto anche un caso tra Veneto, Trentino e Alto Adige. Il territorio veneto, così come molte altre zone, registra un calo di livello dei fiumi e questo si ripercuote anche sulla possibilità di irrigare i campi: l'agricoltura ha questa necessità da metà maggio. Il presidente Zaia ha dichiarato lo stato di emergenza per cercare di attivare i meccanismi necessari a ottenere un po' d'acqua dalle regioni di confine. Ma la richiesta è stata respinta.
La situazione è di "livello medio di severità idrica e, quindi, non può essere oggetto di valutazione ai fini della dichiarazione dello stato di emergenza". Così si legge nella circolare firmata da Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile nazionale. "Pur comprendendo il disagio determinatosi in conseguenza alla situazione di criticità idrica, la medesima dovrà essere fronteggiata nell'ambito dei poteri e delle competenze attribuiti dalla normativa vigente alle amministrazioni e agli enti preposti".
Il Trentino tira, per così dire, un sospiro di sollievo. "Questi rilasci - evidenzia Tonina - avrebbero risolto forse per qualche giorno le necessità del Veneto e in più il Trentino sarebbe andato in ulteriore difficoltà. La materia è complessa tra uso potabile, agricoltura e la produzione di energia elettrica per rispondere anche al mercato nazionale. L'acqua è una risorsa sempre più preziosa e dobbiamo salvaguardare le esigenze del territorio. In passato abbiamo investito nella giusta direzione e continueremo a prevedere azioni in questo senso in accordo anche alla strategia provinciale predisposta per affrontare i cambiamenti climatico e in accordo con il piano energetico".
Nelle scorse settimane, il Veneto ha invocato una gestione sovraregionale dell'acqua e i dialoghi comunque sono aperti (Qui articolo). Ma la gestione delle risorse idriche è un tema sempre più centrale. "Pianificare il futuro è un tema strategico: le temperature si alzeranno ancora e l'estate si allungherà, dopo le siccità dovremo gestire le alluvioni" (Qui articolo) ha spiegato a Il Dolomiti il noto meteorologo e presidente della Società meteorologica italiana Luca Mercalli: “Le estati ormai durano quasi 6 mesi, da maggio fino agli inizi di ottobre, e stanno diventando la stagione dominante. Si parla di fenomeni estremi anche quando la colonnina di mercurio supera i 30 gradi a maggio, come è successo in molti casi quest'anno: quello appena trascorso sarà uno dei mesi di maggio più caldi degli ultimi 200 anni” (Qui articolo).
"E' stato costituito un tavolo sovraregionale e i tecnici approfondiscono tutti gli aspetti, ma il Veneto e Lombardia devono investire come il Trentino su bacini e sistemi di irrigazione che permettono di accumulare l'acqua e di poter gestire meglio queste situazioni di evidente criticità (Qui articolo). Adesso intendiamo potenziare e migliorare i sistemi, anche tramite il ricorso alle risorse del Pnrr", conclude Tonina.












