Anni di studio, perseveranza e impegno ora "lavoro su set di film e serie internazionali", da Mori a Cinecittà, storia dell'aiuto regista Elisa Perini
É iniziato da Mori, il suo paesino natale, il viaggio di Elisa Perini. Giovane, oggi 29enne, che grazie ad anni di studio, perseveranza e esperienze delle quali ha fatto gelosamente tesoro, è riuscita a realizzare uno dei suoi sogni: lavorare su set di film e serie tv internazionali

ROMA. Da un paesino della Vallagarina a Milano e poi ancora Roma, passando per gli Usa. Anni dedicati allo studio con in tasca un grande sogno: entrare nel mondo del cinema e chissà, magari arrivare un giorno a "scrivere e realizzare qualcosa di mio". É l'anticipazione d'un racconto che ha dello straordinario, quello di Elisa Perini, giovane classe 1993, che dal 2019 lavora come aiuto regista su importanti set cinematografici.
"Dopo la maturità ho conseguito una laurea triennale in Lingue e letterature straniere all'Università Cattolica di Milano - esordisce Elisa a Il Dolomiti -. Poi, un master in Sceneggiatura e produzione. Durante quegli stessi anni mi sono spostata più volte negli Stati Uniti, dove fra Atlanta, New York e San Francisco ho anche frequentato differenti corsi di sceneggiatura", rivela.
Prezioso tempo che ha permesso alla 29enne originaria di Mori di entrare in un mondo nel quale da lungo tempo sognava di poter bazzicare, quello del "grande cinema": "Una volta finito il master mi è stato offerto uno stage in una casa di produzione romana, la Lux Vide. In particolare, sul set della serie 'Che Dio ci aiuti 5'". Un'occasione da cogliere al volo, cosa che Perini ha fatto, "trasferendomi a Roma, dove tutt'oggi vivo e lavoro".
É iniziato così il viaggio alla conquista dei tappe che, "una dopo l'altra, potranno forse un giorno condurmi a realizzare il mio più grande desiderio - confessa Elisa -. Grazie a quello stage sono diventata assistente alla regia. Mi sono occupata, insieme all’aiuto regista e agli altri assistenti alla regia, dell’organizzazione della giornata di riprese, della gestione del set e del cast, sia nelle settimane di preparazione prima delle riprese, che sul set vero e proprio", specifica la 29enne.
Finito il lavoro dedicato a "Che Dio ci aiuti 5", per Elisa è stata la volta di "Don Matteo 12": "Due serie di punta della Lux Vide trasmesse su Rai 1 - spiega -. Abbiamo girato tra Roma e Assisi per "Che Dio ci aiuti" e tra Roma e Spoleto invece per "Don Matteo". Entrambe serie corali, ossia con molti attori principali, che richiedono quindi un periodo di riprese estremamente lungo - racconta la giovane originaria di Mori -. Quasi un anno di lavoro per ognuna: periodi di tempo che mi hanno insegnato davvero molto".
"Il set di don Matteo 12 è stato molto complicato - ricorda Perini - ma è proprio lì che ho conosciuto l’aiuto regista che mi ha condotto a collezionare nuove esperienze, 'chiamandomi' sul set di "Il mio nome è vendetta", un 'revenge movie' ambientato in Alto Adige, riportandomi più vicina a casa - prosegue Elisa -. Lavorare a questo film è stato molto impegnativo per via delle numerose scene d’azione, ma anche molto divertente. Abbiamo girato a Villabassa, in Alto Adige, ma anche a Roma: un film che ha riscosso enorme successo, finendo nella 'top 10' di quelli più visti su Netflix, sia in Italia che all’estero".
"Il mio nome è vendetta" è stato solo un'altra delle molte e intese avventure vissute dall'oggi 29enne, finita poi sul set di una serie girata per Disney+, "la storia vera di alcune donne che hanno osato sfidare la ‘ndrangheta, titolata "The good mothers", diretta da Elisa Amoruso, che dovrebbe uscire nei prossimi mesi", anticipa entusiasta -. Ho partecipato inoltre alle riprese 'italiane' del prossimo film di Luca Guadagnino, "Challengers", interamente girato a Boston, con alcuni 'ciak' girati invece a Cinecittà".
"Concordia", serie narrante una società utopica in cui nessun crimine viene commesso perché i cittadini sono costantemente controllati da un’intelligenza artificiale, è stato l'ultimo lavoro concluso da Elisa, "una serie internazionale per la televisione tedesca Zdf prodotta da Frank Doelger", prima di imbarcarsi in un'esperienza 'americana' relativa a "una serie tv in costume per Netflix ispirata al Decameron di Boccaccio - conclude l'aiuto regista -. Siamo ancora in fase di preparazione a Cinecittà e fra qualche settimana inizieremo le riprese ufficiali che dureranno fino a giugno".
"In futuro? Sicuramente vorrei continuare a lavorare a prodotti internazionali. Infine, realizzare il mio più grande sogno: arrivare un giorno a scrivere, e magari anche a produrre, qualcosa di mio".














