Deve assentarsi dal lavoro per assistere la figlia durante la riabilitazione: i colleghi le donano 1.200 ore di permessi
La storia arriva dalla Bassa Veronese: sia l'azienda, la Sicam di San Pietro di Legnago, che i colleghi si sono immediatamente stretti attorno alla giovane mamma, alla piccola Rachele e a papà Simone per aiutare la famiglia nel percorso riabilitativo. L'85% dei dipendenti ha aderito all'iniziativa di "cessione" dei permessi

LEGNAGO. La storia arriva dalla Bassa Veronese ed è un meraviglioso racconto di umanità e solidarietà. La protagonista – come racconta il quotidiano L'Arena – è una giovane madre di 39 anni, Irene Soave, dipendente della Sicam, azienda di carpenteria metallica con sede a San Pietro di Legnago. Irene è mamma di Rachele, 9 anni, a cui a maggio dell'anno scorso è stato diagnosticato un astrocitoma pilocitico, un tumore, fortunamente benigno, del cervello.
La piccola Rachele è stata trasferita subito all'ospedale di Borgo Trento dove, il 29 maggio scorso, è stata operata dall'équipe diretta dal professor Francesco Sala, coadiuvato dal collega Francesco Cozzi. L'intervento, durato 13 ore e mezza, durante il quale è stata asportata una massa di 4,5 centimetri situata tra cervello e cervelletto, è riuscito e, dopo la degenza presso il nosocomio veronese, a luglio la bambina ha iniziato il percorso riabilitativo intensivo presso l'istituto “Eugenio Medea” di Conegliano Veneto, dove tutt'ora segue le terapie con il supporto, a turno, di mamma Irene e papà Simone.
Al momento del ricovero urgente della piccola e della successiva operazione, Irene ha ovviamente informato l'azienda, trovando immediatamente conforto e comprensione da parte di Serena Busato, socia e titolare della Sicam assieme al papà Flavio, alla mamma Daniela Gottardi e alla sorella Cinzia.
Ma non solo perché un collega, venuto a conoscenza della situazione “si è proposto di donarmi una parte delle proprie ore di permesso accumulate negli anni – ha raccontato Irene al giornale L'Arena – per permettermi di stare vicina a Rachele. Quindi ha chiesto a Serena se si potesse estendere tale possibilità ad altri colleghi”.
“Da madre – queste le parole dell'imprenditrice Serena Busato, sempre al quotidiano veronese – ho capito subito che Irene doveva stare vicina alla figlia. Quando mi ha telefonato per dirmi che doveva assentarsi dal lavoro le ho detto di stare tranquilla e di prendersi tutto il tempo che le occorreva. Il primo pensiero che ho avuto come mamma è che la stessa cosa sarebbe potuta capire anche a me, avendo una figlia di sei anni”.
L'azienda ha subito interpellato il proprio consulente del lavoro che ha dato parere favorevole alla “cessione” dei permessi e la risposta è stata eccezionale: l'85% dei dipendenti ha aderito all'iniziativa, chi donando qualche ora, chi mettendone a disposizione molte di più. Il risultato è stato un totale di 1.200 ore delle quali Irene potrà usufruire per stare accanto alla piccola Rachele, praticamente più di un anno.
“Mi hanno commosso la vicinanza – ha concluso mamma Irene nell'intervista rilasciata a L'Arena – e la disponibilità dei proprietari, ma anche di tanti colleghi, pure quelli che non mi conoscono”.













