In Trentino da 20 anni ma non ha avuto modo di imparare l'italiano: "Sul territorio mancano corsi per donne analfabete". Muscatella: "Necessario fare rete"
"Una nostra corsista vive qui ormai da vent'anni ma non sa l'italiano. I suoi 5 figli, lo parlano fluentemente. Lei, invece, dopo aver frequentato diversi corsi istituzionali infine abbandonati, non è mai riuscita a impararlo. Questo perché le possibilità proposte sul territorio 'uniscono' persone con livelli linguistici troppo diversi tra loro". L'associazione Il Gioco degli Specchi è l'unica a Trento a mettere in campo corsi per donne analfabete, con tanto di servizio di babysitting

TRENTO. Sono sempre di più le cittadine straniere che richiedono di poter accedere ai corsi di italiano proposti sul territorio. A offrire una fotografia della situazione attuale è Cecilia Muscatella che, insieme a Serena Angeli, coordina i corsi per donne offerti dall'associazione Il Gioco degli Specchi di Trento: "Ogni anno partecipiamo a dei bandi con la speranza di venire selezionati, per continuare a garantire il servizio. Offriamo anche programmi per persone analfabete che, spesso, si ritrovano ad abbandonare altre 'possibilità' poiché non calibrate sulle loro esigenze", anticipa.
Nel caso de Il Gioco degli Specchi, si tratta di un team tutto al femminile che conta 26 volontarie e due facilitatrici linguistiche, con specifiche qualifiche in materia, "che garantiscono tutta la parte del coordinamento e la supervisione dei corsi di italiano per donne straniere e l'affiancamento delle nuove volontarie". Accanto alla possibilità di imparare la lingua con programmi calibrati sulle conoscenze del singolo (stabilite sulla base di un test iniziale ndr), l'associazione mette in campo anche un servizio di babysitting, "per permettere alle mamme di partecipare senza problemi - prosegue Muscatella -. Sappiamo tutti quanto sia difficile rientrare nelle graduatorie dei nidi. Molte delle nostre corsiste, non lavorando, vengono infatti tagliate fuori a priori".
"Garantiamo quindi da sempre il servizio di babysitting, ora implementato con tanto di personale che si occupa specificamente dei bimbi", sottolinea. Il Gioco degli Specchi è l'unica realtà sul territorio a offrire una possibilità di questo tipo: "Ciò consente a molte più mamme di partecipare ai corsi, colmando quella che altrimenti diverrebbe per loro una pesante lacuna - commenta la coordinatrice -. Quando i bambini cominciano a frequentare la scuola materna e iniziano a imparare l'italiano, molte madri ancora non lo parlano e questo rende più complessa la comunicazione con la scuola, creando peraltro problemi di autostima".
In generale, molte sono le donne che ogni anno si iscrivono ai corsi offerti dall'associazione: "Provengono da ogni dove: dal nord Africa, dal Senegal o ancora dall’Etiopia, dal Pakistan, dal Bangladesh, dall’Albania, dalla Georgia, dalla Cambogia o dall’Ucraina, fra persone scolarizzate (anche se a volte con un alfabeto completamente diverso ndr) e altre analfabete". Negli ultimi anni, sono state differenti le donne analfabete che "anche grazie al passaparola, sono approdate nelle nostre strutture: in molti casi si tratta di persone che avevano frequentato anche corsi istituzionali poi abbandonati, poiché 'uniscono' livelli linguistici troppo diversi tra loro".
I corsi per donne de Il Gioco degli Specchi, grazie alla presenza delle facilitatrici, consentono invece di imparare l'italiano anche 'da zero': "Un esempio ne è una nostra corsista, venuta da noi proprio questa mattina: una donna che vive qui ormai da vent'anni ma che non sa l'italiano. I suoi 5 figli, lo parlano fluentemente. Lei invece, dopo aver frequentato diversi corsi infine abbandonati, non è mai riuscita a impararlo. Ora, frequenta i nostri corsi assiduamente e ci stiamo finalmente lavorando insieme".
"Sarebbe bello arrivare un giorno a coordinarsi meglio anche con le realtà istituzionali, creando gruppi più grandi destinati ad esempio alle persone analfabete, dando vita a una rete in grado di indirizzare ognuno verso il corso che più per lui", conclude, ricordando quanto risulti importante per una persona straniera poter avere la possibilità di imparare la lingua del Paese di accoglienza, per inserirsi a tutti gli effetti nella nuova realtà.













