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| 18 ago 2023 | 19:35

La "Casa della Trota" pronta a riaprire i battenti, l'intervista ai proprietari: "E' una struttura unica sul Garda, ora vediamo la luce in fondo al tunnel"

L'intervista ai proprietari della Casa della Trota, dopo il via libera arrivato negli scorsi giorni per il progetto di rinnovamento e ampliamento della struttura chiusa da anni

di Martina Grandis

LEDRO. Una scoperta, tra passato e futuro, sulle sponde del Garda: come riportato negli scorsi giorni (Qui Articolo), la 'Casa della Trota' è pronta a riaprire i battenti dopo ben 25 anni. Si tratta di una struttura iconica affacciata sul Benaco, con una storia tutta da scoprire. Storia che, tra curiosità e prospettive future, il Dolomiti si è fatto raccontare da Emanuele Lazzara, il proprietario della struttura insieme alla moglie Francesca Cicciarello.

 

Da dove ha origine il nome Casa della Trota?

 

Affonda le sue radici da anni e anni di storia. In origine, questo ristorante aveva guadagnato molta fama, proprio perché si mangiavano le trote pescate direttamente dal lago, ed erano una vera e propria prelibatezza per tutti quelli che andavano a mangiare lì. Nel corso degli anni, la struttura si è espansa, trasformandosi così, da ristorante ad albergo. Nonostante ciò, il nome è rimasto quello che era stato dato in origine, così da portare con sé le radici e la storia che caratterizzano questo luogo unico nel suo genere.

 

Quali particolarità rendono così speciale questa struttura?

 

La Casa della Trota è un posto molto suggestivo, perché è incastonato tra le montagne e si affaccia direttamente sul lago. È uno dei pochi, se non l’unico locale sul lago di Garda, a sbalzo sull’acqua e che fa sembrare di essere letteralmente in mezzo al lago. Da un punto di vista panoramico invece, la struttura si affaccia verso est, quindi in direzione di Torbole.

 

Da dove è iniziato tutto?

 

Non possiamo stabilire un vero e proprio inizio per raccontare la storia della Casa della Trota anche se sappiamo che le origini risalgono intorno al 1600 e abbiamo dei documenti cartacei datati 1830 che ne attestano la presenza. Successivamente, dal primissimo dopo guerra, la famiglia di Francesca – mia moglie – è diventata proprietaria della struttura, tramandando la gestione e tutte le responsabilità, di generazione in generazione. Adesso io e mia moglie, dopo anni di sfide burocratiche, abbiamo avuto la licenza per costruire, e non vediamo l’ora di iniziare.

 

Si può dire che si sta iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel? O è ancora troppo presto per dirlo?

 

Il percorso è stato molto lungo e in salita è dire poco, ma siamo finalmente arrivati in un punto di svolta. La luce in fondo al tunnel, oltre a vederla l’abbiamo toccata, e questo, oltre ad essere un punto di arrivo è un punto di partenza. Ci sono ancora molte questioni in sospeso e alcuni punti di domanda, ma siamo fiduciosi che con il tempo tutto vada per il meglio. Noi ci stiamo e ci metteremo ‘anima e corpo’ per far sì che questo progetto diventi realtà.

 

Qual è il futuro che attende la Casa della Trota?

 

Il futuro della struttura non è ancora stato definito. Sono passati tanti anni e dobbiamo organizzare le idee e chiarire alcune questioni ancora incerte. L’unica cosa certa è che il territorio dell'Alto Garda ha bisogno di rinnovamento. Un ambizioso progetto è già stato approvato, che prevede l'ampliamento della struttura con l'aggiunta di un albergo dotato di camere e un ristorante. Questo piano non solo contribuirà al successo dell'azienda, ma speriamo che darà una nuova vita e splendore a questa gemma incastonata tra le montagne e le acque del lago di Garda.

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