La ''Madonna col Bambino'' di Pieve di Cadore è di Tiziano: la conferma dopo il restauro (c'è anche il suo autoritratto di profilo)
Ieri è stata mostrata al pubblico la pala della Chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente dopo mesi di restauro. La Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore: ''La nuova attribuzione emerge contestualmente sia dai dati di laboratorio, dalle analisi chimiche sui pigmenti e da quelle radiografiche e riflettografiche, ma anche dall’analisi della tecnica esecutiva e dei dati storici''

PIEVE DI CADORE. Se prima per qualcuno restava qualche dubbio ora che la pala è stata restaurata ogni incertezza è superata. A Pieve di Cadore si è concluso, infatti, il restauro della Madonna col Bambino tra i santi Tiziano e Andrea conservata nella Chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente di Pieve di Cadore, che è anche città natale del pittore. L'opera è databile tra il 1560 e il 1568 mentre la nascita dell'artista è fissata tra il 1487 e il 1490, mentre si spense colpit dalla peste il 27 agosto 1576. Il corpo fu inumato a Venezia nella chiesa dei Frari, dove splende il suo capolavoro assoluto, la Vergine Assunta.
Sulla paternità della ''Madonna col Bambino tra i santi Tiziano e Andrea'' invece vigeva ancora una certa incertezza. Nel ventennale della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore si è deciso di restaurare la pala e ieri l'opera è stata svelata al grande pubblico con quella sorpresa che tanti aspettavano. ''La nuova attribuzione - spiega al Giornale dell'Arte Giovanna Maria Coletti, presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore - emerge contestualmente sia dai dati di laboratorio, dalle analisi chimiche sui pigmenti e da quelle radiografiche e riflettografiche, ma anche dall’analisi della tecnica esecutiva e dei dati storici: tutti gli elementi emersi durante il restauro combaciano nel confermare la piena autografia di Tiziano. La restauratrice Francesca Faleschini, che ha realizzato anche l’intervento sull’“Annunciazione” del Duomo di Treviso, ha potuto confermare l’assoluta coincidenza della tecnica di esecuzione tra le due opere. Mentre l’“Annunciazione’ è firmata, non lo è la pala di Pieve di Cadore che Tiziano aveva voluto per il luogo da lui prescelto per la sua sepoltura. Si tratta di un’opera devozionale privata quindi, dove tra i personaggi dipinti è emersa la straordinaria qualità del suo autoritratto di profilo, simile a quello conservato al Prado''.
Nel tempo la pala era stata definito di mano di Tiziano, altri di ispirazione ed era anche citato da Vasari e negli anni era stato danneggiata più volte con tanto di tentativo di furto nel '700. Ora aggiunge un nuovo tassello della vita pittorica di questo straordinario artista che ha segnato la sua epoca e ancora oggi incanta i contemporanei.












