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Vallagarina
30 marzo | 19:54

Quando a Milano i brentegani scoprirono il “segreto” per fare il gelato. Less: “Tra latterie e ristoranti, in 60 anni aprirono più di 160 attività”

Alessio Less ricostruisce la storia dell’emigrazione brentegana a Milano. Il suo libro racconta della grande laboriosità di una comunità che in 60 anni diede avvio a centinaia di attività commerciali. Less: “Per crescere acquistarono perfino il ‘segreto’ per produrre il gelato”

Quando a Milano i brentegani scoprirono il “segreto” per fare il gelato
Credits to Alessio Less
di Davide Leveghi

BRENTONICO. “Dalla Grande Guerra agli anni ’80, i brentegani attivarono a Milano oltre 160 attività commerciali. E dalle latterie molti di loro cominciarono a produrre il gelato artigianale”. Esordisce così, Alessio Less, nell’illustrare il contenuto de I brentegani a Milano. Memorie di latterie gelaterie e ristoranti. Il suo libro, pubblicato per La Grafica Mori, raccoglie il frutto di anni di lavoro passati fra le camere di commercio milanesi, le anagrafi e le interviste ai discendenti delle famiglie coinvolte nell’epopea della migrazione economica.

 

Fra il primo conflitto mondiale, che “sparpaglia” circa 3000 persone dell’Altopiano di Brentonico fra oltre 130 Comuni italiani, 12 austriaci e 3 cechi – in seguito a sfollamenti dal territorio del fronte verso l’Impero o il Regno d’Italia a seconda dei casi – e gli anni ’80, sono tantissimi i brentegani che abbandonano temporaneamente o del tutto la propria terra d’origine, scegliendo come destinazione Milano. “Come un tempo si diceva che la città più italiana al di fuori della penisola fosse New York, così si può dire che quella più brentegana al di fuori dell’Altopiano fosse Milano”, scherza Less.

 

Cominciata come una ricerca sulle orme della propria famiglia, la questione affrontata dall’autore si è da subito mostrata come un groviglio di storie. Storie personali e familiari che si intrecciano, che tengono legate la capitale economica d’Italia, tradizionale luogo d’emigrazione dei trentini fra il XIX e il XX secolo, e l’Altopiano sul Monte Baldo, che illuminano sulle traiettorie che il caso e la Storia possono dare alla vita di una comunità. Quelle che ad esempio hanno portato centinaia di brentegani a lavorare nell’ambito lattiero, della gelateria e della ristorazione.

 

“Mia madre si trasferì con la sua famiglia per lavorare nelle gelaterie di Milano – racconta Less, raggiunto al telefono da il Dolomitiquella che doveva essere inizialmente una memoria familiare si è però ampliata, andando ad abbracciare un fenomeno più vasto. Si tratta in fondo di un libro di memorie che tiene assieme le storie delle famiglie emigrate per lavoro e delle informazioni recuperate nelle camere di commercio di Milano e all’anagrafe. Secondo le mie ricostruzioni, in 60 anni passano per la città lombarda oltre 600 brentegani, che attivarono più di 160 attività”.

 

Ma di quali attività parliamo? “Aprono latterie, gelaterie e piccole attività di ristorazione – continua – fra gli anni ’30 e gli anni ’60 fra le gelaterie più famose di Milano ce ne sono anche alcune gestite da brentegani. Tutto nasce con la prima latteria fondata da Luigi Passerini nel 1917. Tornato dal Colorado, dove ha lavorato come minatore, Passerini decide di evitare la chiamata alle armi scappando a Milano. Qui comincia a lavorare in una latteria gestita da una coppia di anziani che gli daranno a credito la gestione del negozio. Sposata una donna del Veronese, alla fine della guerra, con una situazione drammatica a Brentonico, fa venire il fratello con la sua famiglia, che dopo aver lavorato come garzone a sua volta acquista un’altra latteria. L’attività a quel punto si allarga”.

 

La vicenda che porta alla produzione del gelato, a quel punto, acquista dei contorni cinematografici. “Le modalità di produzione del gelato artigianale, al tempo, erano custodite gelosamente. Luigi e Bortolo Passerini dovettero pagare un dipendente di un’azienda di gelateria per farsi insegnare i segreti su come produrre il gelato. Con grande spirito imprenditoriale, i due fratelli capiscono che solo così la loro attività potrà crescere”.

 

Il lavoro di Less presenta così, attraverso le biografie individuali e familiari, uno spaccato di storia sia di Brentonico che di Milano. “A cavallo della Seconda guerra mondiale erano in funzione a Milano tra le 70 e le 80 fra latterie e gelaterie di brentegani. Circa il 10% su tutti i negozi del settore. La storia del gelato artigianale in Italia passa quindi anche da Brentonico”.

 

Non è un caso che una leggenda si sia diffusa al riguardo. Questa leggenda narra che il gelato alla nocciola sia stato inventato proprio dai brentegani, che dall’Altopiano portavano in città i prodotti della terra da vendere nei loro negozi. “Questa leggenda si lega al fatto che Leone Bianchi, emigrato brentegano e gelataio, venisse sull’Altopiano per prendersi alcuni prodotti del Baldo. Si diceva che i bambini raccogliessero le nocciole e da quelle Bianchi avesse fatto il gelato alla nocciola. Si tratta di una diceria perché il gelato alla nocciola veniva già prodotto a Torino, ma dimostra comunque come il gelato brentegano fosse riconosciuto come genuino”.

 

L’ “approdo” alla produzione del gelato, dunque, non sarebbe che l’evoluzione dell’attività, l’individuazione di un margine di profitto che il prezzo calmierato del latte non poteva permettere. E da qui nacquero anche le attività ristorative per operai e impiegati. “Fino agli anni ’30 il latte a Milano veniva distribuito attraverso ditte specializzate che lo trasportavano in città dalle campagne. Nel 1930 fu costruita la centrale del latte, unico fornitore, come stabilito dal prefetto, per ragioni di igiene. Il latte viene imbottigliato e sterilizzato, in un sistema all’avanguardia per l’Europa del tempo”.

 

“Così facendo, però, il prezzo del latte veniva controllato dall’autorità. E per i piccoli proprietari delle latterie, trovare un margine di guadagno significava diversificare i prodotti in vendita. Gelateria e piccola ristorazione divennero in questo modo un’attività da affiancare alla vendita del latte”, spiega Less. Ma ora, di tutto questo mondo, cosa rimane? Di gestori di attività del genere, a Milano, ne rimarranno 2/3”, conclude.

 

Il libro I brentegani a Milano. memorie di latterie, gelaterie e ristoranti di Alessio Less verrà presentato sabato 1 aprile 2023 alle ore 17 al Teatro Monte Baldo di Brentonico. L’incontro, organizzato dal Comune dell’Altopiano, prevede anche degli interventi musicali e un rinfresco finale.

 

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