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Trento
23 ottobre | 19:44

"Tradizione, legame col territorio e sostenibilità", 49 osterie trentine e 44 altoatesine entrano nel guida italiana 2023

Le osterie restano capisaldi della ristorazione nonostante rincari di luce e gas, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e cronica carenza di personale.  Tra i punti di forza della ristorazione casereccia altoatesina, l'unione tra i piatti locali e le tecniche culinarie straniere

"Tradizione, legame col territorio e sostenibilità", 49 osterie trentine e 44 altoatesine entrano nel guida italiana 2023
di S.M:

TRENTO. “Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso! Io me te magno”. E' la celebre frase pronunciata da Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma”. E la sua immagine che mangia un'enorme piatto di pasta è forse una delle più iconiche del binomio cibo e cinema. Ma è anche il simbolo dell'italianità e della tradizione gastronomica del Belpaese.

 

E le osterie trentine, nonostante rincari di luce e gas, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e cronica carenza di personale, “tengono” e restano capisaldi della ristorazione. Questo proprio grazie a radici salde nella tradizione, legame con il territorio, fedeltà alla loro identità e veracità.

 

Sono 49 in Trentino quelle che sono entrate nell'edizione 2023 della storica guida Osterie d'Italia, che raccoglie 1752 indirizzi di osterie, agriturismi, enoteche.

 

Oltre ai simboli e i riconoscimenti assegnati alle osterie, per la prima volta i riconoscimenti storici della Chiocciole e della Bottiglia e il più recente Bere Bene  sono stati assegnati anche ai locali segnalati negli inserti, ovvero quei locali la cui offerta e impostazione sono interpreti di una tradizione gastronomica locale, rintracciabili esclusivamente nella regione di appartenenza, come le malghe trentine e i törggelen altoatesini. 

 

A livello italiano nella guida sono segnati 1752 osterie, agriturismi, enoteche, con 163 novità. Sono 311 i locali premiati con la Chiocciola per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food, di cui 15 locali segnalati negli inserti regionali, 151 i locali premiati con il Bere Bene, un riconoscimento per la curata selezione di bevande e 488 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini.

In Trentino nella lista ci sono sei novità e altrettante chiocciole. Vanno a:

Maso Santa Romina - Canal San Bovo

Locanda delle Tre Chiavi - Isera

Boivin - Levico Terme

Lusernarhof - Luserna

Osteria Storica Morelli - Pergine Valsugana

Nerina - Romeno

 

In Alto Adige nella guida compaiono 44 osterie di cui 1 novità e 8 Chiocciole:

Kürbishof - Anterivo

Oberraut - Brunico

Alter Fausthof - Fiè allo Scillar

Pitzock - Funes

Lerchner’s in Runggen - San Lorenzo di Sebato

Lamm Mitterwirt - San Martino in Passiria

Waldruhe - Sesto

Durnwald - Valle di Casies

 

A premiare, nel caso altoatesino è la genuinità dei prodotti e alla loro provenienza a chilometro zero, con le osterie che guardano sempre di più alla sostenibilità: si va dalla riduzione dell’uso della plastica, all’utilizzo di oggetti di riciclo per decorare l’ambiente fino all'approvvigionamento autonomo di energia. Tra i punti di forza della ristorazione casereccia altoatesina, l'unione tra i piatti locali e le tecniche culinarie straniere.

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