Una famiglia di calzolai ai piedi delle Dolomiti. "In pensione a 93 anni dopo una vita in bottega": da Pio al figlio Paolo, il passaggio di testimone dei Colcuc
Calzolai da tre generazioni. È la storia della famiglia Colcuc che tenacemente continua a passare, di padre in figlio, il testimone: "Così, un'attività che nell'Agordino ha letteralmente fatto la storia, continua a resistere"

COLLE SANTA LUCIA. Nella bottega di via Villagrande, a Colle santa Lucia, fino a qualche tempo fa era possibile incontrare Pio Colcuc, classe 1928, uno degli ultimi calzolai dell'Agordino. Nel 2021, all'età di 93 anni, dopo una vita in laboratorio, l'uomo decideva di passare il testimone nelle mani del figlio Paolo, con la speranza che un'antica attività potesse resistere alla tirannia del tempo e della grande distribuzione.
Tenacia, determinazione e amore per la propria professione sono stati motore fondamentale per il lungo percorso di Pio, che aveva iniziato a lavorare a 14 anni in bottega accanto al padre Giovanni, carpendo e facendo propri i segreti di un mestiere ormai dimenticato. Non soltanto calzolaio ma anche sindaco negli anni '70, Colcuc era partito dalla produzione artigianale di lacci fino ad arrivare alle creazione di scarpe, rigorosamente realizzate a mano.
Un'attività, quella di famiglia, che ha resistito alla Seconda guerra mondiale, al termine della quale Pio iniziava a offrire un servizio di riparazione a domicilio, per poi stabilirsi nella sua bottega di Colle santa Lucia, dove sarebbe stato possibile incontrarlo ogni giorno "fino ad aprile 2021, momento in cui ha deciso di dire 'basta', scegliendo di andare in pensione (a 93 anni ndr)", rivela il figlio Floriano a Il Dolomiti.
"Oggi, in quello che è diventato nel tempo un vero e proprio negozio di scarpe, soprattutto a causa dei tempi dilatati per la realizzazione artigianale (dalle 18 alle 20 ore di lavoro per realizzare un paio di scarpe ndr) e la difficoltà nel reperire materiali, c'è mio fratello Paolo, che aveva iniziato ad affiancare mio padre già qualche anno prima del pensionamento", conclude. Così, un'attività che nell'Agordino ha letteralmente fatto la storia, continua a resistere.
La storia racchiusa in una scarpa fatta da sapienti mani come quelle di Pio non ha eguali, soprattutto in un mondo in cui trovare un calzolaio e una bottega che profuma di cuoio, corrisponde a scovare un piccolo grande tesoro.












