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Trento
11 dicembre | 13:28

Una sala ibrida all'ospedale per migliorare le prestazioni operatorie: "Una struttura prefabbricata chiavi in mano che potrà essere trasferita al nuovo polo sanitario"

L'intervento che ha un costo complessivo, chiavi in mano, di 4,9 milioni di euro è interamente finanziato dalla Provincia di Trento. Nelle prossime ore il bando e la sala ibrida sarà operativa entro la fine del 2024

TRENTO. Una sala ibrida per svolgere attività chirurgica tradizionale ma anche interventistica a guida radiologica. E' questa la novità pronta a partire il prossimo anno all'ospedale Santa Chiara di Trento. Un investimento da 4,9 milioni per adeguare, anche tecnologicamente, gli spazi del principale centro sanitario del capoluogo. Nelle prossime ore, annuncia la Provincia, sarà pubblicato sulla Gazzetta Europea il bando per una procedura aperta per la fornitura con installazione di una struttura prefabbricata chiavi in mano.

 

"La nuova sala ibrida - commenta il presidente Maurizio Fugatti - trasmette la volontà di continuare a investire sull’ospedale Santa Chiara, pur avendo già programmato la realizzazione del nuovo ospedale. Come abbiamo sempre detto, non si deve interrompere il processo di riqualificazione tecnologica. Vogliamo un ospedale efficiente e operativo. Ecco perché continuiamo a investire, anche in questo periodo transitorio, che ci porterà ad avere il nuovo polo ospedaliero universitario".

 

Nelle intenzioni, la sala operatoria ibrida, utilizzando un acronimo inglese Hor Hybrid Operating Room, completa di arredi e tecnologia sarà pronta entro la fine del 2024, sarà di dimensioni maggiorate e ospiterà apparecchiature radiologiche, che consentono di svolgere l'attività chirurgica tradizionale e interventistica a guida radiologica. L'intervento è interamente finanziato dalla Provincia di Trento.

 

La nuova sala - consentirà un notevole passo avanti dal punto di vista strutturale e tecnologico mediante le potenzialità messe in campo dai professionisti trentini. “I drammatici fatti di questi giorni all'ospedale di Tivoli ci dimostrano come sia necessario continuare a presidiare le nostre strutture anche da un punto di vista della sicurezza. Attraverso questa nuova sala ibrida finanziata totalmente con risorse provinciali - spiega l'assessore Mario Tonina - ci impegniamo a fornire una soluzione innovativa per arricchire l’offerta di prestazioni operatorie. In questo modo riusciamo non solo a rispondere alle esigenze del presente ma, dal momento che la struttura potrà essere riutilizzata in futuro nel nuovo polo ospedaliero universitario, anche a garantire una prospettiva di lungo termine”.

 

La formula scelta per velocizzare la procedura è quella di una fornitura complessiva, chiavi in mano, di una struttura prefabbricata completa di arredi e tecnologie, che sfrutta l'esperienza condotta nel periodo del covid, dove installazioni di volumi modulari posizionati vicino agli ospedali, hanno ospitato sale d'attesa reparti di terapia intensiva e spazi vaccinali, migliorando molto il livello di queste tipologie di strutture di rapida realizzazione. Inoltre trattandosi di strutture modulari potranno, nel caso di una rapida entrata in funzione e del Nuovo polo ospedaliero universitario, venire riutilizzate come anche le tecnologie ospitate nella struttura.

 

“Anche questo investimento - dice Antonio Ferro, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari - dimostra l’attenzione di Provincia e Apss nel fornire servizi all’avanguardia e nel tenere alta la qualità delle cure dei nostri ospedali. Vogliamo mettere a disposizione le migliori attrezzature e strumentazioni per rendere sempre più attrattiva la sanità provinciale per i cittadini e i professionisti e continueremo a lavorare per rendere l’ospedale Santa Chiara, in attesa che il nuovo ospedale di Trento diventi realtà, un presidio in grado di fornire prestazioni di alta qualità”.

 

La parola è poi passata a Debora Furlani per illustrare le caratteristiche tecniche della sala ibrida che si andrà a costruire al Santa Chiara: “Il nuovo spazio operatorio - evidenzia la direttrice del Dipartimento infrastrutture - sarà a servizio di tre specialità di eccellenza del nosocomio trentino: cardiologia, cardiochirurgia e chirurgia vascolare e permetterà di effettuare gli interventi di messa a norma antincendio sul blocco operatorio senza avere la necessità di diminuire l’attuale offerta di prestazioni. Gli elementi progettuali messi in gara prevedono circa 220 metri quadri in una struttura prefabbricata, complanare con il blocco operatorio attuale, in espansione sul lato ovest. Si tratterà appunto di moderni spazi ad alta tecnologia dove la diagnostica angiografica sarà integrata con le attività di sala operatoria. Nel nuovo volume, addossato sul lato di via Gocciadoro, troveranno spazio anche una recovery room da tre posti letto e degli spazi tecnici e di servizio".

 

Nella giornata di domani, martedì 12 dicembre, sarà pubblicato il bando e i fornitori interessati avranno tempo fino a fine gennaio per presentare le loro proposte progettuali e realizzative che poi saranno valutate, da un'apposita commissione, per dar seguito alla fase costruttiva che durerà complessivamente 150 giorni più i tempi necessari per le autorizzazioni. Entro la fine del 2024 la nuova sala ibrida sarà operativa.

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