Vulvodinia ed endometriosi: "Sempre più persone si avvicinano alla 'meditazione' nel sesso per convivere con questo dolore cronico". Il progetto di due giovani trentine
Il progetto delle due trentine Brolis e Salizzoni approfondisce il tema della sessualità su chi soffre di patologie legate al pavimento pelvico: "Vengono intaccate moltissime aree della nostra vita. La 'mindfulness'? Una forma di meditazione che focalizza l'attenzione sul momento presente, una presa di consapevolezza. La malattia esce dal confine personale coinvolge altre persone"

TRENTO. "Forse ne avrete sentito parlare ma sempre più persone si avvicinano alla 'mindfulness' per riuscire a convivere al meglio con diverse forme di dolore persistente". Ad approfondire l'argomento è Hale Community, il progetto fondato dalle due trentine Gaia Salizzoni e Vittoria Brolis per supportare chi soffre di patologie legate al pavimento pelvico a vivere meglio con questo dolore cronico, aiutando a gestire e diminuendo l'impatto del dolore sulla quotidianità.
"Noi che soffriamo di dolore pelvico cronico sappiamo bene che l'esperienza dolorosa può avere un impatto importante anche su ambiti della nostra vita - sostengono le founder di Hale - particolarmente delicati come il sesso". Le testimonianze raccolte da Il Dolomiti confermavano infatti la grande difficoltà di alcune ragazze, affette da vulvodinia, nel vivere gesti semplici della loro quotidianità, come per esempio indossare dei jeans.
"Vengono intaccate moltissime aree della nostra vita - prosegue il progetto di 'supporto digitale' -: le nostre relazioni sessuali, la capacità di lavorare, i nostri pensieri sul futuro. La malattia esce dal confine personale del nostro corpo e coinvolge altre persone".
Per questo Hale che conta ormai migliaia di follower sui social da tutta Italia, ha approfondito l'applicazione della "mindfulness nel sesso" grazie alla dottoressa Lara Arduini: "Se ne parla molto e i suoi benefici hanno sempre un maggiore riscontro in chi la pratica, ma la mindfulness, cioè una forma di meditazione che focalizza l'attenzione sul momento presente attraverso un atteggiamento non giudicante, è utile in moltissimi aspetti della vita umana, dalla gestione del dolore al benessere sessuale". In poche parole, una presa di consapevolezza.
Secondo diverse ricerche scientifiche applicare quindi questa forma di 'meditazione' "può contribuire a ridurre lo stress associato al sesso, a godere del momento presente, aumentare la connessione tra partner e l'intimità così come a stimolare la libido".
Le malattie legate al pavimento pelvico non a caso vengono chiamate "invisibili", proprio perché non ancora conosciute (e riconosciute) a sufficienza. "Chi è paziente non è l'unica persona a soffrirne. Ne risentono tutte le persone che ci sono accanto: partner, amicizie, famiglia. Perché anche se non colpiti direttamente sul loro corpo, sono coinvolti anche loro nel peso di queste patologie".
A soffrirne, secondo i dati riportati di Hale, "il 26% della popolazione con una vulva soffre di una forma di dolore pelvico cronico - concludono le founder -, ma in realtà è tutta la società a soffrirne. Può sembrare un'affermazione scioccante ma dovrebbe mostrarci che come pazienti non possiamo avere tutta la responsabilità della nostra cura e farci vedere che chi ci sta vicino soffre e dovrebbe essere messi nella condizione di supportarci senza farsi male a sua volta. La cura dev'essere collettiva e condivisa".













