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Trento
09 novembre | 21:14

"Come raccontare la crisi climatica ai giovani? E' la loro quotidianità", Casarotto (glaciologo del Muse): "La partecipazione nelle scuole per spiegare gli strumenti"

La crisi climatica, le caratteristiche di una divulgazione e l'acquisizione di una maggiore consapevolezza sulla scientificità degli argomenti sono centrale di un progetto sviluppato dal Liceo Filzi di Rovereto. Tra i protagonisti anche Christian Casarotto, il glaciologo e mediatore culturale del Muse 

Come raccontare la crisi climatica ai giovani?

TRENTO. "Comunicare la scienza e la crisi climatica oggi affronta nuove sfide per raggiungere le nuove generazioni". Queste le parole di Christian Casarottoglaciologo e mediatore culturale del Muse. "C'è però nelle ragazze e nei ragazzi una maggiore consapevolezza di questa tematica perché viene vissuta quotidianamente".

 

La crisi climatica viene identificata negli eventi estremi, negli estremi di temperatura e nella siccità, così come negli incendi o nella fragilità, sempre più amplificata, a livello idrogeologico. Ma un altro effetto, forse più complesso da intercettare, è quello che si lega agli impatti sulle comunità sul fronte economico e sociale, compreso un allargamento della forbice in termini di disuguaglianze. La comunicazione della crisi climatica è più efficace se parte dal basso e in modo partecipato, anche con il ricorso alle nuove tecnologie, un campo di confronto anche per gli scienziati e per gli esperti.

 

La crisi climatica, le caratteristiche di una (buona) divulgazione e l'acquisizione di una maggiore consapevolezza sulla scientificità degli argomenti sono centrale di un progetto, "Filzi valley", sviluppato dal Liceo Filzi di Rovereto. Tra laboratori e giornate di formazione sono una trentina i ragazzi che si misurano nella complessità di un tema tanto attuale quanto urgente. E tra i protagonisti c'è anche il glaciologo e mediatore culturale del Muse.

 

"E' un progetto molto interessante perché la conoscenza deve partire in età scolastica per far maturare una consapevolezza puntuale e poter avere degli strumenti di discussione", dice Casarotto. "Solo così si può arrivare alla comprensione dei fenomeni. I ragionamenti e i meccanismi di un pensiero iniziano a scuola e con la partecipazione. Il confronto poi è più facile se gli adulti hanno avuto percorsi simili, altrimenti la divulgazione può passare attraverso i figli e i nipoti".

 

Una serie di appuntamenti, iniziati a fine ottobre, che vede il coinvolgimento del Museo delle scienze, delle Guide Alpine del Trentino, dell'associazione Glow, del Trento Film Festival e di Appa. Gli obiettivi finali dell'Istituto sono di organizzare un'escursione sul ghiacciaio e di realizzare una "Giornata per il clima" aperta alle famiglie e agli studenti del Liceo Filzi. 

 

"Oggi la comunicazione della crisi climatica è evidentemente cambiata - aggiunge Casarotto - in particolare per la possibilità di avvalersi di supporti tecnologici che possono essere utilizzati per rendere nel miglior modo possibile i contenuti che si cerca di veicolare. E' chiaro che l'aspetto conoscitivo dell'argomento deve restare centrale perché non esiste una tecnologia che possa colmare un divario conoscitivo che può avere un relatore. Un esperto però può giocare con gli 'effetti speciali' per rendere al meglio un concetto".

 

Poi in generale internet facilita il download di materiali e dati "ma la conoscenza deve essere ancora oggi l'aspetto più importante". Un problema è legato al linguaggio che diventa estremamente semplificato sui social network. L'accessibilità alle informazioni e una comunicazione efficace e chiara è strategica per arrivare a un pubblico il più ampio possibile. Ma il rischio è di modificare il metodo di esposizione, forse troppo, e di ottenere così l'effetto contrario. 

 

"Semplificare un contenuto è molto difficile", evidenzia Casarotto. "E', per esempio, chiedere a un relatore di riassumere in un minuto 3 anni di attività e di lavoro. E' nell'eccessiva semplificazione che l'errore nel linguaggio e nel contenuto scientifico è dietro l'angolo. Per questo ci si prende il tempo per entrare nel dettaglio. E' diverso invece parlare in modo semplice perché questo presuppone che l'esperto sia un ottimo conoscitore dell'argomento specifico".

 

Rispetto al passato, l'interesse dei giovani nei confronti della sostenibilità e dell'ambiente. A crescere anche le preoccupazioni come l'ecoansia. "La crisi climatica rientra nella loro quotidianità. Ci sono collettivi, come Fridays for future, e gruppi che si parlano e si confrontano sugli argomenti, condividono pensieri e paure sulle varie tematiche, soprattutto sui social. E' questa una novità perché le nuove generazioni vivono ogni giorno il cambiamento climatico e manifestano il proprio disagio", conclude Casarotto.

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