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Belluno
30 agosto | 21:19

I trekking ferroviari, "Le nuove Dolomiti" tra mobilità, turismo e trasporti: "Non si deve valorizzare solo il treno ma anche le stazioni come luogo di incontro"

Focus dell'incontro de "Le nuove Dolomiti" i temi del turismo, trasporti, mobilità e sostenibilità. I trekking ferroviari come soluzione al traffico sempre più caotico sulle montagne

 

BORCA DI CADORE. Si è tenuto nella Gellner Lounge dell'Hotel Boite di Borca di Cadore, il nuovo appuntamento de “Le nuove Dolomiti”, organizzato da Welcome Dolomiti con la Corte delle Dolomiti, dal titolo “Trekking ferroviari e mobilità nelle Dolomiti” che ha visto la giornalista Katia Tafner moderare il confronto con il consigliere provinciale con delega a mobilità e trasporti Massimo Bortoluzzi e Pierre D'Alfonso, ideatore del progetto “Via da Milano”. Focus dell'incontro i temi del turismo, trasporti, mobilità e sostenibilità.

La conversazione è iniziata con Pierre D'Alfonso, appassionato di treni, nato e cresciuto in Valle d’Aosta, vissuto tra Rhêmes-Notre-Dame e Saint-Pierre, Bologna, Timisoara e oggi per lavoro a Milano. Proprio qui nel 2020, dopo il lockdown, ha iniziato tramite Instagram a promuovere i “trekking ferroviari”, la possibilità di coniugare attività sportiva all'aria aperta, sostenibilità, turismo e treno attraverso itinerari in treno da 0 a 150 chilometri da Milano.

 

“L’idea -  ha commentato D’Alfonso - non si ferma al mero trasporto, bensì è volta alla riscoperta di itinerari di interesse turistico per conoscere borghi, siti di archeologia industriale e parchi naturali. In questi anni ho mappato circa 200 itinerari che vanno a valorizzare il treno, ma anche i luoghi ad esso collegati come le stazioni, che dovrebbero essere luoghi di incontro ma in montagna rischiano di diventare non luoghi, ponendo l’attenzione alla sicurezza, ai servizi quali bar e bagni e la presenza o meno di infopoint. In Italia molti pensano che il treno sia solo un mezzo per pendolari mentre in paesi come Svizzera e Austria è un mezzo abituale anche per le famiglie con bambini. Ecco perché anche nel nostro paese andrebbe incentivato l’uso con un’adeguata comunicazione ed educazione”.

Il treno è stato il punto di partenza anche dell’intervento di Massimo Bortoluzzi che ha fatto notare come nel territorio bellunese una volta ci fossero le linee ferroviarie da Calalzo a Dobbiaco e da Bribano ad Agordo poi soppresse e oggetto negli anni di nuove valutazioni e studi che però darebbero come non economicamente sostenibile un loro ripristino commentando “a mio avviso la creazione di un anello ferroviario tra l’agordino e il Cadore verrebbe sicuramente usato da molti utenti”.

Andando poi ad esaminare nella sua interezza la situazione delle infrastrutture in provincia di Belluno lo stesso consigliere ha fatto notare come la statale d’Alemagna più di tanto non possa essere migliorata perché la conformazione del territorio non permette di allargarla in maniera efficace, le curve mantengono un raggio stretto e l’unica cosa possibile sono le varianti come quelle in esecuzione a Tai e Valle di Cadore, i cui lavori sono in anticipo sul cronoprogramma, e quella di San Vito di Cadore, che invece è in ritardo, ma trattasi di rettifiche di tratti che non influiscono sullo scorrimento generale.

 

Queste limitazioni fanno si che non si possa prospettare una soluzione al traffico sempre più crescente sulle Dolomiti bellunesi se non quella di andare a favorire l’intermodalità creando a valle dei parcheggi scambiatori vicini alle stazioni ferroviarie e da lì trasferire automobilisti e viaggiatori del treno sugli autobus portandoli nelle località di montagna con l’ausilio dei mezzi pubblici. “Se l’utenza si adeguasse a questa modalità ecco che la strada andrebbe a svuotarsi delle macchine consentendo ai mezzi pubblici di arrivare in orario e garantire un servizio efficiente" ha commentato Bortoluzzi.

Questo modus operandi pare sarà anche quello che verrà utilizzato per i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 andando però a focalizzare gli scambi nella stazione di Ponte nelle Alpi ed a Longarone quando invece si potrebbe intercettare gli utenti del treno a Calalzo scaricando Longarone da un po’ del peso oggi concentrato lì.

 

La Vas, Valutazione Ambientale Strategica, redatta per l’appuntamento del 2026 parla di portare a Cortina il pubblico con 182 autobus, il personale accreditato con altri 134 autobus per un totale di 316 mezzi che transiteranno giornalmente sull’Alemagna che, per l’occasione, pare verrà chiusa al traffico di chi non vive e lavora nella tratta ed anche le scuole potrebbero essere chiuse ed incentivato lo smart working per le aziende (ne avevamo già parlato qui Il treno ''dei desideri'' per Cortina: dal Roma-Calalzo (visti i costi qual è il target?) al Freccia Rossa versione spot, si stava meglio negli anni '50 - il Dolomiti ) al Freccia Rossa versione spot, si stava meglio negli anni '50 - il Dolomiti). Su questo punto Bortoluzzi ha espresso la sua perplessità, più che sul trovare i 316 mezzi, sul trovare gli autisti che li guideranno considerata la mancanza cronica di personale che attanaglia da tempo tutto il comparto a livello nazionale.

Come da abitudine, a margine dell’incontro, c’è stato spazio anche ad un confronto col pubblico e qui non si è fatto attendere il parere della sindaca di Pieve di Cadore e consigliera provinciale di minoranza Sindi Manushi che ha esortato a valutare seriamente il ripristino dei tratti ferroviari provinciali “non come punto ideologico di sinistri ecologisti ma come soluzione al trasporto nelle terre alte utile anche ai cittadini e non solo ai turisti” e proprio sui turisti ha posto un'ulteriore riflessione affermando che “dobbiamo scegliere che tipo di turisti vogliamo nelle nostre montagne perché vi è un tipo di turismo che svuota i paesi dai suoi residenti rendendoli ad uso esclusivo degli esterni e facendo morire le comunità locali proprio come sta succedendo a Cortina”. 

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