Ostetricia e ginecologia, lunghe liste d'attesa e incertezza sul nuovo primario che ancora non c'è. Parolari (Pd): "E la situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi"
Al centro della questione c'è il bando per il nuovo primario dell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Trento, scaduto lo scorso 19 agosto. La consigliera provinciale del Pd: "Sorprendentemente, tra i requisiti richiesti non è presente una specifica esperienza nell'attività chirurgica: non è necessario avere specifiche competenze chirurgiche"

TRENTO. Preoccupazione e incertezza: questo emerge dalla recente interrogazione presentata in consiglio provinciale da Francesca Parolari, consigliera del Partito Democratico del Trentino.
Oggetto dell'interrogazione, il futuro dell'attività chirurgica ginecologica negli ospedali di Trento e Rovereto: al centro della questione c'è il bando per il nuovo primario dell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Trento, pubblicato in piena estate e scaduto lo scorso 19 agosto. Parolari evidenzia con sorpresa che "tra i requisiti richiesti non è presente una specifica esperienza nell'attività chirurgica, non è necessario avere specifiche competenze chirurgiche. E’ richiesto di saper 'organizzare' l’attività chirurgica nel senso di gestire la programmazione delle liste operatorie e la pianificazione della fase post operatoria, e soprattutto di possedere competenze documentate nelle attività ostetriche e in particolare ecografiche e di diagnostica invasiva".
Questa mancanza è particolarmente allarmante, secondo Parolari, in un contesto in cui le liste di attesa per molti interventi ginecologici, sia a Trento che a Rovereto, sono estremamente lunghe. A peggiorare la situazione, l'Unità Operativa di Rovereto ha attraversato un'estate difficile: "Risulta - scrive la consigliera del Pd - che per alcuni giorni sia stato chiuso l’ambulatorio divisionale di ginecologia a causa della carenza di personale medico (in servizio risultavano spesso solo tre ginecologi, anche a causa del legittimo diritto al godimento delle ferie estive, anche da parte del primario) e siano stati sospesi alcuni altri servizi". Nonostante le lamentele da parte delle pazienti, aggiunge Parolari, la situazione non è migliorata.
Inoltre, viene sottolineato come all'inizio del 2025 la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente: "Da notizie a nostra disposizione sappiamo che un medico ginecologo andrà in pensione, un altro si trasferirà sul territorio e un terzo si è già licenziato, riducendo il numero di medici operativi a tempo pieno a soli sei". La notizia che verranno assunti due nuovi specializzandi non sembra essere rassicurante, data la loro limitata esperienza.
Le preoccupazioni della consigliera riguardano soprattutto la mancanza di attenzione all'aspetto chirurgico: "Ma chi si occuperà della parte chirurgica?" si domanda Parolari. "Si continuerà a caricare sui soliti, su quelli che rimangono, visto che la politica sanitaria sembra saper fare solo questo? Quali garanzie, inoltre, offriamo alle donne che si sottopongono ad un’operazione se allo stesso primario, il massimo responsabile, non è chiesto di possedere specifica competenza chirurgica? Non è che costruiamo profili professionali ad hoc solo per soddisfare la legittima aspettativa di carriera di qualcuno, a scapito dell’efficacia dell’azione sanitaria? Non è che stiamo assistendo all’ennesimo concorso di cui conosciamo già il nome del vincitore? Le domande sorgono spontanee".


















