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Trento
23 dicembre | 05:01

Chirurgia ginecologica in 10 mesi oltre 600 interventi. Lunghe attese? Ferro: "Priorità alle patologie oncologiche" e annuncia "Stiamo pensando ad un potenziamento"

L’attività chirurgica ginecologica per patologia benigna risulta in aumento su tutta la rete ospedaliera provinciale. Sulle attese per alcune tipologie di interventi il direttore generale spiega l'impegno dell'Azienda sanitaria partendo dalla necessità di dare delle priorità

Chirurgia ginecologica in 10 mesi oltre 600 interventi

TRENTO. “Negli interventi chirurgici deve essere data la priorità a quelli oncologici”. A dirlo è il direttore generale dell'Apss, Antonio Ferro che, contattato da il Dolomiti, risponde in merito alle criticità sollevate riguardanti  la chirurgia ginecologica.

 
Il tema è quello dei tempi di attesa per gli interventi. Attraverso un'interrogazione in consiglio provinciale la consigliera Parolari ha posto il problema delle lunghe attese per alcuni interventi e di come una donna sia costretta ad aspettare, in alcuni casi, fino a 14 mesi.(QUI L'ARTICOLO)

 

Io come altri colleghi specialisti troviamo difficoltà a fare operare le pazienti nelle strutture aziendali” è il commento arrivato anche dal ginecologo e presidente dell'ordine dei Medici, Marco Ioppi.  “Sicuramente – ha spiegato sempre Ioppi - abbiamo assistito ad un aumento delle richieste perché c'è un aumento della popolazione anziana. Ma questa crescita non è avvenuta in poco tempo e quello che vediamo oggi è legato alla difficoltà di andare a rispondere alle richiede dei cittadini a causa di una  lunga lista di attesa degli interventi sia perché mancano operatori, sia perché le sedute operatorie per ginecologia sono  poche o comunque insufficienti per rispondere alla domanda”.

 

Il direttore generale dell'Apss, Antonio Ferro, ha sottolineato la priorità che deve essere data negli interventi oncologici. “Per questo non posso escludere – spiega – che ci siano delle situazione con patologie non gravi che possono avere una certa attesa. E' chiaro che siccome dobbiamo rispondere prima alle urgenze, le altre tipologie di attività, possono avere un'attesa più lunga. Di certo, comunque, anche per rispondere in maniera migliore a queste, nel corso del prossimo anno stiamo pensando ad un potenziamento”. 

 

L'ATTIVITA'  CHIRURGICA GINECOLOGICA
Il numero degli interventi eseguiti è in costante crescita negli ultimi anni: l’Unità operativa di ginecologia assicura circa 50 interventi al mese e, come centro hub per la ginecologia oncologica, affronta settimanalmente dai 2 ai 4 casi oncologici. Il numero di pazienti oncologiche prese in carico è in aumento: nel 2024 (fino alla prima settimana di novembre) le pazienti con un tumore endometriale operate sono state 83 (nel 2023 erano state in totale 63).

 

Lo stesso incremento si è osservato anche per le altre patologie gineco-oncologiche (tumore ovaio, vulva, portio). Le pazienti con diagnosi ginecologica oncologica vengono prese in carico dal gruppo oncologico multidisciplinare che si avvale della professionalità e competenze in ambito ginecologico oncologico di diversi medici facenti parte di unità operative come oncologia, radioterapia, medicina nucleare, radiologia, anatomia patologica.

 

Nel complesso gli interventi ginecologici (oncologici e non) agli inizi di novembre 2024 sono 610 (nel 2023 sono stati 604 e 550 nel 2022). In generale, l’attività chirurgica ginecologica per patologia benigna risulta in aumento su tutta la rete ospedaliera provinciale.

 

La recente modalità organizzativa messa in campo all’interno del Dipartimento transmurale ostetrico-ginecologico diretto da Fabrizio Taddei, ha spiegato l'Azienda sanitaria, consente, grazie alla collaborazione tra i professionisti delle varie unità operative degli ospedali di valle e dei centri maggiori, di operare le donne nell’ospedale più vicino al proprio domicilio. Tutto ciò a vantaggio della riduzione delle liste di attesa per la patologia benigna negli ospedali di Trento e Rovereto e dell’opportunità, per i professionisti degli ospedali di valle, di aumentare
l’expertise in ambito chirurgico.

 

“POTENZIAMENTO DEGLI INTERVENTI”
Nonostante l'impegno già messo, il direttore generale Antonio Ferro ha spiegato che, per quanto con certe le patologie non oncologiche, nel corso del prossimo anno “si sta valutando di mettere in piedi una maggiore disponibilità”.

Ovviamente occorre considerare anche tutti gli altri interventi non gravi che gli ospedali affrontano e c'è quindi anche da aggiungere il tema della disponibilità delle sale operatorie. Anche su questo aspetto potrebbero arrivare delle novità. “Il tema è stato già sottoposto al Sop (Servizio ospedaliero provinciale) affinché si possa fotografare la situazione e avere una visione complessiva sull'utilizzo delle sale operatorie e capire come agire. Per gli interventi di tipo urologico, per esempio, stiamo pensando di aumentare l'attività in particolare a Rovereto”. 

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