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Trento
26 novembre | 11:12

Per Aerat 45 anni di mare a Cesenatico: "Un'esperienza senza smartphone per promuovere la socializzazione: una palestra delle emozioni"

Fin dagli Anni '80 la cooperativa Aerat di Trento gestisce la colonia marina di Cesenatico. In media vengono accolti 1.300 ragazzi ogni anno. Nel tempo sono cambiate le esigenze ma non la filosofia. Il presidente Edo Grassi: "Due settimane per promuovere una socializzazione attiva tra i giovani"

TRENTO. La cooperativa sociale Aerat si prepara a tagliare un traguardo importante. Nel 2025 saranno, infatti, 45 gli anni di attività della colonia di Cesenatico, una proposta che dal 1980 a oggi ha accolto decine di migliaia di giovanissimi, tra ospiti e collaboratori, in un'esperienza di vita attiva, altamente socializzante e ancora molto attrattiva.

 

"La cooperativa gestisce due strutture di proprietà della Provincia di Trento, una Candriai e una a Cesenatico”, spiega Edo Grassi, presidente di Aerat. "A Candriai, sul Monte Bondone, organizziamo 'Scuola Natura' - un format di soggiorno residenziale per le scuole primarie unico nel suo genere - ma ospita anche professionisti, aziende, enti e organizzazioni per meeting di studio e formazione oppure per momenti conviviali. Abbiamo spazi generosi, aule formative, palestra, aula magna e un ristorante interno da 100 posti". 

 

A Cesenatico invece Areat è anzitutto sinonimo di colonia marina. Un servizio avviato nel 1980 e proposto senza sosta da ormai 45 anni, con l'unica eccezione nel 2020, a causa del lockdown e delle limitazioni imposte dalla pandemia Covid. "Un'emergenza che ci ha colpito molto duro e ha lasciato traccia anche nei nostri bilanci – commenta Grassi - ma dalla quale siamo ripartiti con entusiasmo e grande consapevolezza del nostro ruolo sociale”.

 

Negli Anni '80 le motivazioni che portavano le famiglie a iscrivere i figli in colonia "erano legate essenzialmente ai soggiorni climatici oppure alla possibilità di organizzare una vacanza al mare per i figli a prezzi contenuti", prosegue Grassi. "Negli anni questa dinamica è un po' cambiata, sono cresciute le esigenze di conciliazione, ma non si è modificata la filosofia della proposta: due settimane per promuovere una socializzazione attiva tra i ragazzi. Ogni anno portiamo al mare una media di 1.300 ragazzi. A questo dato aggiungiamo circa 130 assistenti".

 

Sono state mosse decine di migliaia di trentini dall'avvio di questo progetto. "Difficile dare numeri esatti perché spesso i bambini tornano in colonia per più anni di fila. Sicuramente gli iscritti sono stati sin qui circa 50mila. Un mare. Per il prossimo anno, vista la richiesta, stiamo cercando di capire se riusciamo a garantire qualche posto in più, ma gli spazi che abbiamo sono quelli: le iscrizioni apriranno il prossimo 14 gennaio. Nel 2024 abbiamo raggiunto il limite delle adesioni in 12 ore", evidenzia Grassi. "Un successo che ci stupisce e che ci riempie sempre di grande gioia ma che ci trasferisce  anche un crescente livello di responsabilità".

 

La colonia è un'occasione unica per divertirsi, praticare sport, vivere all’aria aperta e conoscersi. "In realtà la chiamiamo ancora colonia ma si tratta di un vero villaggio pensato per i bambini e ragazzi. L’esperienza è completa, non manca nulla, nemmeno gli ingressi al parco acquatico o la serata in discoteca, in barca, sul mare. L’unica cosa che manca è il cellulare. La colonia è rigorosamente senza smartphone".

 

Rispetto a questo tema Aerat non transige: “Questo divieto non è un vezzo, né un nostalgico richiamo al passato. In colonia il cellulare non ha senso. Questa presa di posizione così rigida rasserena e rincuora anche le famiglie, alle quali vengono garantiti comunque canali di comunicazione telefonica e digitale quotidiani, attraverso stories e post quotidiani sui profili social della cooperativa. Le famiglie ci ringraziano – prosegue Grassi – ammettendo la comune difficoltà di agire su questo tipo di divieto, durante l’anno. I ragazzi più grandi, non hanno scelta e si abituano molto presto a socializzare senza uno schermo davanti".

 

Il perno di tutto è progetto educativo stabile, ancorato a pochi punti fermi: “I ragazzi hanno semplicemente il diritto di vivere senza connessioni digitali, almeno per quindici giorni all’anno. Noi regaliamo loro questa esperienza, analogica e, soprattutto, emotiva. Negli anni abbiamo visto non solo ospiti, ma anche assistenti e animatori trasformarsi, grazie alla colonia. Per questa ragione ci definiamo un presidio di prevenzione sociale. Mettiamola così: un tempo si mandavano i bimbi al mare perché respirassero lo iodio, oggi li si manda in colonia per respirare vita sociale”. 

 

La colonia è anche un laboratorio di innovazione sociale, da 45 anni a questa parte. Il modello di partenariato pubblico privato attuale prevede che la  Provincia di Trento intervenga per mantenere abbordabili a tutti i prezzi del servizio, ma solo in misura proporzionale a quanti clienti frequentano il sevizio. “Se nessuno si iscrive in colonia, l’ente pubblico non spende nulla, perché anche le manutenzioni delle strutture (ordinarie e straordinarie) sono a carico nostro. Questo modello è uno stimolo per Aerat a mantenere l’offerta sempre fresca e accattivante. Gli investimenti per migliorare gli spazi e i servizi sono costanti ma il successo di pubblico ci fa capire che questa è la strada giusta. I sorrisi delle ragazze e dei ragazzi sono il termometro di quanto stiamo facendo".

 

Un successo che non ha modificato la filosofia di base. "Accogliere tutti, senza schemi ideologici, abituare i più giovani (ospiti e collaboratori) a vivere con spirito di comunità, educare al rispetto, alla delicatezza della relazione, alle emozioni, avviare al lavoro giovani e giovanissimi alla prime armi, formandoli, credendo in loro e creando in loro competenze utili per il oro futuro. Siamo un unicum a livello nazionale e l'intenzione è proseguire il percorso di formazione e inclusione per permettere ai giovani di ampliare i propri orizzonti, fare nuove amicizie e crescere individualmente. Un progetto apprezzato, che ci viene richiesto anche da realtà nazionali, che ci affidano l’organizzazione 'chiavi in mano' della colonia. Questo ci riempie di orgoglio".

 

Un patto che si rinnova ogni anno. "Gestire i minori al mare non è semplice, c’è chi ci chiede 'ma chi ve lo fa fare oggigiorno di caricarvi di questa responsabilità?', ma questo lavoro ci appassiona, ci regala sempre emozioni. Credo che questa sia la ricetta, semplicissima di Aerat: avere ancora l’istinto di regalare e regalarsi emozioni, in un contesto nel quale le emozioni tendono a spaventare, a complicare, ad allontanare. La colonia, in questo senso, è una palestra di emozioni".

 

Il futuro? "Continueremo a costruire relazioni. A breve vogliamo far nascere la community di Aerat, per aprire un nuovo canale di dialogo con tutti coloro che hanno creduto e credono in noi, che si ricordano di noi o che hanno voglia di sostenere i nostri progetti”. Il 2025 sarà dunque un anno di ulteriore spinta? “Dobbiamo e vogliamo crescere ancora. Per farlo ricercheremo sinergie con altri enti, aziende, istituzioni, partendo dal nostro Trentino ma guardando anche fuori territorio, per garantire la più alta qualità possibile ai nostri piccoli e grandi ospiti e altri 45 anni di colonia", conclude Grassi.

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