Ancora un'aggressione in ospedale. Pallanch: ''Sono dovuti intervenire i carabinieri ma è ora di dire basta. Serve il presidio fisso di forze dell'ordine o guardie giurate''
Il fatto questa volta sarebbe accaduto a Rovereto nella notte tra domenica e lunedì. Un uomo avrebbe lanciato sedie e altri oggetti e poi aggredito il personale

ROVERETO. Un’altra aggressione in ospedale. L'ennesima. Questa volta al pronto soccorso di Rovereto. Una persona nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 agosto ha dato in escandescenza fin dall'ingresso in ospedale sembra con lanci di sedie e altri oggetti. “Il personale sanitario è stato inizialmente aggredito verbalmente”, dice Giuseppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp, con il segretario della Cisl Fp Sandro Pilotti e Alfio Traverso, responsabile per la Cisl dell’ospedale di Rovereto. “I presenti, impauriti, sarebbero stati costretti a rifugiarsi in sala d'attesa”.
Il personale di pronto soccorso avrebbe, quindi, tentato di gestire la situazione. “Questa persona è stata accompagnata in triage per calmarla - aggiunge Pallanch con Traverso e Pilotti - ma, appena entrato nella stanza, ha immediatamente deciso di prendersela con il personale”. Un sorvegliante, intervenuto per aiutare gli infermieri e gli operatori socio sanitari, “è stato aggredito. Sono intervenuti anche i carabinieri”. Un altro caso di una situazione ormai fuori ogni limite considerata una vera e propria emergenza dai sindacati.
“Così è difficile lavorare”, proseguono gli esponenti della Cisl. “Da anni chiediamo alla direzione generale, al dg Ferro e alla politica la presenza continua 24 ore su 24, 7 giorni su 7 delle forze dell'ordine o almeno di guardie giurate che mettano a disposizione la professionalità ben distinta dalla disponibilità dei "sorveglianti", i quali nulla possono in questo casi”. Per la Cisl è arrivato il momento di trovare soluzioni concrete per evitare il peggio.
“La gestione del pronto soccorso e soprattutto la sicurezza del personale è stata messa per l’ennesima volta a rischio. Questi episodi troppo spesso vengono derubricati al nulla, spesso addirittura si parla di rischio zero nel vuoto assoluto dell’Apss che prende continuamente tempo. Una gestione fino a questo momento assolutamente da rivedere. Non ultimo il programma di autodifesa al quale il personale è stato invitato a partecipare”, concludono Pallanch, Pilotti e Traverso.












