Bike sharing, Merano si arrende: biciclette vandalizzate, distrutte e abbandonate
Il modello così come pensato e realizzato, deve essere superato. Si rende necessario creare un sistema che sia più funzionale e che sia sicuro

MERANO. E alla fine Merano si arrende e chiude il servizio di bike sharing. Attivo dall'ottobre 2019 come progetto pilota, era stato fortemente voluto dall'amministrazione comunale per incentivare all'utilizzo della bicicletta, migliorare gli spostamenti in città e per venire incontro ai cittadini e ai pendolari.
Erano 60 le biciclette utilizzabili e disponibili tutti i giorni, 24 ore su 24. Un noleggio gratuito per le prime cinque ore di utilizzo. Un servizio molto apprezzato dagli utenti, ma senza alcun tipo controllo.
Nel giro di pochissime settimane sono stati 2000 i cittadini che si sono registrati per poter utilizzare le biciclette, ma sono iniziati i problemi tra vandalismi e la poca osservanza delle regole da parte degli utenti. Troppi i mezzi abbandonati lungo l strade di Merano e che dovevano poi essere recuperati. E troppe le biciclette rovinate, rotte o addirittura distrutte.
Insomma, bellissima l'idea ma, come dichiara l'amministrazione comunale, il modello così come pensato e realizzato, deve essere superato. Si rende necessario creare un sistema che sia più funzionale e che sia sicuro. Quindi, con la fine dell'anno, si chiude. Anche perché nessuna società si è dimostrata interessata a portare avanti il “business”. Troppe le criticità, pochissimi, se non nulli, i margini di guadagno: difficile che qualcuno decida di prendere in mano un servizio che sarà anche straordinario sulla carta ma che, oggettivamente detto, così com'è non funziona.
Ed è un peccato, perché gli utenti erano centinaia e le biciclette erano molto apprezzate da chi, arrivando in treno, doveva raggiungere il centro.
L'amministrazione annuncia che questo stop non sarà comunque un addio. Anzi. Si pensa già a sistemi di mobilità integrata, si vuole passare da quello che in fondo era un progetto “sperimentale” a uno più strutturato e che veda coinvolti anche i comuni limitrofi. Insomma, mentre Merano si arrende, si pensa in grande. Perché il sistema funziona e ha avuto successo. Ma fino a quando non verranno trovati dei sistemi di monitoraggio ci si dovrà affidare al buon senso degli utenti e dei cittadini. E questo potrebbe non funzionare.
L'amministrazione comunale ricorda dunque che entro la fine del mese di dicembre, gli utenti dovranno restituire i mezzi in una delle sette postazioni della città.












