Il gioco del lancio del formaggio per evocare le tradizioni? Slow Food e Consorzio dello Storico Ribelle dicono ''no'': ''Visione culturale poco rispettosa del cibo''
Morbegno è “città del formaggio” e da volontà della Pro Loco (ma anche del sindaco che si è detto più che favorevole) vorrebbe diventare luogo dove poter organizzare l'unica manifestazione targata Figest della Valtellina di lancio del formaggio ma c'è chi dice ''no''

MORBEGNO. "Pur riconoscendo l’importanza di valorizzare il territorio attraverso eventi partecipati e coinvolgenti riteniamo che questa proposta sia in contrasto con una visione culturale e rispettosa del cibo, soprattutto quando riguarda un prodotto simbolo dell’identità locale". Così l’associazione Slow Food della Mera e il Consorzio di salvaguardia dello Storico Ribelle dicono no al “Lancio del Formaggio” a Morbegno dove la locale Pro Loco, di recente affiliatasi alla Figest, la Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali che disciplina il gioco che, effettivamente, in certe località italiane ha il sapore della tradizione e della storia dalla Sicilia (a Novara di Sicilia, Messina, sino agli anni’ 50 si lanciava la majorchina) alla Toscana (in Garfagnana, Lucca, si lanciano tuttora le forme di formaggio in gare estemporanee quasi tutte le domeniche).
Certo le tradizioni sono fatte anche per evolversi e oggi giocare a lanciare delle forme di formaggio più che di tradizione ha il sapore di spreco e insulto a chi produce e a chi non può permettersi certi prodotti. E così, dopo il no del Consorzio Formaggi Dop Valtellina Casera e Bitto, all’idea di rispolverare questo gioco a Morbegno arrivano le censure anche di Slow Food e del consorzio dello Storico Ribelle formaggio lombardo, conosciuto anche come formaggio "della Val del Bitt".
Morbegno è “città del formaggio” e da volontà della Pro Loco (ma anche del sindaco che si è detto più che favorevole) vorrebbe diventare luogo dove poter organizzare l'unica manifestazione targata Figest della Valtellina di lancio del formaggio.
''Il cibo non è un gioco - scrivono i due sodalizi - ma un atto culturale, sociale e ambientale. Educare al rispetto del cibo significa anche educare al rispetto del lavoro, delle risorse naturali e delle comunità che da generazioni custodiscono saperi e sapori. Inoltre, in un’epoca in cui l’educazione alimentare e la lotta allo spreco sono priorità condivise a livello globale, riteniamo ancora più inopportuno proporre un evento che rischia di veicolare un messaggio opposto: quello della leggerezza e della disattenzione nei confronti del cibo''.
''Riteniamo - concludono - che ogni alimento, in particolare quelli legati alla tradizione e al lavoro di tanti produttori locali, meriti rispetto e consapevolezza. Trattare il formaggio come oggetto da lanciare in un contesto ludico rappresenta a nostro avviso una banalizzazione che non rende giustizia al suo valore gastronomico, storico e umano''.












