L'ultimatum di Confindustria per Bolzano: "No alle abitazioni in zona produttiva, costruire oltre via Resia e verso Laives. Il traffico? Servono grandi opere e tempi certi"
Riguardo all'areale ferroviario, la richiesta è di abbandonare l'ipotesi di un mega intervento unitario a favore di uno sviluppo per lotti. Necessario inoltre, secondo l'associazione di categoria, fare si che il trasporto pubblico diventi la prima opzione per l'ingresso in città

BOLZANO. Bolzano si prepara a definire il proprio sviluppo per i prossimi decenni attraverso il nuovo Programma di Sviluppo Comunale Territorio e Paesaggio (PSCTP) e, in questo contesto cruciale, Confindustria Alto Adige ha presentato un documento strategico, elaborato dall'urbanista Francesco Sbetti, che intende supportare una crescita sostenibile e migliorare la competitività della città. L'obiettivo, come dichiarato dai rappresentanti di Confindustria Vinicio Biasi e Andreas Koler, è creare una città ambientalmente sostenibile con un'economia solida, in grado di offrire posti di lavoro di alta qualità
L'analisi di Confindustria parte dai dati che testimoniano la profonda trasformazione della città: con oltre 106.000 abitanti e circa 67.000 occupati, Bolzano è cresciuta, ma questa espansione ha generato un fabbisogno abitativo futuro stimato tra i 3.200 e i 4.000 alloggi. Le imprese industriali sono state motore di questa crescita, rendendo indispensabile prevedere nuovi spazi destinati alle attività produttive.
Per quanto riguarda infrastrutture e mobilità, il documento esige che l'Agenda Bolzano definisca con chiarezza risorse e tempi certi per i progetti di potenziamento del trasporto pubblico e delle opere esistenti. Si rende indispensabile un approccio coordinato per migliorare l'accessibilità complessiva della città, agendo su tangenziali e circonvallazioni (SS12, Monte Tondo, Guncina). L'impegno è di far sì che il trasporto pubblico diventi la prima opzione d'ingresso in città, sviluppando al contempo alternative all'auto privata, come la rete ciclabile verso i luoghi di lavoro e nuove fermate del treno (San Giacomo). Si propone inoltre di trasformare la zona produttiva in un laboratorio per nuove forme di mobilità urbana, come tram e funivie, che colleghino efficacemente Bolzano Sud al resto della città.
La crisi abitativa richiede l'attivazione di diversi canali di offerta. Confindustria propone di agire su recupero di edifici dismessi, riconversione di aree come le ex caserme e lo sviluppo di nuove aree di espansione che vengono individuate nella zona oltre via Resia, in via Castel Firmiano, lungo la direttrice verso Laives, nella zona del MEBO Center. Riguardo all'areale ferroviario, la richiesta è di abbandonare l'ipotesi di un mega intervento unitario a favore di uno sviluppo per lotti. Si suggerisce la crescita in altezza degli edifici per limitare il consumo di suolo, pur preservando le pendici collinari di Colle, Guncina, Monte Tondo e Virgolo.
Le politiche abitative devono essere integrate, prevedendo alloggi di piccole dimensioni in linea con il calo della dimensione media familiare e riservando abitazioni IPES ai giovani under 35 a canone sostenibile. Si propone l'attivazione di un'agenzia per l'affitto garantito in collaborazione con i privati e la promozione della costruzione privata di alloggi su aree pubbliche, destinati all'affitto a canone provinciale per lunghi periodi. Un punto fermo è la netta incompatibilità delle zone produttive con l'uso residenziale, ammettendo eccezioni solo per foresterie temporanee per lavoratori e studentati.
La scarsa disponibilità di suolo insediabile impone di preservare le aree produttive esistenti da usi residenziali. Per attrarre e rafforzare le attività, si deve valorizzare le aree interne inutilizzate nelle zone esistenti (Bolzano Sud e Piani). Confindustria propone di localizzare il piccolo artigianato e i servizi nelle zone miste, riservando Bolzano Sud alle attività industriali, e di pianificare l'ampliamento sostenibile della zona produttiva di Bolzano Sud. Tutte queste sfide — dalla mobilità alla casa, dagli spazi economici ai servizi — non possono essere gestite entro i soli confini comunali, rendendo indispensabile l'adozione di una nuova politica di Area Vasta per coordinare Bolzano con i Comuni limitrofi.












