Opere olimpiche, il Comune condannato ad un maxi risarcimento da 2,7 milioni di euro
Arriva la conferma della Corte di cassazione dopo la condanna del Consiglio di Stato: il Comune di Rasun Anterselva dovrà pagare 2 milioni e 700 mila euro al consorzio che fece ricorso contro l'appalto per i lavori all'impianto dove si disputeranno le gare di biathlon olimpiche di Milano-Cortina

ANTERSELVA. Una "stangata" da poco meno di 2,7 milioni di risarcimento dal Comune di Rasun Anterselva al consorzio di società Gasser/Ploner: lo ha deciso la Corte di cassazione che respingendo i ricorsi dello stesso comune e della società che aveva vinto l'appalto ha confermato la condanna del consiglio di Stato.
La vicenda risale al 2022, quando all'interno dell'avvio dei lavori per alcune strategiche opere olimpiche (ad Anterselva si disputeranno tutte le gare di biathlon di Milano Cortina 2026) il Comune aveva pubblicato un bando da 18,2 milioni per il miglioramento dell'impianto sportivo: la gara era stata vinta con stretto margine di vantaggio dalla Unionbau, ma la seconda classificata aveva impugnato la decisione davanti al Tar di Bolzano.
L'anno successivo la decisione del Tar di annullare l'aggiudicazione per errori nella valutazione era stata confermata anche da una pronuncia del Consiglio di Stato, ma a quel punto lo stato dei lavori era stato considerato ormai troppo avanzato per essere interrotto.
Qualche giorno fa, la conferma della Cassazione che ha dato ragione in maniera definitiva al consorzio al quale spetteranno circa 2,68 milioni di euro di risarcimento.
Una grossa cifra per un piccolo Comune come quello altoatesino, che conta circa 3.000 abitanti e che ora cercherà soluzioni per far fronte al problema.
Parlando a il Dolomiti circa un anno fa, commentando la condanna del Consiglio di Stato il sindaco di Rasun Anterselva Thomas Schuster non aveva escluso che quel risarcimento potesse rientrare nel “budget olimpico” di Simico e Provincia di Bolzano. “Dobbiamo ancora capire. È prematuro fare previsioni, non è il momento delle ipotesi campate in aria”.












