Per Fiab Belluno gli archetti lungo la via per ridurre la velocità dei ciclisti sono inutili e pericolosi. "Cultura dell'amministrazione contraria alla mobilità sostenibile"
“Un’ordinanza che mette a rischio la sicurezza e scoraggia la mobilità attiva”. Così Fiab Belluno commenta il provvedimento della Polizia locale che assicura la precedenza alle automobili rispetto a chi transita sulla ciclopedonale di via Tiziano Vecellio

BELLUNO. "Un’ordinanza che mette a rischio la sicurezza e scoraggia la mobilità attiva”. Così Fiab Belluno (Federazione italiana ambiente e bicicletta) commenta il provvedimento della Polizia locale che assicura la precedenza alle automobili rispetto a chi transita sulla ciclopedonale di via Tiziano Vecellio.
La decisione è stata presa con un'ordinanza del 13 ottobre scorso e prevede l’installazione di dissuasori di velocità in corrispondenza di ogni intersezione con una strada pubblica, interrompendo così la continuità del percorso ciclabile e pedonale. In via Tiziano Vecellio il marciapiede, largo 2,20 metri, è diviso in due parti dedicate a ciclisti e pedoni e a doppio senso di marcia: una soluzione già di per sé disincentivante secondo l’associazione, perché lo spazio per ciclisti e pedoni è ridotto, oltre al fatto che lungo il tratto di ciclabile si contano dieci intersezioni in soli 400 metri tra passi carrai privati, strade pubbliche e la fermata dell’autobus.
“In un simile contesto - osserva il presidente Claudio Giacchetti - l’inserimento degli archetti, oltre a non garantire maggiore protezione ai ciclisti né ai pedoni, aumenta le probabilità di incidenti durante il superamento dei dissuasori e impedisce il passaggio alle cargo bike e ai cicloturisti con carrelli al seguito”. La critica è dunque verso un approccio alla viabilità che disincentiva l’uso della bicicletta: e non è la prima mossa all’attuale amministrazione, dopo che Fiab aveva già descritto Belluno come una città che predica sostenibilità ma incentiva l’auto privata (qui l’articolo).
L’assessore Paolo Gamba, in risposta all’interrogazione presentata dalla consigliera Maria Teresa Cassol durante il Consiglio comunale del 31 ottobre, ha però dichiarato che gli archetti verranno installati in quanto esistono norme che raccomandano di mantenere basse le velocità dei ciclisti e di posizionare elementi fisici per favorire un andamento più prudente. “Vorremmo sapere - osserva l’associazione - a quali norme si riferisca l’assessore, considerando che le amministrazioni che intendono favorire la mobilità attiva progettano senza difficoltà percorsi a norma di legge, assicurando la precedenza a ciclisti e pedoni e soluzioni che garantiscono la continuità e la sicurezza del percorso. Inoltre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto del 2 ottobre 2020, ha già accolto il ricorso della Fiab Faenza contro gli archetti su una pista ciclabile che rendevano difficoltoso il transito delle biciclette”.
Insomma, tali dissuasori sono pericolosi in quanto ostacoli non sempre evitati dai ciclisti e, nel caso di via Vecellio, non sarebbero utili a ridurre la velocità delle biciclette perché posizionati solo in corrispondenza delle intersezioni con le strade pubbliche, garantendo dunque la precedenza alle automobili e senza offrire tutela ai pedoni.
“A nostro parere l’introduzione di ulteriori ostacoli - conclude Giacchetti - rende il percorso ancora più pericoloso e ciò spingerà molti ciclisti a tornare a percorrere la statale, esponendo sé stessi e gli automobilisti a rischi maggiori, e molti altri a tornare all’automobile, con conseguente aumento di traffico, congestione e inquinamento. Logica e la cultura sottese alla risposta in difesa del provvedimento sono in evidente contraddizione con il Piano della mobilità sostenibile recentemente adottato da questa amministrazione, nel quale si afferma che, per affrontare le sfide del cambiamento climatico e rendere la città più vivibile e a misura di persona, è necessario superare il modello autocentrico tramite una nuova ripartizione degli spazi pubblici a favore delle altre categorie di utenti della strada: ciclisti e pedoni”.












