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Bolzano
11 novembre | 18:38

Solo 10 studenti a tempo pieno scelgono la carriera assistenziale, ma serviranno almeno 600 operatori

Solo 37 le persone in formazione e una richiesta, già elevata, che non farà altro che crescere

BOLZANO. Il futuro dell'assistenza e della cura in Alto Adige è a rischio, a giudicare dai dati relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2025/26. La Scuola provinciale per le professioni sociali “Hannah Arendt” registra un segnale d'allarme estremamente grave: solo dieci studenti a tempo pieno in tutta la provincia hanno scelto il percorso di formazione per assistenti di cura. Questo numero è in forte contrasto con i 95 iscritti a tempo pieno per la formazione di operatori socio-assistenziali. Anche nei corsi part-time, rivolti principalmente ad adulti e a chi cambia carriera, i numeri sono esigui: attualmente sono soltanto 37 le persone in formazione tra Bolzano e Brunico.

 

Questi dati, comunicati in risposta a un'interrogazione della consigliera provinciale Maria Elisabeth Rieder, sono per lei un chiaro indicatore di un problema sistemico. La consigliera del Team K sottolinea che l'assistenza sanitaria risulta fortemente sottorappresentata nel sistema formativo, specialmente tra i giovani che hanno appena concluso l'obbligo scolastico. Un elemento estremamente preoccupante, considerando che la richiesta di personale qualificato è già oggi elevatissima.

 

Secondo le stime della Ripartizione provinciale Politiche sociali e delle Comunità comprensoriali, la necessità di manodopera è destinata a crescere, con un fabbisogno di oltre 600 operatori aggiuntivi nel settore nei prossimi anni. Già in questo momento, molte case di riposo e servizi sociali denunciano gravi difficoltà nel reperire personale. Se i percorsi formativi part-time non basteranno a garantire il ricambio generazionale, il numero esiguo di studenti a tempo pieno dimostra quanto sia difficile motivare i giovani a intraprendere una carriera nell'assistenza.

Maria Elisabeth Rieder lancia un accorato appello: l'assistenza ha bisogno delle nuove generazioni. Occorre agire immediatamente per creare le condizioni necessarie, altrimenti si rischia di perdere un'intera generazione di potenziali operatori. I numeri sono inequivocabili: senza un intervento immediato, la carenza di personale qualificato nel settore assistenziale si aggraverà drammaticamente nei prossimi anni. Per affrontare questa situazione, la consigliera ha annunciato che presenterà a breve in Consiglio provinciale una proposta volta a discutere e implementare misure concrete per rafforzare la formazione nell'assistenza.

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