Elicottero per la neve sulla pista, Coppola: "Ci sono state violazioni delle normative ambientali e autorizzative?". Trento Funivie: "Il problema è solo il Bondone?"
Interrogazione di Lucia Coppola, Alleanza Verdi e Sinistra, sull'uso dell'elicottero per trasportare neve e aprire le piste: "Operazione non conforme alle normative vigenti in materia ambientale e autorizzativa?". La replica del presidente di Trento Funivie, Fulvio Rigotti: "E' stata una situazione eccezionale. Così abbiamo registrato in dicembre con un +9% di presenze"

TRENTO. L'operazione è stata autorizzata? La società Trento Funivie è stata multata? La Provincia intende adottare misure più severe per limitare in Trentino interventi analoghi? Così la consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra, Lucia Coppola, ritorna all'attacco sull'utilizzo dell'elicottero per trasportare neve sul Bondone e aprire al ponte dell'Immacolata a inizio dicembre scorso (Qui articolo).
Il 5 dicembre, infatti, a ridosso delle festività la società impianti dell'Alpe di Trento ha dato luce verde al decollo dell'elicottero per completare la sistemazione della pista sul Palon e aprire così la stagione. Una scelta che ha sollevato molte polemiche.
"Un'operazione che ha suscitato preoccupazioni per il suo impatto ambientale e per la possibile violazione delle normative in vigore", dice Coppola. "In particolare è stato utilizzato un elicottero per trasportare neve artificiale sulla parte alta della pista Palon, in un'area situata oltre i 1.600 metri di quota, dove la neve naturale era praticamente assente a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Questo intervento ha avuto un impatto significativo sull'ambiente, con l'emissione di almeno una tonnellata e mezzo di CO₂ nell'atmosfera, contribuendo ulteriormente ai già gravi effetti dei cambiamenti climatici".
Le temperature elevate e, soprattutto, il vento aveva rovinato parte del piano sciabile. In assenza delle condizioni di sicurezza l'offerta sciistica sarebbe stata inferiore al 50% con ripercussioni a livello commerciale. A fronte dei tempi stretti e delle difficoltà di intervento, gli impiantisti si sono orientati sull'uso dell'elicottero per salvaguardare un lungo week end strategico per l'avvio di stagione.
"La società Trento Funivie aveva recentemente promosso sui propri canali social il proprio impegno per un approccio autentico e responsabile alla montagna, messaggio che appare in contrasto con l’utilizzo di mezzi ad alto impatto energetico e ambientale come l’elicottero per l’innevamento artificiale di una pista". La notizia è subito rimbalzata a livello nazionale "ma anche internazionale proprio perché veicolava un’immagine distorta della montagna e del modello di sviluppo turistico ad essa associato, in evidente contrasto con i principi di sostenibilità ambientale. In un contesto meteorologico sempre più complesso e difficile da prevedere e gestire, il ricorso a pratiche che incidono ulteriormente sull’ecosistema montano sembra configurarsi come una soluzione non più sostenibile".
I dubbi di Alleanza Verdi e Sinistra si spostano sulle opportunità di questa operazioni ma anche sulle autorizzazioni.
"Questo intervento appare rilevante anche alla luce della Legge provinciale che disciplina la tutela dell’ambiente in relazione all'esercizio degli aeromobili e prevede specifiche limitazioni e autorizzazioni per i voli in ambiente montano, in particolare oltre i 1.600 metri di quota e in contesti di particolare sensibilità ambientale", continua Coppola. "L'operazione in questione potrebbe non essere stata autorizzata dagli enti competenti e che, proprio per questa ragione, sarebbe stata oggetto di una sanzione amministrativa per la violazione delle normative ambientali e autorizzative. Questo episodio solleva seri dubbi sulla compatibilità tra le politiche di sostenibilità dichiarate e le azioni concretamente messe in atto che rischiano di disattenderle. L'importanza del turismo per l'economia trentina non può eliminare qualsiasi limite del rispetto del territorio. Il mio auspicio è che la risposta alla presente interrogazione possa chiarire i legittimi dubbi della cittadinanza e dei numerosi appassionati di montagna, che vedono in episodi di questo tipo un rischio per l’integrità dell’ecosistema montano trentino e un pericoloso precedente che auspico non si ripeta".
Una questione che segna ancora il dibattito pubblico e politico. Una decisione bocciata da 12 associazioni del territorio (Qui articolo). "Una situazione eccezionale", in sintesi le posizioni dell'assessore Alberto Pedrotti (Qui articolo), così come dell'assessore Andreas Fernandez (Qui articolo). "Una polemica estremamente ideologica" per gli impiantisti (Qui articolo).
Una scelta - la prima volta per il Bondone - sostanzialmente costretta per Trento Funivie. "Il costo dell'elicottero per un paio di ore di volo e di trasporto neve è stato di circa 6 mila euro a fronte di un danno quantificato in oltre mezzo milione tra skipass e indotto generale di questo fine settimana, senza dimenticare che il bar in cima sarebbe rimasto chiuso. Una valutazione che non ci ha lasciato dubbi sull'opportunità di usare un mezzo da lavoro, come avviene in tantissimi altri casi per sopperire alle esigenze sulla montagna", le parole di Fulvio Rigotti, presidente di Trento Funivie nei giorni dell'uso del mezzo (Qui articolo).
Un concetto ribadito dal presidente di Trento Funivie. "E' stata una situazione eccezionale e non aprire le piste del Palon sarebbe stato un grossissimo danno per tutta l’economia della località. Da questo punto di vista, si può definire un intervento di pubblica utilità: abbiamo portato dal 30% al 60% la percentuale di piste aperte, salvando centinaia di prenotazioni alberghiere fino a Natale. Così abbiamo registrato in dicembre con un +9% di presenze e grazie al freddo degli ultimi giorni, oggi abbiamo più del 75% delle piste aperte. La decisione è stata presa meno di 24 ore prima, il fornitore del servizio aveva provveduto alle dovute notifiche relative al volo, ma non la comunicazione al Comune. Ritenevamo che le autorizzazioni fossero in regola e ci spiace se non è stato così. Mi chiedo se chi oggi sollecita interventi sanzionatori per questo caso sia altrettanto solerte nel farlo per tutti gli altri lavori, più o meno urgenti, con l'elicottero in montagna o forse il problema è solo il Bondone?", conclude Rigotti.












