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Belluno
06 settembre | 17:48

Nasce Cert&lab, un progetto per conferire la certificazione CE ai dispositivi di sicurezza. Il direttore: "Siamo l'unico ente in Italia dotato di laboratorio prove"

Prende via a Sedico il progetto Cert&Lab, nato per istituire al Centro consorzi un organismo riconosciuto a livello europeo per certificare le aziende produttrici di dpi e prodotti da costruzione. Questo dipartimento porta Belluno sui mercati internazionali e offrirà nuove possibilità occupazionali nel settore 

Nasce Cert&lab, un progetto per conferire la certificazione CE ai dispositivi di sicurezza

SEDICO. Nasce in Valbelluna Cert&Lab, un progetto internazionale unico nel panorama italiano per conferire la certificazione CE ai dispositivi di protezione individuale (dpi - ad esempio strumenti per la protezione di testa, occhi, vie respiratorie e udito, guanti, abbigliamento protettivo, dispositivi anticaduta, calzature di sicurezza) e ai prodotti da costruzione

 

Il Centro consorzi di Sedico si è infatti dotato di un dipartimento per la valutazione della conformità e la certificazione di questo tipo di prodotti. Un passaggio obbligatorio per le aziende che li realizzano, perché la nuova normativa europea prevede che, da agosto 2027, tutti i prodotti dovranno ricevere la certificazione CE per poter essere venduti nei mercati europei. 

 

Questo vale chiaramente anche per aziende produttrici extra europee, aprendo la porta a mercati potenzialmente mondiali. “Sono già arrivate richieste - spiega il direttore Michele Talo - da aziende e interlocutori di Francia, Stati Uniti, Taiwan e India. Con questo progetto usciamo quindi dall’ambito locale per andare nei mercati internazionali. Il Centro consorzi si è sempre occupato di formazione sulla sicurezza, ma in questo caso abbiamo voluto istituire un’attività che riguardasse le norme europee di controllo dei requisiti sugli strumenti”. 

 

Il Centro ha dunque ora un dipartimento, con tecnici di esperienza ultraventennale nel settore, che, dopo il superamento delle verifiche di Accredia e l’ottenimento delle autorizzazioni ministeriali, è stato riconosciuto come Organismo notificato europeo. “Vogliamo dare il segnale concreto di un sistema - prosegue Talo - che lavora nella sicurezza e attento a dare un servizio alle imprese. È ormai una priorità certificare il prodotto e noi siamo l’unico ente in Italia dotato anche di un laboratorio prove”. 

 

Il laboratorio si trova infatti a Lentiai di Borgo Valbelluna, ha un’estensione di 2 mila metri quadrati e ha al suo interno infrastrutture dedicate a testare i materiali. In particolare, ci sono tre torri per i test sui dispositivi anticaduta, gli ancoraggi e le linee vita: da altezze anche di 15 metri, sono fatti cadere in sequenza pesi fino a 100 kg che simulano la caduta di più persone in serie e, dunque, la tenuta dei dispositivi. 

 

“Abbiamo ottenuto un doppio accreditamento - spiega Tommaso Morandin, che ha seguito il progetto - per marcare CE i prodotti da costruzione, in particolare linee vita e ancoraggi, e i dpi. Si tratta di certificazioni indispensabili ai produttori se vogliono vendere in Europa: già da novembre molti imprenditori si sono rivolti a noi chiedendo aiuto, perché il rischio è non poter vendere e, dunque, chiudere. Tuttavia, per le aziende italiane significa anche poter ampliare il loro mercato fuori l’Italia: la certificazione del Centro consorzi darà quindi loro la patente per aprirsi a tutti i mercati europei”. 

 

Prevediamo di avere ancora necessità di tecnici - conclude Talo - con anche una fase di formazione e integrazione di nuove competenze, in base alle richieste che riceveremo. Guardiamo quindi con fiducia a una struttura che nel territorio può portare occupazione su un fronte internazionale. Ci fa onore che Belluno sia in grado di esprimere delle eccellenze e un sistema importante rispetto a un’esigenza che riguarda tutti i produttori, italiani e non. Il mercato infatti non è solo italiano, ma a noi interessa soprattutto che la qualità dei prodotti italiani sia riconosciuta e possa esprimersi anche fuori dai confini nazionali”. 

 

Il progetto si sviluppa inoltre attraverso una rete di collaborazioni con Ordine degli ingegneri di Belluno, Università di Padova, Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Assosistema Safety di Confindustria e Lega Consumatori di Belluno, oltre a laboratori specializzati del Veneto e di altre regioni. 

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