Nuovi impianti e gestione unica: il piano per riaccendere lo sport a Bolzano: "La città è rimasta ferma mentre altri Comuni sono andati avanti"
Pronti i piani per il Palamazzali e la piscina da 50 metri. Spunta l'ipotesi di una società unica per gestire tutte le strutture

BOLZANO. "Bolzano è rimasta ferma, mentre gli altri Comuni sono andati avanti". È un’analisi severa quella del sindaco Claudio Corrarati sullo stato delle infrastrutture sportive cittadine. Mentre la periferia della provincia vanta impianti all'avanguardia, il capoluogo si ritrova a gestire strutture definite "vecchie e obsolete". Una situazione che l'amministrazione intende ribaltare agendo su due binari: grandi investimenti strutturali e una rivoluzione nel sistema di gestione.
Le criticità maggiori riguardano i poli storici della città. Il Palamazzali è considerato ormai da rifare e l'idea della giunta è quella di creare una nuova "cittadella dello sport" nell'area adiacente al Drusetto. Riflettori accesi anche su Maso della Pieve: il centro necessita di una ristrutturazione profonda, all'interno della quale spicca il progetto per la nuova piscina coperta da 50 metri, un'opera attesa da anni dai nuotatori bolzanini.
Discorso simile per il Lido di viale Trieste. Se il servizio di assistenza e pulizia è stato appena garantito da una nuova gara d'appalto da circa un milione di euro l'anno, restano le spine del ristorante (chiuso da anni) e del centro wellness. Quest'ultimo, giudicato troppo piccolo e datato rispetto agli standard provinciali, sarà oggetto di un progetto di rilancio curato dal vicesindaco Konder per tornare ad attrarre operatori e utenti.
Oltre ai muri, il Comune vuole cambiare il modo in cui gli impianti vengono fatti funzionare. Proprio in questi giorni, la gestione della cittadella di via Maso della Pieve passa dalla cooperativa Sport City a un'associazione di società locali (Centro Tennis Ussa, Virtus Bolzano e Asd Oltrisarco). Tuttavia, l'assessore al patrimonio Claudio Della Ratta guarda oltre: l'obiettivo per il 2027 è valutare l'affidamento di tutti gli impianti cittadini a un'unica società di gestione. Il modello di riferimento è la Seab, che già amministra con successo il Palaonda. Centralizzare i servizi permetterebbe di ottimizzare i costi e garantire uno standard qualitativo uniforme, superando l'attuale frammentazione tra le singole società sportive.











