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Trento
22 gennaio | 20:15

"Se oggi arrivano le Olimpiadi è anche merito di mio padre, ma nessuno sembra ricordarsi di lui: a 10 anni dalla sua scomparsa, concedetemi un po' di amarezza"

Le parole sono di Micaela Valentino, figlia di quel generale Carlo Valentino presidente Fisi tra il 1988 e il 2000 e personaggio chiave nella storia degli sport invernali italiani e del territorio della val di Fiemme, scomparso il 21 gennaio 2016: "La memoria di mio padre è andata un po’ a perdersi. La vita va avanti, per carità, ma se oggi il Trentino e l’Alto Adige possono ospitare, con orgoglio, competenza e strutture, un evento del calibro delle Olimpiadi, lo si deve anche a chi in passato per tanti anni ha lavorato per far crescere il movimento"

PREDAZZO. “Ci tengo a mettere subito in chiaro una cosa: non voglio fare polemiche gratuite, o aggiungere altra confusione nel gran polverone di queste Olimpiadi. Ma personalmente un po’ di amarezza la sento, spero mi sia concessa”.

 

A raccontare emozioni (e appunto, amarezze) a il Dolomiti è Micaela Valentino: la sue parole arrivano nei giorni che segnano il decennale dalla scomparsa di suo padre, il generale Carlo Valentino, avvenuta il 21 gennaio 2016.

 

Quello di Valentino è un nome ben noto a chi conosce la storia della val di Fiemme (e non solo), visto che si tratta di un protagonista assoluto del territorio trentino e degli sport invernali italiani: tanto per intendersi, il generale è stato presidente nazionale della Fisi per tre mandati tra il 1988 e il 2000. Erano gli anni di Tomba, Compagnoni, Di Centa, Belmondo, della staffetta d’oro di fondo di Lillehammer composta da De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner e di tanti altri importanti successi che avevano portato l’Italia nell’olimpo dello sport bianco mondiale.

 

Ed è anche grazie a Carlo Valentino se la val di Fiemme fu in grado di ospitare gli “storici” mondiali di sci nordico del 1991, del 2003 e pure nel 2013. Poi fu vicepresidente nazionale del Cai, unico italiano membro onorario della Federazione internazionale dello sci, Stella d’Oro al merito sportivo Coni, Fiaccola d’argento dell’Associazione Nazionale Azzurri d’Italia: e l’elenco sarebbe ancora lungo.

 

Beh, di questa figura chiave oggi, alla vigilia di un’Olimpiade storica per il Trentino e l’Italia, nella memoria di chi dirige federazioni, associazioni e comitati non sembra essere rimasta alcuna traccia: “In questi anni, e men che mai negli ultimi giorni per il decimo anniversario dalla sua scomparsa, non ho visto una riga di ricordo da parte di nessuno – racconta Micaela -; nessun’istituzione, nessun ente, tantomeno le Olimpiadi. La memoria di mio padre è andata un po’ a perdersi. Non mi stupisco più, so che delle persone ci si dimentica facilmente purtroppo. La vita va avanti, per carità, ma se oggi il Trentino e l’Alto Adige possono ospitare, con orgoglio, competenza e strutture, un evento del calibro delle Olimpiadi, lo si deve anche a chi in passato per tanti anni ha lavorato per far crescere il movimento, con una visione legata al territorio ma proiettata al futuro. Non che mio padre fosse l’unico attore di questo processo, ci mancherebbe, ma grazie al suo ruolo ha contribuito in maniera importante”.

 

Oltre che nella “sua” val di Fiemme infatti il generale Valentino seppe lasciare il segno anche in quello che tra pochi giorni sarà il teatro delle gare di biathlon, lo splendido stadio di Anterselva: “Prima del periodo alla presidenza della Fisi – racconta Micaela Valentino – mio padre fu per alcuni anni consigliere responsabile del biathlon. Erano anni di grande lavoro, di modernizzazione, di crescita: anni in cui si misero radici, e di cui oggi raccogliamo in eredità i frutti”.

 

Micaela Valentino abita a Predazzo da una vita, la val di Fiemme è casa sua: ha insegnato per anni nel liceo artistico di Pozza di Fassa, dove ha anche contribuito a creare ed ha poi guidato per 15 anni lo Ski College. Ed è una donna con lo sport nel sangue: da giovane è stata nazionale di sci alpino, nel suo ruolo professionale di architetto ha contribuito alla progettazione delle infrastrutture per i trampolini dello stadio del salto a Predazzo nei primi anni ‘90.

 

“Dovrei essere la prima a mostrare entusiasmo e gioia per l’arrivo di un evento straordinario come le Olimpiadi invernali in val di Fiemme, e invece devo dire che da queste parti si respira soprattutto una gran confusione”, conclude Micaela Valentino.

 

"Queste strane Olimpiadi senza volto ci sfiorano senza abbracciarci, rischiano di scivolare via: chi vive in val di Fiemme ho la sensazione che non stia avvertendo questo evento per nulla, è talmente sfuggente. Poi chissà, magari in 15 giorni questa situazione in cui tutto sembra un cantiere a cielo aperto si risolverà magicamente: le strutture per le gare sono pronte, lo spettacolo andrà in scena. Ma del territorio interesserà qualcosa a qualcuno? Delle persone? Delle storie? Visto come ci si è dimenticati in fretta di mio padre e di quello che ha fatto, il dubbio è lecito”.

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