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Autisti bigliettai, bus (quasi) pronti e sperimentazione al via su altre quattro linee

E' iniziato il tavolo tecnico fra sindacati, Trentino Trasporti e Trentino Trasporti Esercizi per definire gli aspetti contrattuali per le nuove delibere attuate nel settore del trasporto pubblico

Di Luca Andreazza - 27 gennaio 2017 - 08:46

TRENTO. Gli autobus 14 e 17 non rimarranno soli. E’ in dirittura d’arrivo l’estensione della sperimentazione ad altre quattro linee del capoluogo, un provvedimento che dovrebbe scattare il mese prossimo, inizio marzo al più tardi sugli autobus 3, 12, 14 e 15.

 

“Trentino Trasporti e Trentino Trasporti Esercizi - conferma Massimo Mazzurana, segretario di Fit Cisl - stanno provvedendo alla blindatura tramite la realizzazione della paratia in plexiglas e lo spostamento del validatore dei 50 autobus coinvolti dalle nuove linee. Non abbiamo ancora una data certa, ma ormai manca poco”.

 

Una sperimentazione sempre vista di buon occhio dalla sigla sindacale, in quanto la norma recepisce quanto previsto nel contratto nazionale di settore (articolo 36, ndr) e soprattutto applica una disposizione ormai realtà ultra decennale in altre città. 

 

Una lotta all’evasione tariffaria che funziona, come confermato da Roberto Andreatta dirigente provinciale del servizio trasporti: “I nostri monitoraggi evidenziano una stima di incassi in più di circa 20 mila euro mensili, che si traducono in 200 mila euro su base annua e si potrebbe raggiungere il milione di euro se la bigliettazione a bordo venisse estesa a tutti i mezzi. Stiamo verificando anche i tempi di percorrenza e tutte le possibili criticità”.

 

Un altro tema affrontato nell’ultimo incontro di martedì fra le aziende e le parti sociali riguarda la definizione percentuale del sovrapprezzo spettante al conducente, che in mancanza di apposito accordo è fissato al 50%. che si traduce attualmente in 40 centesimi lordi.

 

Come anticipato ad inizio mese e confermato dalla Provincia, il margine di manovra c’è e la possibilità di entrare nel merito di questa discussione anche. Le indiscrezioni trapelate dall’incontro indicano che questa percentuale dovrebbe alzarsi, raggiungendo la quota di 70 centesimi lordi. Un riconoscimento di poco inferiore rispetto alla richiesta iniziale firmata Fit Cisl di 80 centesimi.

 

“Non vogliamo creare uno scontro ideologico fra lavoratori, azienda e cittadini - prosegue Mazzurana - l’evasione tariffaria è stata certamente sottostimata. Nonostante il prezzo deterrente di 2 euro valido per la corsa singola rispetto al normale titolo di viaggio di 1,20 euro per 70 minuti, il risultato raggiunto dimostra che il fenomeno esiste e che questi incassi non previsti sono anche molto alti. L'autista svolge ora anche il compito di controllore, è giusto ragionare e capire come utilizzare e dove destinare queste risorse”. 

 

Un punto ancora aperto sembra invece quello del controllo a vista trasformato nell'ordine di servizio aziendale in intercettazione del passeggero che salendo e passando davanti all'autista non abbia effettuato alcuna azione per dimostrare la propria regolarità tariffaria e quindi prende posto sull'autobus. Questo, secondo il sindacato, è di difficile attuazione e soggetta a creare situazioni di scontro che potrebbero sfociare in violenza e aggressioni verso l’autista. "La sola presenza di personale di verifica e controllo - conclude - da noi fortemente voluto in questi anni, può ottenere una forte diminuzione dell’evasione tariffaria a bordo dei mezzi perché risulta sempre difficile fare scendere un passeggero che non vuole regolarizzare la propria posizione.

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