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Treni e autobus, in arrivo mezzi nuovi e la centrale operativa attiva h24 per la sicurezza, i sindacati: ''Più controlli, ma no alle guardie giurate''

Tanti i temi sul tavolo. Nuovi autobus e messa in sicurezza della cabina dell'autista, più verificatori in azione e collegamento continuo con una "cabina di regia" pronta ad intervenire 24 ore su 24 nel caso di emergenze. Fugatti: "Vogliamo fare presto e bene per lavoratori e utenza"

Di Luca Andreazza - 29 novembre 2018 - 21:57

TRENTO. "Il trasporto pubblico è un tema che ci sta a cuore. E' intenzione di questa Giunta dedicare risorse e attenzione", queste le parole di Maurizio Fugatti, governatore della Provincia di Trento, nel corso dell'incontro con le sigle sindacali per parlare del futuro del comparto trasporti, urbano ed extraurbano, ma anche su ferro e su gomma.

 

Tanti i temi sul tavoloNuovi autobus, 170 per l'esattezza, e messa in sicurezza della cabina dell'autista, più verificatori in azione su mezzi di trasporto e un eventualmente supporto delle forze dell'ordine, collegamento continuo con una "cabina di regia" pronta ad intervenire 24 ore su 24 nel caso di emergenze e maggiore formazione del personale.

 

Queste alcune delle richieste messe in luce nel faccia a faccia tra il presidente della Provincia, accompagnato per l'occasione dal direttore generale Paolo Nicoletti, e i rappresentanti dei sindacati del settore.

"Un primo incontro esplorativo - commenta Stefano Montani, segretario della Filt del Trentino - molto positivo. Sono tante le criticità da risolvere per ridare ossigeno al comparto del trasporto pubblico". Un incontro per valutare a 360 gradi lo stato dell'arte di questo settore tra concessioni, sicurezza e nuovi mezzi in arrivo.

 

Un occhio di riguardo alla sicurezza, spesso i conducenti si trovano a fronteggiare situazioni difficili per passeggeri sprovvisti dei titoli di viaggio, ma anche molesti e violenti. Se da un lato il presidente conferma che "Il bando dell'Apac per l'acquisto dei nuovi mezzi è pronto e seguirà il suo iter", la richiesta base dei sindacati è quella della blindatura della cabina

 

"Bene un'azienda che investe nel parco veicoli - riconosce il sindacalista - perché aumenta la sicurezza di clienti e personale, oltre che abbassare i costi di manutenzione, consumo (i nuovi mezzi dovrebbero essere inoltre ibridi) e inquinamento, ma la blindatura è fondamentale. Un altro aspetto importante è quello di aumentare i verificatori e potenziare le squadre per limitare gli inconvenienti, mentre non vogliamo le guardie giurate a bordo degli autobus".

 

Oggi tutti i mezzi sono provvisti di telecamere, ma la novità è quella della "cabina di regia" collegata alla centrale operativa. "Il pronto intervento, in caso di necessità, è assicurato dal Gps sugli autobus - dice Montani - le forze di polizia possono così intervenire in modo tempestivo non appena ricevono il segnale d'allarme lanciato dal pulsante silenzioso, che c'è già ma deve essere attivato. Questa soluzione in futuro può essere preziosa".

 

Fronte sicurezza sui treni, anche i capotreni rischiano, come nel caso degli autisti, soprattutto sulle linee più calde di quei convogli che viaggiano sull'asse del Brennero, senza dimenticare la Valsugana e la Trento-Malè.

 

La situazione negli ultimi tempo sembra essere migliorata, per quanto riguarda soprattutto i convogli di Trenitalia, dove sono entrate in servizio nuove squadre a supporto del capotreno. Sulle linee locali invece il capotreno si trova a rivestire di fatto un ruolo che attiene alla pubblica sicurezza, anche su convogli che portano fino a 400 persone.

 

"L'ipotesi - prosegue la Filt del Trentino - è quella di installare il tornelli alla Trento-Malè, Mezzolombardo e Cles, mentre per la linea del Brennero l'intenzione è chiedere qualche unità in più alla Polfer, ma per questo è necessario incontrare anche il prefetto. Le ultime corse Trento-Bassano sono quelle più attenzionate, anche qui la richiesta è di passaggi più frequenti delle forze di polizia, sarebbe una prima risposta. E' importante intervenire tempestivamente in caso di emergenze".

 

Un'altra partita è quella della formazione del personale, ma anche quella del contratto di lavoro e la scadenza della concessione in-house. Ora la linea Trento-Bassano è in capo per il 50% a Trentino Trasporti Esercizio e per il 50% a Trenitalia. Entro il 2024 tutto dovrebbe passare alla controllata della Provincia, ma ancora non è chiaro se questo procedimento sia in atto. 

 

"Si deve arrivare alla conclusione - evidenzia Montani - ma soprattutto sbloccare questa situazione sulla concessione perché non permette di avviare il rinnovo del contratto collettivo e prevedere nuovi parametri. Oggi Trentino Trasporti Esercizi forma i macchinisti che poi vanno a monetizzare in altre realtà e quindi si ricomincia sempre dall'inizio. Si deve valorizzare il capitale umano".

 

Il presidente Fugatti ha assicurato massima attenzione ai problemi. "Se il bando - conclude il presidente - per i nuovi autobus è agli inizi, altre misure possono essere concordate in futuro insieme. L'impegno è quello di fare bene e in fretta nell'interesse dei lavoratori del settore, ma anche di tutti gli utenti dei mezzi di trasporto pubblici".

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