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Guardie giurate su treni e bus, il fronte sindacale non è compatto sul ''No'', la Cisl: ''Soluzione ottimale in attesa di blindatura della cabina e tornelli''

Dopo l'incontro di giovedì tra presidente della Provincia e sindacati, l'amministrazione ha deciso per le guardie giurate sulle linee più calde. Se la Filt è poco convinta, la Fit Cisl è invece favorevole: "Il trasporto pubblico locale è strategico, questo provvedimento garantisce sicurezza"

Di Luca Andreazza - 03 dicembre 2018 - 11:51

TRENTO. Il piano della Provincia è quello di far salire le guardie giurate sui treni più caldi per garantire maggior sicurezza a personale e cittadini. Dopo le prime reazioni, il fronte sindacale non sembra così compatto sul "No" a questi professionisti. Se la Filt reputa non necessario militarizzare le stazioni (Qui articolo), ma coinvolgere in modo più assiduo la Polfer e aumentare le squadre di verificatori, la Cisl apre in modo convinto a questa possibilità.

 

"La volontà dell'amministrazione provinciale - dice Massimo Mazzurana, segretario della Fit Cisl - di far salire le guardie giurate per risolvere il problema delle aggressioni sui mezzi pubblici è una soluzione auspicabile. Crediamo che sia un segnale positivo nei confronti di un settore strategico quale quello del trasporto locale, da anni in un limbo dopo essere stato per troppo tempo accantonato dalle amministrazioni precedenti: servono investimenti per creare più appeal e incentivare l'uso dei mezzi pubblici".

 

Dopo un intenso incontro con le parti sociali, la Provincia in circa 24 ore ha metabolizzato i desiderata dei sindacati per rilanciare il settore e delineato il piano d'azione. Tutte le indicazioni e le riflessioni sembrano essere state accolte: "Quella della sicurezza è tra i temi più urgenti da affrontare - aveva commentato il governatore - riteniamo necessario mettere in campo alcuni strumenti che permettano di offrire un servizio più efficiente in grado di garantire anche maggiore serenità a chi viaggia e lavora sui mezzi pubblici".

 

Tra le misure previste dalla Giunta, si va dalla "blindatura" della cabina di guida per gli autobus urbani, la dotazione di impianti di videosorveglianza per almeno 170 bus e su almeno 20 mezzi extraurbani, operanti sulle linee considerate più sensibili, ma anche il completamento delle operazioni tecnologiche per disporre di un sistema di geolocalizzazione dei bus più innovativo e sostitutivo del sistema esistente e l’attivazione del "pulsante silenzioso" a disposizione dell'autista per le situazioni di emergenza, collegato alle forze dell'ordine.

 

Si prevede poi di migliorare la qualità del servizio attraverso il processo di svecchiamento del parco autobus, che conta oggi 460 mezzi per l'extraurbano e 230 per quello urbano. L'obiettivo è garantire l'attestamento dell'età media sotto i 10 anni e l'incremento della flotta extraurbana a 500 bus per migliorare il collegamento tra città e valli. In arrivo, a questo proposito, un bando di gara.

 

Via libera quindi alle guardie giurate sulle tratte più calde della Valsugana, così come della Trento-Malè, mentre gli spray anti-aggressione completano a capitreno e conducenti dei bus completano la dotazione del pacchetto sicurezza.

 

"Il nostro delegato Ivano Prezzi nell'incontro ha riportato tutti gli episodi avvenuti sui treni - aggiunge il segretario della Fit Cisl - comportamenti scorretti e oltraggiosi che hanno spesso causato ritardi e interruzioni di servizio, tanto da dover far intervenire le forze dell'ordine. Una possibile soluzione per i treni più essere l'installazione dei tornelli, ma è chiaro che questa soluzione non può essere immediata e si deve anche prevedere una adeguata formazione del personale". 

 

Ma in attesa che quanto previsto entri a regime, "Sì" alle guardie giurate: "Non possiamo che accogliere in modo favorevole - conclude Mazzurana - questa soluzione ponte. Inutile opporsi a questa misura per partito preso, un atteggiamento poco produttivo e per nulla rappresentativo del pensiero dei lavoratori di Trentino Trasporti".

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