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Più guardie giurate per tutti, ora Fugatti vuole quelle sui treni. I sindacati avevano detto l'opposto: ''Prendiamo atto della militarizzazione''

Dopo l'incontro di giovedì (dove le parti sociali avevano espressamente detto ''no'' ai vigilantes) la Giunta ha deciso. Sì alla blindatura dei mezzi e ai sistemi di video-sorveglianza e arrivano anche gli spray anti-aggressione per gli autisti. Fugatti: "Più sicurezza per chi viaggia e per chi lavora"

Di Luca Andreazza - 30 novembre 2018 - 18:59

TRENTO. "Chi viaggia e chi lavora sui mezzi di trasporto pubblici deve sentirsi al sicuro", queste le parole di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, e allora via libera alle guardie giurate sui treni più caldi della Valsugana, ma anche alla Trento-Malè. Una disposizione, non ancora ufficiale, nonostante la contrarietà dei sindacati manifestata nell'incontro di giovedì 28 novembre (Qui articolo). A questo si aggiunge anche la dotazione di spray anti-aggressione, che sarà fornito a capitreno e autisti. 

 

Va dato atto che in 24 ore il governatore abbia già delineato come procedere, ma non totalmente nella direzione auspicata dai sindacati, almeno non quella parte che riguarda le guardie giurate. "Non possiamo far altro che prendere atto di questa scelta - dice Stefano Montani, segretario della Filt del Trentino - anche se la nostra richiesta resta quella di coinvolgere maggiormente la polizia ferroviaria. Non è necessario militarizzare le ferrovie, quando sono soprattutto le ultime corse della tratta Trento-Bassano quelle da presidiare, oltre alla Trento-Malè dove probabilmente sarebbe sufficiente installare un tornello".

 

Nel capitolo delle guardie giurate rientra anche un piano particolare per quanto riguarda la città di Trento. Se è vero che il sindaco Alessandro Andreatta ha detto che non ci si deve concentrare esclusivamente sull'area della chiesa di Santa Maria Maggiore perché altre zone sono da attenzionare (Qui articolo), il governatore si è mostrato aperto, disposto a fare un ragionamento. La deadline indicata al Comune di Trento per fornire una mappatura delle eventuali criticità è fissata per sabato 15 dicembre.

 

Si ritorna al trasporto pubblico. Tutte le indicazioni proposte dai sindacati tra autobus e treni sembrano essere state accolte. "Quella della sicurezza è tra i temi più urgenti da affrontare - commenta il presidente - riteniamo necessario mettere in campo alcuni strumenti che permettano di offrire un servizio più efficiente in grado di garantire anche maggiore serenità a chi viaggia e lavora sui mezzi pubblici".

 

Tra le misure previste dalla Giunta, ecco la "blindatura" della cabina di guida per gli autobus urbani, la dotazione di impianti di videosorveglianza per almeno 170 bus e su almeno 20 mezzi extraurbani, operanti sulle linee considerate più sensibili.

 

Il completamento delle operazioni tecnologiche per disporre di un sistema di geolocalizzazione dei bus più innovativo e sostitutivo del sistema esistente, l’attivazione del "pulsante silenzioso" a disposizione dell'autista per le situazioni di emergenza, collegato alle forze dell'ordine.

 

Non è tutto. Si prevede di migliorare la qualità del servizio attraverso il processo di svecchiamento del parco autobus, che conta oggi 460 mezzi per l'extraurbano e 230 per quello urbano. L'obiettivo è garantire l'attestamento dell'età media sotto i 10 anni e l'incremento della flotta extraurbana a 500 bus per migliorare il collegamento tra città e valli. In arrivo, a questo proposito, un bando di gara.

 

"Le misure quali le blindature - conclude Montani - il gps e il pulsante silenzioso sono accolte assolutamente in modo favorevole. Restiamo perplessi per quanto riguarda le guardie giurate, ma pensiamo che questo tema possa essere rivisto e approfondito in modo diverso. Le altre partite importanti sono portare avanti la concessione che scade nel 2019 e riguarda il trasporto in house a Trentino Trasporti. Un eventuale bando può mettere a rischio l'attuale gestione. Un altro tema è quello del contratto di servizio tra Provincia e Trenitalia per prendere la completa gestione della tratta entro il 2024, mentre oggi la linea è divisa al 50% tra Trentino Trasporti e Trenitalia. La richiesta è la conferma del progetto alla luce dal continuo esodo di personale di macchina verso altre società con stipendi molto più alti. Serve inoltre riprendere la delibera che blocca la contrattazione in Trentino Trasporti per poter rinnovare un accodo fermo dal 2001".

 

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