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Migranti, Andreatta: ''Altri dormono per strada, se serve chiederemo al presidente Fugatti di ospitarli alla residenza Fersina''

Dopo il caso dei 40 migranti, metà dei quali trasferiti a Settimo Torinese, si potrebbe ripresentare il problema. Il sindaco di Trento ha incontrato nei giorni scorsi il neo presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Sulla sicurezza in città e l'utilizzo delle guardie giurate spiega: "Le decisioni devono essere prese assieme. Dobbiamo sederci tutti attorno ad un tavolo". L'uso del grembiule a scuola? "Non è quello che fa l'uguaglianza"

Di Giuseppe Fin - 30 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. Sono stati caricati mercoledì mattina sull'autobus la metà di quei 40 profughi a cui il neo presidente della provincia Maurizio Fugatti ha dato il benservito. La loro destinazione, a bordo di un pulmino, è stato Settimo Torinese.

 

Si trattava di persone arrivate per via terra e che si trovavano ospiti della residenza Fersina in attesa di una risposta e sull'entrata o meno nei progetti di accoglienza. La scelta di Fugatti non ha però risolto il problema. In città e nei sobborghi sono ancora alcune decine le persone che si trovano a vivere all'addiaccio, arrivate alla ricerca di un nuovo inizio e che si trovano invece fermi, bloccati in attesa di capire se potranno rientrare nel progetto di accoglienza o meno. A confermalo è il sindaco Alessandro Andreatta che, assieme al vicesindaco e all'assessore alle politiche sociali Marichiara Franzoia, sta ora cercando di capire quale strada affrontare.

 

Sindaco Andreatta, in città ci sono ancora dei migranti costretti a dormire all'aperto. Si ripresenterà la stessa situazione che abbiamo appena vissuto?

Stiamo entrando in mesi davvero freddi e sto verificando con l'assessore Franzoia se c'è ancora qualcuno costretto a dormire all'aperto e che si trova in situazione di disagio. Dalle informazioni che abbiamo ci sono ancora migranti, almeno alcune decine, che sono qui da alcuni mesi e che hanno dei problemi simili agli altri. Per capire i numeri esatti però ci confronteremo con la Questura e vedremo quali bisogni ci sono.

 

Pensa di chiedere per queste persone l'accoglienza alla residenza Fersina almeno fino a quando non arriva per loro una risposta?

Vedremo se ne avremo bisogno. Nel caso chiederemo al presidente Fugatti se potrà mettere a disposizione dei posti. Noi faremo, come sempre, la nostra parte.

 

Ma come l'ha vissuto il braccio di ferro che ha coinvolto i 40 migranti, metà dei quali sono stato spostati a Settimo Torinese?

L'ho vissuta assieme al vicesindaco Franzoia. Noi a metà ottobre avevamo attivato una sorta di servizio di accompagnamento per una parte di questi migrati arrivati in Trentino per lo più via terra. Si trovavano in attesa di poter ricevere una risposta per quanto riguarda l'acquisizione dello status di rifugiato e poter entrare in varie protezioni a seconda del bisogno e della loro storia. Ad un certo punto ci siamo accorti che queste persone dormivano in luoghi di fortuna, magari in qualche parco della città o addirittura sotto i ponti. Ci siamo fatti carico di loro sia perchè stava arrivando il freddo ma anche perchè la loro presenza poteva determinare una certa percezione di insicurezza visto che la popolazione non capiva bene chi erano. Per questo abbiamo pensato di intervenire pensando anche alla loro salute e alla loro dignità. Avevamo già contattato la Pat che si era poi detta disponibile ad accoglierli alla residenza Fersina. Noi ci siamo offerti di pagare loro i pasti e abbiamo chiesto alla Croce Rossa di seguirli e accompagnarli. Poi c'è stato l'intervento del presidente Fugatti.

 

 

A proposito del presidente Fugatti, qualche giorno fa vi siete incontrati per parlare di sicurezza e per confrontarvi sulla decisione di mettere le guardie giurate davanti la chiesa di Santa Maria Maggiore. Pensa siano utili in altre zone?

Quando è stata fatta questa proposta ho già spiegato che non la condividevo. In particolare perchè ci sono già le forze di polizia che operano nello spazio pubblico. In chiesa, invece, si sono ben organizzati i volontari. C'è chi pensa fuori e c'è chi pensa dentro. Detto questo posso accettare di fare una riflessione assieme alla Provincia per cercare di fare una proposta migliorativa e impegnarsi maggiormente assieme in alcune parti della città. Non c'è mica solo Santa Maria Maggiore, ma abbiamo anche altre zone delicate, a partire dalla basilica di San Lorenzo alla chiesa di San Pietro. Nessuno, però, parla al momento di altri utilizzi delle guardie giurate. Quando ho incontrato Fugatti ci siamo accordati che ognuno ci pensa per proprio conto. Io interrogherò la giunta per capire quale siano le azioni più idonee da mettere in campo. Credo che sia importante informare di questo percorso le forze di polizia e mantenere un dialogo tra istituzioni.

 

Quindi l'importante è che siano prese decisioni condivise tra Comune e Provincia?

Si, in questo ho trovato condivisione con il presidente Fugatti per mettere in campo interventi che non siano spot legati solo a casi specifici. Ci si siede attorno ad un tavolo e si discute assieme.

 

Cosa pensa del messaggio lanciato dal presidente della Provincia sul crocifisso nelle scuole?

Il crocefisso, come il presepe, sono simboli importanti che fanno parte di una tradizione lunga nel tempo. Non voglio, però, che si trasformino persone e segni che hanno profonda valenza, in strumenti per rendere in qualche modo obbligatoria una presenza che non ha significato e divisiva. Non credo nelle imposizioni. Nello stesso tempo sarei contrario a chi si batte per la non presenza assoluta di simboli o segni che possano esprimere un credo di un popolo o l'appartenenza di una comunità.

 

Si è parlato anche di introdurre a scuola l'uso del grembiule per promuovere l'uguaglianza.

Non è un grembiule che rende uguali i bambini e le bambine. L'uguaglianza si vive nel rispetto reciproco tra tutti. E' più importante imparare a ascoltarsi e a rispettarsi. Occorre creare occasioni di incontro e di apertura che sono vere opportunità  per costruire l'uguaglianza.

 

Tornando a parlare di politica, la maggioranza in comune è tornata unita?

In circa dieci giorni abbiamo avuto tre incontri di maggioranza e abbiamo parlato  assieme di moltissime cose importanti. Io credo che ora la maggioranza si unita. Abbiamo davanti tre consigli e l'approvazione del bilancio. Ci sono poi una decina di delibere robuste da votare. Sarà un banco di prova importante. Credo che la risposta migliore si deve dare lavorando assieme e in maniera compatta.

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