I profughi che Fugatti non voleva sono partiti per Settimo Torinese. In 20 sono stati allontanati: ''Pagano loro la 'svolta' leghista del Trentino''
Sono stati caricati mercoledì mattina sull'autobus, dopo l'appello e con le poche cose che avevano con loro. I volontari: "Ci terremo in contatto". Il governatore aveva sentito il ministero dell'Interno e con l'aiuto di Salvini ha ottenuto il trasferimento

TRENTO. "I posti ci sono, ormai l'emergenza è passata e le strutture sono quasi vuote. Pagano loro - dicono i volontari - per il segnale che il nuovo governo provinciale ha voluto imporre sul Trentino. Pagano come sempre i poveri, in questo caso questi 20 richiedenti asilo". La metà di quei 40 a cui Fugatti ha dato il benservito, che questa mattina sono stati fatti salire su un pulmino e portati a Settimo Torinese.
Allontanati a 350 chilometri di distanza, alloggiati nel centro Teobaldo Fenoglio gestito dalla Croce Rossa. Questa mattina un funzionario con la lista in mano, l'appello e l'entrata uno a uno sull'autobus con le poche cose che avevano. Il saluto veloce dei volontari e degli operatori, il grazie, l'arrivederci. E un altro viaggio, un'altra storia da raccontare il giorno in cui potranno fermarsi un attimo per raccontare.
"Qui non possono rimanere, il Trentino non può essere il luogo in cui tutti arrivano", aveva detto il nuovo governatore decidendo di sospendere l'accoglienza e negando pure il pasto quotidiano, in attesa di capire se fossero "clandestini" e per capire "il perché vengono a Trento".
"Via, ne teniamo solo la metà", e grazie alle buone entrature al ministero dell'Interno guidato da Matteo Salvini è arrivata la soluzione: in 20 se ne andranno in altri centri del territorio italiano. Anche se i numeri delle presenze sono in calo, anche se - come dicono i volontari - i posti ci sono e la Provincia nemmeno ci metteva un euro.
Ma il messaggio, parole testuali di Fugatti, "il messaggio andava dato". E così, con poche cose in una borsa se ne sono andati. "Rimaniamo in contatto - assicurano i volontari - perché qui avevano iniziato a tessere le loro relazioni, ci si conosceva, il processo di integrazione passa anche dalla costruzione dei rapporti". Dovranno ricominciare, una volta ancora, di nuovo.
Hanno in mano una richiesta di protezione umanitaria, non sono clandestini come qualcuno ipotizzava. Il diritto a rimanere sul territorio nazionale è sancito dalla legge e dalle convenzioni internazionali. Anche se Fugatti lo aveva messo in dubbio, riservandosi di approfondire questioni che nemmeno competono al presidente della giunta.
La questura aveva spiegato che sì, possono. Il Comune di Trento aveva spiegato che erano all'interno di un progetto, in attesa che il ministero inserisse i loro nomi nell'accoglienza straordinaria: meglio alla Residenza Fersina che in un parco, in piazza Dante, a creare quel disagio che poi viene definito anche degrado.
Ma il ministero è stato sollecitato, Salvini interpellato. Fugatti ha chiesto aiuto: "per dare un segnale", per dimostrare che "se uno viene in Trentino per fare richiesta di asilo il giorno dopo si può trovare a Palermo". Questa volta sono stati mandati a Settimo Torinese.













