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''Presidente Fugatti, i richiedenti asilo non sono pacchi postali''. L'ex direttore del Punto d'Incontro: ''E' un brutto giorno per il Trentino''

Anche il segretario della Cisl interviene sulla decisione del governatore che smista i 40 profughi anche in altri territori italiani. Usa l'ironia: "Oggi vi sentite più sicuri?"

Pubblicato il - 23 novembre 2018 - 09:50

TRENTO. "Non sono pacchi postali", i richiedenti asilo che Fugatti ha deciso di inviare in altri centri sul territorio nazionale sono persone. Lo ha ribadito con indignazione Piergiorgio Bortolotti, ex direttore del Punto d'Incontro, braccio destro per tanti anni di don Dante.

 

"No, presidente Fugatti - scrive rivolto al governatore - i richiedenti asilo pakistani fino a ieri accolti presso la residenza Fersina non sono pacchi postali da smistare un po’ qui un po’ là. Lei afferma che lo si fa per garantire un’equa solidarietà, rispettosa delle norme e perché lo sforzo di accoglierli non può ricadere solo sul nostro territorio".

 

"Difficile credere che una cinquantina di persone, che per altro alla provincia non costavano niente, rappresentassero un onere insostenibile. Penso che tutto dipenda dal fatto che anche da noi si vuole dare un segnale di inversione di tendenza, nel segno salviniano di affrontare la questione profughi, migranti".

 

"Un brutto giorno per il nostro Trentino - dice amaro Bortolotti - che però si vuole continuare a dipingere come solidale e attento ai bisogni delle persone. Una domanda, signor Presidente: quelle persone, lei, le ha mai incontrate? Ci ha parlato almeno una volta? Le ha guardate in viso, ascoltato le loro storie? Se ancora non lo ha fatto lo faccia, ma in atteggiamento di ascolto, senza pregiudizi. Ne avrà solo arricchimento".

 

Usa invece l'ironia Lorenzo Pomini, segretario generale della Cisl del Trentino. "Ditemi la verità - chiede su Facebook - non vi sentite anche voi più sicuri ora che il neo governatore leghista Maurizio Fugatti ha deciso che 40 pakistani disperati che dormivano all’addiaccio sono veramente troppi per il Trentino, e quindi 23 di loro devono andare in altri centri fuori provincia?"

 

E chiude con questa frase: "Non è questa una bella forma di solidarietà nei confronti del resto d’Italia che se ne frega dell’accoglienza?". Perché, come dice Fugatti: "Non possiamo tenerli solo noi".

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