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"Casa Tassullo" ecco il nuovo progetto di abitazione per anziani di Sad. Luca Zeni: "Questa la giusta direzione"

Tra i servizi offerti oltre l'animazione anche la possibilità di cohousing 

Pubblicato il - 29 gennaio 2017 - 09:45

Animazione e cohousing per rispondere al bisogno della comunità di migliorare la vita degli anziani. Si chiama “Casa Tassullo” e si trova in Val di Non l'ultimo progetto di abitazione inaugurato dalla Cooperativa Sad.

"Il progetto – spiegano i responsabili - è nato della collaborazione, sinergia e volontà di numerosi attori che, accomunati dall'obiettivo di rispondere a un bisogno espresso dalla comunità di migliorare la qualità della vita delle persone anziane, ne hanno reso possibile la realizzazione”.

 

L'acquisto dell'immobile risale alla fine degli anni Novanta da parte del Comune di Tassullo e Nanno che concluse i lavori di realizzazione e ristrutturazione nel 2005. Ma è nel 2015 che, il Comitato Esecutivo della Comunità di Valle, decide di riprendere in mano la situazione e raccogliere la sfida per creare un servizio nuovo e innovativo. La gestione della struttura è stata affidata alla cooperativa Sad a cui attraverso una convezione è stato ceduto gratuitamente l'immobile".

Con la nuova “Casa Tassullo” le tipologie di servizio offerte sono due: la prima, aperta al pubblico nel 2016, "di animazione territoriale”. Tre giorni in settimana gli utenti che lo richiedono possono usufruire del servizio di trasporto previsto per i fuori sede, pranzare, e trascorrere un pomeriggio in compagnia, partecipando alle attività di animazione, legate al benessere e alla salute, a loro dedicate.

 

Il secondo servizio, invece, si basa sull'ospitalità in struttura secondo la formula di cohousing sperimentata con successo dalla Cooperativa Sad con il progetto "Casa alla Vela". "Questa parte – si precisa - attivata nel mese di novembre del 2016, è destinata a persone anziane parzialmente autosufficienti che desiderano contrastare la solitudine grazie alla convivenza con altre persone, supportate dall'assistenza 24 ore su 24 di assistenti familiari qualificate. Il motore è sicuramente la relazione fra le persone, relazione che permette l'incontro fra le parti fragili della società in contesti abitativi protetti ma stimolanti, attivando nuove forme di solidarietà e sinergia reciproca, aperte alla comunità di riferimento".

 

"Questo progetto rappresenta una soddisfazione perché – ha spiegato Daniela Bottura presidente di Sad - ci crediamo tantissimo e secondo noi è un futuro per l'assistenza agli anziani".

 

Luca Zeni, assessore alla salute e alle politiche sociali della Provincia Autonoma di Trento ha affermato che "il futuro con l'invecchiamento della popolazione impone di andare verso questa direzione con una serie di servizi che accompagnino l'anziano nel mantenere la relazionalità e avere un decadimento della non autosufficienza molto più lento e quindi più sostenibile con un miglioramento della qualità della vita".

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