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Centrale Unica 112, quasi 4 milioni di euro per metterla in piedi e 800.000 euro all'anno di personale

Quanto è costata la Cue (che aveva debuttato con un allagamento interno alla struttura nuova)? Lo hanno chiesto Degasperi (M5S) e Cia (Agire) a Mellarini. Ecco le risposte voce per voce, dettaglio per dettaglio

Di L.P. - 17 agosto 2017 - 16:27

TRENTO. Quanto è costata la Centrale unica per l'Emergenza (quel 112 che adesso si deve chiamare per qualsiasi tipo di emergenza per poi essere dirottati dal loro centralino sul numero di competenza)? Alla Provincia 3 milioni e 824 milioni di euro e si stima che l'organico complessivo della struttura arriverà a costare 800 mila euro l'anno lordi. Le cifre sono state date al consigliere provinciale 5 Stelle Filippo Degasperi dall'assessore Mellarini a seguito di un'interrogazione.

 

Numeri importanti come sottolinea anche il consigliere di Agire Claudio Cia che aggiunge come "a seguito di una mia interrogazione sulle infiltrazioni che qualche mese fa hanno interessato la nuova Centrale Unica di risposta del 112, si scoprono costi che lasciano basiti. Ad esempio, per la sola manutenzione delle infrastrutture della rete Tetra la Provincia paga ogni anno la bellezza di due milioni di euro che si aggiungono ai cinque milioni già impiegati per l'acquisto ai tempi in cui era presidente Dellai. Ma siamo certi - conclude Cia - che di questo passo l'Autonomia che tanto decantiamo la potremo ancora giustificare agli occhi del resto della nazione?".

 

Degasperi rilancia con una serie di domande che, a detta sua, non hanno trovato risposta dopo l'interrogazione a Mellarini. Si va dalla poco attuale richiesta di spiegare il "ritardo clamoroso con il quale è nata la Cue che doveva essere pronta già nel 2013" alla più interessante "mancata integrazione con le altre centrali, 115 e 118 che rimangono tuttora nettamente separate". Degasperi lamenta anche "il costo di esercizio che solo di personale ammonta a circa 800.000 euro annui, sebbene nelle promesse iniziali si confermasse un totale riassorbimento degli stessi attraverso l'integrazione delle altre due centrali" e chiede lumi sulla "sbandierata geolocalizzazione, che non è ancora chiaro se funzioni veramente o necessiti di un app installata sullo smartphone del chiamante". Da ultimo "la faraonica costruzione di via Pedrotti, i cui lavori non sono ancora terminati, e che, alla prova dei fatti, si è rivelata impermeabile come uno scolapasta" con tanto di infiltrazioni e allagamenti. 

 

I numeri dati dall'assessore alla protezione civile sono questi: costo complessivo per la Pat 3.824.000 euro più 800.000 euro di spesa annua lorda per l'organico complessivo. Entrando nel dettaglio, Mellarini riferisce che la maggior parte degli oneri sostenuti sono imputabili ad attività del Servizio Cue, che ha disposto spese per 3,3 milioni di euro, di cui 1,3 a favore di Telecom Italia per i contratti di telefonia e vari servizi, 1,1 per incarichi specifici connessi alle funzioni di centrale unica di risposta (Cur) con l’Apss (385 mila euro per il data center unico), con la società Beta spa (circa 320 mila euro per licenze software Emma e varie), con la società Priority Dispatch inc. (306 mila euro per l’implementazione del sistema priority alle centrali di secondo livello) e 900 mila euro per acquisto arredi, hardware, attrezzature radio e telefoniche, incarichi di servizio e consulenze, etc.).

 

"Il servizio gestioni patrimoniali e logistica della Pat – prosegue l’assessore – ha invece sostenuto costi per l’adeguamento dei locali, delle attrezzature e degli impianti ordinari e speciali, degli arredi, nonché per altre spese varie di logistica, per una somma complessiva di 524 mila euro, oltre a spese effettuate in economia".

 

Rispondendo alle domande di Degasperi sul personale, Mellarini segnala che i costi riguardano, finora, solo le retribuzioni degli addetti al servizio CUE che ad oggi comprendono sei unità (1 dirigente, 1 funzionario amministrativo, 1 assistente amministrativo-contabile, 2 addetti alla segreteria, 1 operatore tecnico) che hanno operato a supporto di tutte le attività propedeutiche all’avvio del servizio Nue (numero unico emergenza) 112. "Con apposita selezione – continua l’assessore – la Provincia ha assunto a tempo indeterminato 13 unità di personale dedicato alla funzione Cur-Nue 112, oltre a tre figure, tra cui il coordinatore di centrale, acquisiti tramite la mobilità interna da enti locali e strutture provinciali".

 

Alla richiesta di Degasperi di chiarire perché la Cue, anziché essere “unica” sia diventata un’ulteriore centrale aggiunta a quelle già esistenti, con aggravio di costi a carico dei contribuenti trentini, Mellarini risponde spiegando che il modello adottato è quello del “call center laico”, un punto di raccolta (centrale unica di risposta) di tutte le chiamate provenienti dai numeri di emergenza 112, 113, 115, 118, con il compito di verificarne la pertinenza e appropriatezza, di identificare e localizzare il chiamante e di provvedere, quindi, allo smistamento alle centrali operative cosiddette di secondo livello (carabinieri, polizia, vigili del fuoco, soccorso sanitario).

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