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I costi di protonterapia, il reparto di ortopedia a Tione e il punto nascite di Cavalese. Zeni risponde alle interrogazioni

Nello spazio dedicato al Question Time il tema degli ospedali periferici presentato da due consiglieri dell'Upt, Tonina e De Godenz. Zeni ha dovuto rispondere aato sollevato in due occasioni, ma l'assessore Zeni ha dovuto rispondere anche ai dubbi sollevati da Rodolfo Borga 

Di db - 16 gennaio 2018 - 13:46

TRENTO. Tra le interrogazioni presentate dei consiglieri provinciali nello spazio dedicato al Question Time, il tema degli ospedali periferici è stato sollevato in due occasioni, ma l'assessore Zeni ha dovuto rispondere anche ai dubbi sollevati da Rodolfo Borga su protonterapia.

 

Partiamo da quest'ultimo punto. L'esponente di Civica Trentina ha ricordato che le aspettative sul centro gestito dall'Azienda sanitaria sono state più volte tradite negli ultimi anni, ma soprattutto i costi ingenti e il basso numero di pazienti annui.

 

"Il centro per la Protonterapia è costato 104 milioni di euro, con costi annui di gestione pari a 13,5 milioni, per coprire i quali il numero di pazienti stimato è di 700". Citando i numerosi annunci susseguitisi dal 2013 ad oggi e costantemente disattesi, il consigliere ha chiesto alla Giunta di conoscere il numero di pazienti curati nel centro negli ultimi anni e i costi di gestione.

 

I pazienti trattati da protonterapia sono stati 83 del 2015, 139 nel 2016 e 168 nel 2017. "I costi hanno superato gli 11 milioni di euro nel 2015 - ha spiegato Zeni - i 12 milioni nel 2016 e sono stati di oltre 12 milioni e mezzo nel 2017 (il dato non è ancora ufficiale perché il bilancio non è stato ancora chiuso)".

 

La Giunta ha però ricordato che le modalità di accesso ai Lea (i Livelli minimi di assistenza) sono di competenza esclusiva dello Stato e non imputabili alla Provincia, anche per le tariffe di assistenza specialistica.

 

"La Provincia si è comunque attivata per questo sensibilizzando altre regioni. Il 20 settembre 2017 la commissione salute ha presentato l’ipotesi tariffaria. Le criticità riguardano però la gestione amministrativa e l’aggiornamento dei software".

 

Al riguardo all’inizio di questo mese di gennaio il ministero ha diramato la bozza delle nuove specifiche tecniche. La Provincia tiene monitorati i diversi iter ma non può che seguire i lavori in corso a livello nazionale. Nel dicembre scorso gli organi centrali hanno prorogato la definizione delle tariffe preannunciandone l’emanazione entro il 28 febbraio prossimo.

 

Nella sua replica il consigliere Rodolfo Borga ha ha criticato l’attribuzione delle responsabilità allo Stato. "La Giunta ha attivato solo una grancassa mediatica e propagandistica per far credere ai trentini che protonterapia sarebbe entrata nei Lea, mentre ad oggi siamo ancora nella fase istruttoria. Uno scandalo".

 

In Consiglio provinciale si è parlato anche dell'ospedale di Tione. "Nell'ambito del protocollo d'intesa sottoscritto dal presidente della Comunità di valle delle Giudicarie - ha spiegato Mario Tonina - tra le priorità per l'Ospedale di Tione si evidenziava la necessità di dare risposte alla domanda connessa a patologie di carattere traumatologico".

 

L'accordo indicava il potenziamento dell'Unità di Ortopedia e Traumatologia, con trasferimento del reparto nell'area recentemente ristrutturata. Ma il consigliere upt chiede lumi alla Giunta: "Si apprende che è stata data attuazione a tutto quanto previsto dal Protocollo ad esclusione del trasferimento del reparto di ortopedia".

 

"Il trasferimento è stato ritardato a seguito dell’insorgere di problemi strutturali che hanno richiesto ulteriori lavori rispetto a quelli previsti. Il trasferimento - ha spiegato Luca Zeni - è comunque previsto per la fine del mese di maggio".

 

Il consigliere Mario Tonina nella sua replica, non ha nascosto il suo disappunto. "Mi ritengo solo parzialmente soddisfatto perché speravo di sentire che il trasferimento è imminente e non è possibile che passino due anni dalle previsioni che erano per il settembre 2016".

 

Da Tione si è passati a Cavalese, e questa volta il reparto è quello di ginecologia e l'interrogante è il consigliere Pietro De Godenz. L'esponente dell'Upt è tornato sulla necessità di riaprire il reparto h24 e ha chiesto alla Giunta se i professionisti che hanno manifestato la loro disponibilità a trasferirsi a Cavalese siano stato già contattati.

 

Zeni ha ribadito l’impegno di mantenere attivo il punto nascita di Cavalese. "Il 14 dicembre scorso è stato comunicato a Roma che la struttura sarà dotata a partire dal 31 marzo di 4 ginecologici". 

 

"Vi sarà anche il responsabile del servizio pediatrico. Il restante personale medico – sei medici più un responsabile – sarà garantito mediante il ricorso a specialisti esterni. Oltre a queste figure - ha detto Zeni - è assicurato anche la presenza del responsabile di anestesia".

 

E il consigliere fassano non poteva che dichiararsi soddisfatto: "Dal progetto si capisce che sono state contattate tutte e quattro le figure mancanti, ma occorrerebbe riprendere anche il ragionamento della riapertura del reparto pediatria nel più breve tempo possibile per evitare di portare i pazienti a Trento o a Rovereto".

 

De Godenz spera che vi sia "una forzatura verso il comitato nazionale per ottenere risposta entro fine gennaio con la riapertura". E le figure professionali disponibili "dovranno essere utilizzate nel miglior modo possibile e non solo in pronto soccorso".

 

 

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