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Centro Italia, il bilancio della Protezione civile. Parla Faes, uno dei soccorritori all'hotel Rigopiano: "Scenario indescrivibile, macchine trovate a 300 metri"

La colonna mobile della Provincia è rientrata alla base. L'ingegner Stefano De Vigili (responsabile della Protezione civile) e Adriano Alimonta (presidente del Soccorso alpino) hanno tracciato un bilancio dell'intervento trentino. Marco Faes, un soccorritore all'hotel Rigopiano: "Ci siamo messi a disposizione"

Di Luca Andreazza - 30 gennaio 2017 - 16:30

TRENTO. "Un'intensa attività che prosegue ora attraverso il coordinamento delle Regioni tramite video conferenza. Un ringraziamento a tutti gli uomini per le ore, la dedizione e il senso di solidarietà che ha garantito un intervento efficace", queste le parole dell'ingegner Stefano De Vigili, responsabile della Protezione civile trentina, dopo il rientro degli unità intervenuto in Centro Italia. 

 

"La Provincia è in prima linea già dal 24 agosto, coordinando risorse, mezzi e uomini per la gestione dell'emergenza: in totale sono circa 800 le unità che hanno prestato servizio nelle aree di Abruzzo, Lazio in zona Amatrice, Marche e Umbria. Dopo il forte evento nivologico che ha colpito il Centro Italia, aggravato dalle tre forti scosse di terremoto, l'attività è stata nuovamente intensificata".

 

Nella zona colpita hanno operato oltre 9.000 soccorritori e 500 mezzi e attrezzature tra Protezione civile delle quattro regioni colpite, Regioni a soccorso, Vigili del fuoco, volontariato e i vari corpi: 1.200 unità sono state inviate dalle 10 regioni coordinate dalla Provincia di Trento.

 

La colonna mobile della Protezione civile trentina, composta da 109 uomini e 45 mezzi, ha ricevuto l'ordine di partenza il 18 gennaio e alle 7 del giorno successivo era già operativa nella provincia di Teramo. Gli interventi principali nei 10 giorni di permanenza hanno riguardato lo sgombero di neve dalle strade principali (oltre 300 chilometri) ai centri abitati, dalle strutture strategiche all'invio di macchine operatrici e interventi di ricerca persone presso l'hotel Rigopiano.

COLONNA MOBILE PROVINCIA DI TRENTO 
ServizioUnità
Servizio Prevenzione Rischi14
Servizio Gestione strade28
Servizio Antincendi e pc – Corpo VVF16
Servizio Bacini montani9
VVF volontari26
Soccorso alpino del Trentino16
TOTALE109

Gli interventi sono stati effettuati in un'area con altitudine da 250 a 1.200 metri di altitudine con quote neve variabile anche oltre 3 metri. Le condizioni neve, in particolare nei primi giorni, sono stati difficili fra nevicate intense, pioggia battente e temperature particolarmente basse.

MEZZI E ATTREAZZATURE COMPONENTI LA COLONNA MOBILE 
ServizioUnità
Sgombero neve (frese complete, Unimog con mezze frese e spargisale, Eurotracker con lame e spargisale, minifrese manuali, bobcat e pala pesante)21
Soccorso e servizio con radio e serbatoio carburante (officine mobili e pickup)6
Servizio nivologico con attrezzatura specialistica – Dpi (fuoristrada)2
Trasporti (carrelloni e camion a rimorchio)5
Trasporto persone (autovetture e pulimini)11
TOTALE45

"Spirito di servizio e disponibilità - le parole chiave messe in luce da Adriano Alimonta, presidente del Soccorso alpino provinciale -. La responsabilità è tanta, ma siamo soddisfatti per l'efficacia e la sicurezza messa in campo dai nostri professionisti veramente preparati. Il sistema della Protezione civile si muove in sinergia fra i diversi attori per trovare sempre le soluzioni più idonee a fare la differenza nelle situazioni di emergenza".

 

Gli uomini del Soccorso alpino trentino, 16 tecnici, sono intervenuti anche nella ricerca delle persone all'hotel Rigopiano. "Abbiamo operato con la massima energia e determinazione - spiega Marco Faes, intervenuto nell'area della valanga - per dare il nostro supporto nelle operazioni. Siamo intervenuti principalmente per le nostre competenze negli standard di sicurezza e per la mappatura della valanga, ma poi ci siamo messi a disposizione anche per le ricerche".


(Marco Faes del Soccorso alpino trentino, intervenuto anche all'hotel Rigopiano)

Le ricerche si sono svolte 24 ore su 24 e "abbiamo lavorato anche 40 ore consecutive - continua Faes - rifiatando un paio d'ore quando si era veramente esausti. Difficile spiegare lo scenario, quando ci siamo trovati davanti alle macerie tutto si è amplificato: abbiamo trovato parte dell'hotel e le vetture anche oltre 300 metri dalla loro posizione originale. Una situazione non semplice e un quadro di grande pericolo. A prescindere dalla tempestività degli interventi dei soccorsi e le responsabilità per l'allerta, il tutto reso veramente difficile dalle condizioni meteo, la Procura dovrebbe andare a fondo sulla collocazione della struttura alberghiera".

  

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