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Cta vince la gara d'appalto, ma un concorrente gli soffia il gruppo di studenti passando prima davanti alla scuola

L'episodio è accaduto lunedì 31 gennaio alla classe quinta dell'Istituto Tambosi diretta a Possagno in provincia di Treviso. I dirigenti scolastici: "Pagheremo comunque chi si era aggiudicato la gara e non chi ha svolto il servizio"

Di Luca Andreazza - 02 febbraio 2017 - 08:11

TRENTO. E se vostro figlio dovesse andare in viaggio scolastico, ma venisse spinto a salire sul pullman sbagliato, voi come la prendereste? E' quanto successo lunedì 31 gennaio ai 21 ragazzi della quinta TA dell'Istituto Tambosi. Destinazione Possagno in provincia di Treviso, partenza fissata alle 7.30. Il Consorzio Trentino Autonoleggiatori vince la piccola gara telematica e il noleggiatore incaricato si presenta in largo anticipo per accogliere gli studenti e partire puntuale. Fin qui nulla di strano. Il conducente aspetta però invano l'arrivo degli studenti e trascorsa circa mezz'ora, non vedendo arrivare nessuno, chiede informazioni ai bidelli dell'Istituto. "Sono già partiti" si sente rispondere.

 

Già, DiBiasi bus si è infatti presentato all'appuntamento qualche minuto prima rispetto all'autista incaricato e dopo aver caricato gli studenti è partito in direzione Possagno senza batter ciglio. "L'autista si è rivolto prima ai bidelli e solo tardivamente alla segretaria scolastica. Ormai il mezzo era già a metà strada - spiegano Alessandra Panato (funzionario amministrativo scolastico) e Pina Favoino (coordinatrice progetti scolastici) dell'Istituto Tambosi - troppo tardi quindi per fermare il pullman oppure chiedere il rientro per salire sul vettore giusto".

 

L'appalto per il servizio si è svolto regolarmente tramite la piattaforma Mercurio, un supporto telematico che predispone la graduatoria in base alle offerte. Un sistema obbligatorio per gare dagli importi superiori ai 1.000 euro. Non è però questo il caso. "La nostra linea - prosegue il personale amministrativo - è di servirci come prassi di questo sistema nell'ottica di contenere il prezzo, ottenere i migliori costi concorrenziali e andare incontro alle spese delle famiglie. Per questo procediamo attraverso queste gare che non hanno mai procurato problemi".

 

I professori erano armati dell'ordine di servizio, ma sembra che nessuno abbia fatto caso alle serigrafie del mezzo, un aspetto che avrebbe dovuto porre alcune domande sulla correttezza del pullman parcheggiato: "Non ravvisiamo - commenta Panato - nessuna condotta errata da parte dei nostri docenti accompagnatori in quanto comprendiamo che fossero principalmente occupati a sorvegliare i ragazzi rispetto al controllo di questa pratica amministrativa. Certo, chiederemo maggior attenzione affinché episodi di questo tipo non possano più capitare in futuro".

 

Anche perché affidare degli studenti a un vettore, nell'occasione, sbagliato potrebbe far storcere il naso a qualche genitore. E non vogliamo nemmeno sapere cosa sarebbe successo se si fosse verificato un incidente o un controllo da parte delle forze dell'ordine.  Resta che Cta ha vinto la gara, ma il viaggio è stato svolto da DiBiasi, un bell'ingarbuglio visto la normativa sulla tracciabilità alla quale sottostanno le scuole: "Ci siamo già affidati a Cta e DiBiasi in passato - continuano - e sono due ottime aziende. Detto questo, abbiamo già fatto presente che l'Istituto intende pagare chi ha vinto la gara telematica e quindi all'operatore altoatesino nulla è dovuto. DiBiasi si è sbagliato, probabilmente tratto in inganno in quanto abbiamo proposto due lotti per i viaggi d'istruzione. Un'escursione si è svolta lunedì 31 gennaio, mentre l'altra è prevista per martedì 14 febbraio, quest'ultima gara è stata vinta effettivamente dall'azienda di Bolzano".

 

Un caso che non sarebbe però il primo: "Dispiace - dice il titolare dell'azienda incaricata da Cta e rimasto a bocca asciutta - dover constatare che non si tratta del primo episodio: sempre DiBiasi ha fatto una mossa simile con un altro collega del Consorzio (questo caso però non ha interessato il Tambosi, ndr). Siamo amareggiati perché abbiamo rinunciato ad altri incarichi per poter eseguire il servizio e invece siamo rimasti fermi. Noi la fattura la emetteremo comunque al netto delle spese non sostenute, ma è inammissibile che aziende in regola come la nostra vengano danneggiate da concorrenti spesso non a norma e sanzionate, le stesse che poi abbassano i prezzi in modo troppo aggressivo e magari si aggiudicano appalti importanti con ribassi del 23% rispetto al bando".

 

   

 

 

 

 

 

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