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Funivia Trento-Bondone, il Movimento 5 stelle: "Parole tante, risultati pochi". Maestranzi ribatte: "Business plan pronto"

Il consigliere delegato al Bondone ha relazionato alle commissioni turismo e attività economiche propositi e progetti per il rilancio della montagna di Trento. Maschio e Santini: "Proclami e annunci, ma aspettiamo ancora l'attivazione dell'istruttoria pubblica"

La funivia Trento-Sardagna (foto del Gruppo Trento com'era, com'è)
Di Luca Andreazza - 08 marzo 2017 - 00:23

TRENTO. "La funivia Trento-Monte Bondone è vicina", dice Dario Maestranzi, consigliere delegato al Bondone, durante la presentazione del lavoro svolto in questi mesi alla commissione turismo e attività economiche nella serata di lunedì 6 marzo. La scacchiera sembra muoversi e si riallaccia anche al parere positivo deliberato all'unanimità dal Consiglio d'amministrazione dell'Apt: "La decisione finale - spiega il presidente Franco Aldo Bertagnolli - spetta ovviamente a Comune e Provincia, ma abbiamo voluto dare un segnale e chiarire definitivamente la posizione del nostro ente in questa partita".

 

Una presa di posizione pubblica, quasi scontata, dell'ente che rappresenta però quasi tutte quelle categorie legate a doppio filo al turismo, che non ha convinto molti, in testa il Movimento 5 stelle: "Nonostante i proclami - espone Andrea Maschio, consigliere comunale pentastellato - oggi non abbiamo alcun dato in mano. Il master plan sembrava in dirittura di arrivo, ma ancora non si vede all'orizzonte, mentre il business plan della funivia sembra esistere, ma chiuso in qualche cassetto. Il sostegno dell'Apt è inutile, mentre evidenziamo anche un conflitto di interessi: il consigliere delegato per il Bondone è in consiglio di amministrazione dell'Apt, sembra una mossa per alzare la pressione politica. Ci chiediamo inoltre su quali basi l'Azienda per il turismo abbia deliberato: se i membri del CdA hanno preso visione di studi e progetti ancor prima di chi siede in consiglio comunale è grave, se invece si sono espressi senza valutare costi e ipotesi si tratta di una presa di posizione poco professionale". 

 

Il delegato Dario Maestranzi non si sottrae e risponde, che "sento tanti interlocutori - ribatte - per chiedere una valutazione sulla strategicità relativa all'opera. Una discussione aperta non solo alle realtà economiche, ma anche enti e istituzioni. Ascolto e mi metto a disposizione per trovare un rapporto quotidiano e costante per approfondire e cercare di trovare le giuste soluzioni".


Il malumore a Cinque stelle risiede anche nelle promesse non ancora mantenute dalla Giunta a Palazzo Thun relative all'istituzione dell'istruttoria pubblica: "Annunci, rassicurazioni e proclami non mancano - spiega Maschio - ma a fronte dell'innegabile entusiasmo del delegato, mancano i risultati. La mozione approvata in Consiglio l'11 gennaio scorso chiede non solo di avviare un’istruttoria pubblica per coinvolgere la cittadinanza nell’elaborazione di progetti di rilancio, ma anche di creare una sezione apposita sul sito web del Comune, dove rendere pubblici e disponibili tutti i documenti elaborati dal 1930 per la riqualificazione turistica della montagna di Trento. Tutto però è ancora fermo".

 

Pronta la replica: "Si tratta di un malinteso - prosegue il consigliere del Patt - e chiediamo di pazientare un mese. Stiamo attendendo i dati aggiornati: non ha senso pubblicare il materiale pregresso in quanto potrebbe generare confusione. Rispetto alle analisi precedenti il contesto è mutato, per questo ci sembra più serio condividere l'ultimo lavoro".


Dopo aver analizzato i punti di forza e le criticità della montagna di Trento, il consigliere delegato in sede di commissione ha ribadito la necessità di completare il master plan di sviluppo del Bondone: "Ho visionato il precedente Patto territoriale - ammette - un progetto importante e ben congegnato per azioni e finanziamenti previsti. Questo piano però è rimasto incompiuto perché nel passato è mancata una figura che potesse fungere da regia per fare sintesi e verificare lo stato dell'arte delle opere". 

 

Una relazione poco convincente per Marco Santini, consigliere comunale in forza al Movimento 5 stelle: "Non siamo contrari alla funivia - commenta - ma oggi non esiste - alcuna ipotesi convincente e sostenibile di rilancio concreto. Non si vedono sul tavolo proposte progettuali che entrano nel merito dell'impianto e le soluzioni. Non si conoscono in maniera dettagliata i costi di realizzazione e di gestione - continua - le tariffe oppure i tempi di costruzione: si snocciolano una serie disordinata di idee. Abbiamo assistito troppe volte progetti definiti di pregio trasformarsi in disastri finanziarie e opere nel deserto: come i parcheggi sulla strada per le Viote oppure l'impianto della Gran pista".

 

"Il master plan richiede ancora qualche settimana - conclude Maestranzi - mentre il business plan redatto da Trentino sviluppo è pronto, ma l'amministrazione provinciale non autorizza ancora la sua pubblicazione. Ma la funivia è solo un pezzo di un progetto più ampio per valorizzare quotidianamente e 365 giorni l'anno il Bondone". 


 

 

 

 

 

 

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