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Cinque stelle in pressing: "Maestranzi? Tutto fumo e niente arrosto", il delegato al Bondone: "Manca poco al master plan, faremo rendering e video"

Il consigliere del Patt ha presentato dieci studi preliminari. Duro attacco del pentastellato Andrea Maschio: "Aspettiamo da sei mesi i primi risultati dopo un anno di lavoro". Maestranzi risponde: "L'intenzione è quella di elaborare un piano urbanistico-strategico e qui arriva la parte difficile per coloro che sono sempre contrari: proporre idee costruttive non è mai banale"

A sinistra Dario Maestranzi (Patt), a destra Andrea Maschio (Movimento 5 stelle)
Di Luca Andreazza - 07 aprile 2017 - 23:26

TRENTO. "Veniamo quotidianamente informati dal consigliere delegato Dario Maestranzi in merito a ipotetici progetti per sviluppare la montagna di Trento. Campi da golf in quota, Bike park e tanti altri progetti, ma ancora non si vede nulla di concreto. Certo, il 2018 si avvicina e le nostre ipotesi di utilizzo della delega per una campagna elettorale prende sempre più forma. Vedremo alla fine come andranno le elezioni e che fine farà il Monte Bondone", l'attacco è diretto e non usa grossi giri di parole Andrea Maschio, consigliere pentastellato.

 

Una corsa alla ricerca di un posto al sole in consiglio provinciale subito esclusa però dal delegato, che non vuol sentire parlare di elezioni: "Non mi candido - dice Maestranzi - sarebbe una mossa sbagliata per me, ma soprattutto per il Bondone. E' cominciato un percorso che non può bloccarsi oppure essere screditato. Ho la delega, non retribuita, fino a quando il sindaco lo ritiene opportuno. Questo discorso può essere eventualmente preso in considerazione nel 2020, quando si terrà la chiamata elettorale per il Comune". E rilancia: "Cerco di portare argomenti concreti e non intendo prestarmi a teatrini di politica vecchio stampo. Forse è proprio Andrea Maschio in cerca di visibilità in vista delle elezioni del prossimo anno".

 

Accusa incassata e (parzialmente) respinta dal consigliere targato 5 stelle: "Non mi nascondo - ammette Maschio - mi piacerebbe, ma per regolamento interno del Movimento questo non è possibile, altrimenti avrei già iniziato la campagna, come stanno già facendo tutti. Se dovesse cadere la giunta comunale il discorso cambierebbe, ma siamo nelle ipotesi dei 'se' dei 'ma' che lasciano il tempo che trovano".

 

E il discorso torna sul Bondone e il decalogo di studi preliminari presentati dalla stella alpina in Giunta: si spazia dalla realizzazione del bike park al campo da golf alle Viote (Qui articolo completo), dalla progettazione di percorsi dedicati a ciaspolesci alpinismo (Qui articolo completo), fat bike e slittinovie alla sistemazione del campo di calcio di Candriai, dalla realizzazione di due campi di basket a Vaneze alla piattaforma di lancio per speedride e parapendio sul Palon, dall'acropark alle Viote all'ampliamento del campetto scuola di Vason, per finire con l'ottimizzazione dello snowpark e la predisposizione del running park (Qui articolo completo).

 

"Inizialmente - evidenzia il pentastellato - si è parlato di rilanciare la montagna della città cercando di valorizzare le sue prerogative e la sua unicità. Il cuore del discorso ruotava attorno a ecosistemi, biotopi, soluzioni ecocompatibili, ecosostenibili e a basso impatto ambientale, senza dimenticare la condivisione e la partecipazione della cittadinanza nella determinazione delle scelte che si vogliono portare avanti per lo sviluppo del Bondone. Buoni propositi finiti però nel cassetto dopo i primi incontri con le realtà economiche e imprenditoriali della montagna".

 

La risposta di Maestranzi non tarda ad arrivare: "In Paganella e in Val di Sole portano avanti i progetti e raccolgono importanti ricadute economiche. Qui invece forse manca la serietà di sedersi intorno al tavolo e approfondire le opportunità. Non vado contro tutto e tutti, ma sono necessari alcuni studi di fattibilità: le risposte, le criticità e i pareri contrari si possono trovare solo in questo modo" e tranquillizza Maschio sulla salvaguardia dell'ecosistema: "Ci sono le realtà che valorizzano e preservano questi aspetti - ribatte - dall'Azienda forestale Trento-Sopramonte alla Rete delle Riserve, dai servizi ambientali del Comune di Trento alla Provincia. Se penso al Bike park, credo che si possano trovare dei sentieri che non mettano in pericolo l'ambiente".

 

E l'istruttoria pubblica? L'11 gennaio scorso il consiglio ha deliberato positivamente per coinvolgere la cittadinanza nell'elaborazione di progetti di rilancio, oltre a creare una sezione apposita sul sito web del Comune, dove rendere pubblici e consultabili tutti i documenti elaborati dal 1930 per la riqualificazione turistica della montagna di Trento.

 

"I documenti sono fatti per essere resi pubblici - spiega il consigliere del Patt - ma stiamo aspettando il via libera dei proprietari: Trentino sviluppo, evidentemente un soggetto terzo rispetto al Comune. In questa partita saremo più trasparenti del Movimento 5 stelle stesso. L'intenzione è quella di creare un Open space dove saranno presenti anche rendering e video. Il tutto per coinvolgere la cittadinanza, un vantaggio per l'amministrazione. La popolazione inoltre è favorevole alla funivia. Stiamo attendendo i dati aggiornati: non ha senso pubblicare il materiale pregresso in quanto potrebbe generare confusione. Rispetto alle analisi precedenti il contesto è mutato, per questo ci sembra più serio condividere l'ultimo lavoro".

 

La risposta del Movimento 5 stelle è piccata: "Annunci, rassicurazioni e proclami non mancano - osserva Maschio - ma a fronte dell'innegabile entusiasmo del delegato, mancano i risultati. Tutto è ancora fermo e aspettiamo novità da sei mesi, dopo un anno di lavoro. Il sindaco dice che non è pronto nulla, il Patt prende tempo e Maestranzi accelera, siamo un po' confusi dalla metodologia. Apprendiamo tante idee, richieste di studi di fattibilità e conseguente spesa di denaro pubblico, ma nessuna informazione sul rapporto costi, benefici e gestione. Un concorso di idee avrebbe garantito un lavoro di equipe tra professionisti e avrebbe messo sul piatto idee e progetti già analizzati in merito alla fattibilità e alla contabilità di realizzazione e gestione. Una nostra proposta e questo ovviamente non piace".

 

Negativo il parere di Maestranzi, in quanto "un concorso di idee - conclude - si può fare quando non si sa cosa fare di un edificio in abbandono, ma non è questo il caso. Il master plan è in dirittura d'arrivo: il bando si sta per chiudere e quindi i consulenti incaricati incontreranno le forze politiche e tutte le realtà interessate, dalle Asuc alla Lipu, dai cacciatori a Legambiente, tutti. L'intenzione è quella di elaborare un piano urbanistico-strategico e qui arriva la parte difficile per coloro che sono sempre contrari: proporre idee costruttive non è mai banale".

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