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| 17 ott 2018 | 06:01

Funivia Trento-Bondone, sulla carta tutti d'accordo, ma sono tanti i ''però'', ecco come la pensa la politica

Il consigliere comunale Dario Maestranzi si propone di incontrare il prossimo presidente per accelerare l'iter e evidenzia che solo Patt e Lega hanno riferimenti al grande impianto nel programma. Anche Autonomia dinamica e Popoli liberi affrontano l'argomento, seppur in modo meno dettagliato

TRENTO. "Gli studi e il business plan sono pronti, manca una Giunta provinciale compatta che voglia investire davvero su Trento e il Monte Bondone", questo il post su Facebook di Dario Mestranzi, consigliere comunale e delegato all'Alpe di Trento, che aggiunge: "Appena si insedia il nuovo presidente andrò a trovarlo con tutto il malloppo".

 

Il consigliere rilancia il grande impianto e mette anche in evidenza un raffronto tra i programmi delle forze politiche che prevederebbero la funivia Trento-Bondone. In effetti dopo la presentazione del masterplan in Comune (Qui articolo), gli entusiasmi sembrano essersi raffreddati. 

Si parte dal Patt e Ugo Rossi: "La mobilità - si legge nel programma - è un tema strategico per un tema territorio come il nostro" e l'intenzione è quello di promuovere "la realizzazione della funivia Trento-Bondone, anche in un'ottica di miglioramento dell'offerta turistica e di riqualificazione della città".

 

Il collegamento rientra anche nel programma della coalizione di centrodestra e Maurizio Fugatti: "Ci sono aree dove esiste un valore prioritario di intervento come la Funivia Trento-Bondone".

 

Un accenno anche in Autonomia Dinamica e Mauro Ottobre: "Le montagne adiacenti saranno collegate con funicolari o con cremagliera (per esempio Bondone e Folgaria)".

 

Un tema che non rientrerebbe negli altri programmi, o meglio, non ci sarebbe nessun riferimento esplicito al Monte Bondone e/o realizzazione della Funivia. Ma come la pensano gli altri competitor al palazzo della Provincia in piazza Dante?

 

Movimento 5 stelle - Cristiano Zanella

Come Movimento 5 stelle siamo in linea di massima favorevoli alla funivia Trento-Bondone. Ricordo che i nostri consiglieri comunali hanno chiesto per primi di discutere i dettagli economici del progetto, ma anche di aprire una apposita sezione sul sito dell'amministrazione comunale e avviare un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza. Dopo l'avvio e l'arrivo del master plan tutto però si è un po' fermato. Manca ancora molto da discutere come il ruolo che devono giocare il pubblico e il privato per la realizzazione del collegamento che deve anche avere funzione di mobilità cittadina con l'obiettivo di diminuire il traffico su gomma. Purtroppo non è ancora stato fatto nulla di quanto proposto e promesso, cioè l'istruttoria pubblica ancora non esiste, mentre il masterplan, oltre oltre a identificare che non esiste e non c'è mai stata una cabina di regia: se si vuole fare qualcosa, questo è il primo punto da concretizzare.

 

Alleanza democratica per l'Autonomia - Andrea Cavazzani

La funivia Trento-Bondone è prioritaria. E' urgente realizzare il collegamento perché può creare un vantaggio competitivo a livello turistico per Trento e per rilanciare il Bondone. L'Alto Adige è un esempio in questo senso. Si deve affrontare il futuro della città e della sua montagna per destagionalizzare l'offerta turista e creare delle reti virtuose tra le varie realtà, come il Muse. Non si deve inoltre sottovalutare l'impatto ambientale: questa infrastruttura può ridurre drasticamente il traffico veicolare.

 

CasaPound - Filippo Castaldini

Crediamo che la funivia possa essere un’ottima opportunità per coinvolgere maggiormente il Bondone che, finora, è rimasto isolato dalla città e dai suoi flussi turistici, ma anche un metodo per implementare in generale le presenze. E' necessario poi collegare l'infrastruttura al “pacchetto” Muse, ma serve anche rivitalizzare l’hotel Panorama e utilizzare la funivia come spinta per far vivere l’opportunità di un ambiente montano meraviglioso a due passi da Trento.

 

Tre - Roberto De Laurentis

E' poco utile entrare nel dettaglio nel programma. La questione riguarda l'opportunità di aiutare gli esercizi in difficoltà e se esiste un progetto di rilancio oppure se come sempre si vuole scaricare sul pubblico le criticità. Evidente che il Bondone in questi anni è stato trascurato, ma non si può pensare di far decollare una località esclusivamente attraverso le risorse della Provincia. I primi a doversi mettere in gioco sono gli imprenditori e i privati, altrimenti nel giro di poco tempo ci si trova al punto di partenza. 

 

Riconquistare l'Italia - Federico Monegaglia
Le previsioni climatologiche prevedono che tra tre decenni il limite neve arriverà ai 1.800 metri di quota (Vason si colloca intorno a 1.600 metri, cima Palon a circa 2.100, ndr). Prima di pensare ad un'opera di così grande portata va ripensata in maniera radicale l'offerta turistica. I lunghi tempi burocratici e costruttivi di realizzazione, rendono la funivia non giustificabile dal punto di vista dei costi, almeno fino a quando non sarà chiaro il potenziale attrattivo del Bondone, sul quale tra non molto non sarà più possibile sciare. 

 

Popoli Libri - Paolo Primon (che in realtà nel programma parla di funicolari come mobilità futura - Qui articolo)

E' necessario il grande impianto per collegare la città al Monte Bondone, così come creare un sistema funicolare o cremagliera in collina. Soluzioni che presentano un basso livello di impatto e riducono gli spostamenti su gomma. Questo modello può essere replicato in tantissime zone del Trentino e sono tantissimi gli esempi positivi in Alto Adige e Tirolo. 

 

L'Altro Trentino a sinistra, Liberi e uguali - Antonella Valer

Il nostro sostegno alla funivia dipende da diversi fattori. Il ragionamento ci può stare se il progetto è quello di rendere il Bondone simile all'Alpe di Siusi. Il grande impianto però non è il punto nodale, altrimenti diventa l'ennesimo piano di rilancio che disperde risorse pubbliche, come già avvenuto in passato. La funivia deve rientrare in un discorso più ampio che riguarda la mobilità sostenibile e il futuro del comparto turistico.

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