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Claudia Mattarei, la candidata di Popoli Liberi che lotta per la doppia cittadinanza anche ai trentini

La capolista del movimento di Paolo Primon: "Il Patt? Una piccola dittatura. La Lega? Incomprensibile l'alleanza con Forza Italia. Il futuro passa dalle funicolari e maggiore attenzione al territorio"

Di Luca Andreazza - 28 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. "Popoli liberi permette libertà di scelta e confronto, mentre il Patt non ammette sfumature, se non sei allineato non c'è confronto, semplicemente è una piccola dittatura", queste le parole di Claudia Mattarei, capolista della forza politica di Paolo Primon, che aggiunge: "La Lega? Un atteggiamento strano, Salvini indossa la maglia della Catalogna, ma frena il doppio passaporto. A questo si aggiunge l'alleanza con Forza Italia che più volte si è detta contraria all'autonomia trentina". La differenza di Popoli liberi? "Lavoriamo con il cuore, la carriera politica non ci interessa e ci spendiamo in prima persona".

 

Dopo la tornata elettorale del 1993 e l'esperienza con la Lega Tridente, Paolo Primon ritorna in corsa a venticinque anni di distanza per le provinciali del 2018.  Un programma che prevede nove punti, dall'identità del popolo trentino/tirolese alla famiglia al centro della società e sostegno assistenza degli anziani, dal lavoro e la semplificazione appalti a difesa delle aziende territoriali alla scuola. 

 

E ancora sanità e sicurezza, burocrazia, energia e viabilità, oltre al punto forte di Popoli liberi, la battaglia sulla doppia cittadinanza. In lista anche Claudia Mattarei, classe 1966 e nella vita lean project manager

 

Dopo le elezioni comunali tra le fila di Forza Italia come mai in questa occasione la scelta è caduta su Popoli liberi?

Parto dal presupposto che tutti possono far qualcosa di importante per il proprio territorio. Ho deciso di mettere in campo la mia esperienza nel settore del turismo e quindi aveva scelto Forza Italia. Dopo un po' ho deciso di fare un passo indietro. Il rinnovato impegno in politica è nato quasi per caso. Ho incontrato Primon per lavoro in occasione dell'organizzazione del Rock Schützen Festival. Lì ha iniziato a raccontarmi la storia del Tirolo e piano piano prima mi sono incuriosita e poi appassionata. 

 

Fino alla decisione di candidarsi con Primon

Ho scelto Popoli liberi perché Paolo Primon è un uomo puro. Si può non essere d'accordo con le sue idee, ma è sempre coerente. Il nostro movimento non è infatti alleato con nessuna forza politica. Tutti parlano di autonomia e il rapporto con l'Europa, ma bisogna saper entrare nell'Unione europea con identità. Il nostro programma può essere considerato un sogno, un'utopia, una visione poetica, ma lavoriamo con tantissima passione. Non abbiamo velleità di vittoria, ma vogliamo muovere le acque e far sentire la nostra voce. Abbiamo già raggiunto un grande risultato presentando la lista, se riusciamo a eleggere una persona in Consiglio sarebbe straordinario per crescere ancora e maturare ulteriore esperienza. 

 

Tra le vostre considerazioni, quella che il Trentino nel tempo avrebbe perso la propria identità tirolese

I cittadini devono appropriarsi nuovamente della propria identità. La specificità e la cultura del nostro territorio sono fondamentali, altrimenti si perde qualità. L'identità tirolese può portare vantaggi nel mondo del lavoro, ma anche nella capacità di sviluppare il prodotto turistico. I turisti che arrivano in Trentino si aspettano di vedere il Tirolo e invece abbiamo perso la nostra identità e la differenza di fatturati e redditività rispetto all'Alto Adige è evidente. Siamo staccati e surclassati in tutto rispetto ai nostri vicini, quando dovremmo essere in grado di reggere il confronto.

 

Un altro tema è quello della scuola e delle graduatorie, ma anche l'inserimento del tedesco come lingua obbligatoria e della storia della cultura tirolese.

La conoscenza di un ulteriori lingua è un arricchimento. Il Trentino guarda inoltre storicamente ai mercati di lingua tedesca. E' necessario valutare l'inserimento di un regolamento per le assunzioni degli insegnanti e dei professori che prediliga i residenti nella nostra regione. Questo vale per tutte le graduatorie, come nel caso di Itea, una realtà privata che opera prevalentemente con soldi pubblici. A questo aggiunto anche la necessità di salvaguardare dei piccoli negozi storici: oggi si assiste alla crescente invasione nei centri delle grandi catene e bisogna intervenire per non perdere un patrimonio che caratterizza e valorizza il territorio.

 

Nel programma le aziende energetiche dovrebbero essere in capo alla Regione, come si come l'Autobrennero. Puntate inoltre molto sulle funicolari.

Certo perché potrebbero essere una fonte di guadagno per il fondo delle pensione. E' necessario il grande impianto per collegare la città al Monte Bondone, così come creare un sistema funicolare o cremagliera in collina. Soluzioni che presentano un basso livello di impatto e riducono gli spostamenti su gomma. Questo modello può essere replicato in tantissime zone del Trentino e sono tantissimi gli esempi positivi in Alto Adige e Tirolo. 

 

Il cavallo di battaglia è quello della doppia cittadinanza

La raccolta delle firme procede a gonfie vele, i termini per presentarle al governo austriaco sono stati spostati alla prossima primavera, complici anche queste elezioni. Non riceviamo tanto appoggio da Bolzano in quanto considera la doppia cittadinanza un passo scontato fino a Salorno e teme che l'allargamento fino a Borghetto possa vanificare i loro sforzi. E' però nostro dovere insistere per valorizzare le nostre peculiarità e in questo senso riceviamo tantissimo sostegno dal territorio.

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