I ragazzi trentini a Corleone per coltivare campi e vigneti strappati alla mafia
Saranno tanti i ragazzi che dalla regione andranno in Sicilia a lavorare alla cooperativa “Lavoro e non solo”, che a Corleone possiede vari beni, tra cui, oltre 200 ettari di terreno agricolo

TRENTO. Questa estate, un gruppo di ragazzi trentini ed altoatesini si recherà in Sicilia, a Corleone, per portare il proprio contributo alla lotta dell'antimafia sociale. Questo progetto è organizzato da Arci, in collaborazione con Cgil e Spi (Sindacato pensionati italiani). Dal 2008, ogni anno, studenti e adulti di tutta Italia decidono di dedicare parte delle proprie vacanze al lavoro sui terreni sottratti alle mafie. Su questi terreni, restituiti alla società grazie alla legge La Torre, che vede la confisca come mezzo di prevenzione patrimoniale al reato di mafia, sorgono numerose associazioni e cooperative.
I giovani trentini andranno a lavorare alla cooperativa “Lavoro e non solo”, che a Corleone possiede vari beni, tra cui, oltre a 200 ettari di terreno agricolo, si contano la sede “Casa Caponnetto”, sequestrata alla famiglia dei Grizzaffi (legati ai Riina), ed un edificio confiscato a Provenzano, al cui interno si trovano un laboratorio in cui vengono lavorati e venduti i prodotti dei terreni, ed una mostra di quadri del maestro Gaetano Porcasi, inerenti al tema dell'Antimafia.
Concretamente, i ragazzi andranno ad “impupare” le viti, a curare i filari, legando e potando le piante, che, nel corso dell'anno, sono cresciute verso l'esterno, senza ordine, permettendone così lo sviluppo in altezza. Un'altra attività è quella della raccolta dei pomodori, che, la maggior parte delle volte, vengono gustati la sera sulla tavola di casa Caponnetto, dove i nonni dello Spi preparano i pasti. Oltre al lavoro agricolo, sono in programma varie attività culturali e di approfondimento storico, come la visita a Cinisi (Palermo) alla casa di Peppino Impastato, a Portella della Ginestra e a Palermo. L'obiettivo principale del progetto è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità democratica e sulla giustizia sociale, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto.
Molto interessante in questo ambito è l'esempio del progetto D.R.A.G.O. (Developement Resources Agricultural Growth Organic), che prevede la collaborazione della cooperativa con un gruppo di richiedenti asilo, di varia provenienza.
L'occasione è unica e, purtroppo, irripetibile (infatti un requisito fondamentale per partecipare è quello di non aver preso parte alle precedenti edizioni). Il clima che si respira a Casa Caponnetto è molto disteso. A Corleone si fanno interessanti conoscenze, vecchi amici si rincontrano, e, alla sera, fuori dalla porta, gli anziani raccontano le storie dei grandi eroi come Peppino Impastato, Placido Rizzotto, e altri.
Le iscrizioni, aperte simbolicamente il 21 marzo, giornata nazionale delle vittime di mafia, sono ormai chiuse.



.jpeg?itok=3cbLeQry)
.jpg?itok=PFLmpo7D)








