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La bottega "Lo Sfuso" ha aperto in via Endrici, "Pasta, riso, legumi, cereali e tanto altro senza confezioni che inquinano l'ambiente"

Alcuni articoli sono biologici, ma il proprietario Pierandrea Omicini si è concentrato più sul sostegno dei piccoli produttori. Il negozio "Lo sfuso" fa punto di distribuzione anche per la biocesta della cooperativa Samuele

Di Eugenio Calzolari e Linda De Carli (Liceo Prati) - 26 giugno 2017 - 22:52

TRENTO.  Lotta agli imballaggi in Via Monsignor Endrici. La bottega "Lo Sfuso", aperta nell'aprile 2015 in Corso Buonarrotti e da un anno trasferita nella nuova sede, si rende partecipe al benessere della comunità adottando una politica ecosostenibile.

 

L'idea del titolare è quella di riproporre un commercio "antico", senza confezioni di plastica e contenitori che inquinino l'ambiente, riprendendo ciò che un tempo era di routine. "Lo Sfuso", nonostante le piccole dimensioni del locale, propone una vasta gamma di prodotti che spaziano dalla frutta secca ai vini, fino ai detersivi ed è l'unico market a vendere prodotti merceologici diversi riuniti in un solo luogo.

 

Alcuni articoli sono biologici, ma il proprietario Pierandrea Omicini si è concentrato più sul sostegno dei piccoli produttori. "Ho evitato grosse ditte da distribuzione" racconta Pierandrea, che continua così: "compro da aziende che conosco di persona, per esempio da un'agricola in Umbria e da una riseria vercellese. Anche per i vini sfusi self-service faccio lo stesso, ne tengo 5 fissi dalla cantina di Toblino, mentre per gli altri quattro li prendo fuori provincia in rotazione a mio piacimento". I principali prodotti sono pasta, riso, legumi, cereali, frutta secca, aromi, vini e detersivi.

 

Perché pagare due volte per qualcosa che non si usa? Quando si acquista un prodotto, i soldi spesi sono divisi in tre parti, cioè l'articolo stesso, la logistica e l'imballaggio. Il problema sta nel fatto che per il contenitore non si paga una volta sola, bensì due, ossia nel momento in cui lo si compra e in cui viene smaltito (la benzina del camion che lo porta nel centro di smistamento dove viene reso granulato, per poi essere riutilizzato).

 

"Mi rendo conto dell'inquinamento ambientale che tutti stiamo producendo quando vedo il numero di sacchi blu in fila la mattina", dice Pierandrea, "e credo che al giorno d'oggi quella del sostenibile sia una filosofia più che obbligata."

 

La sorpresa che ha stupito il gestore è stata la tendenza degli over 50 a comprare non tanto per un discorso sostenibile, quanto per motivi di qualità e di comodità della zona. Omicini infatti ricorda come da ragazzo fosse normale la politica dello sfuso, e si immaginava che i suoi coetanei condividessero quest'iniziativa, ottenendo invece un riscontro totalmente contrario. Infatti le poche persone che vengono con un contenitore proprio sono per il 99% giovani ragazze, forse influenzate dai social, che ci tengono a mantenere attiva questa filosofia di eco sostenibilità.

 

Nella bottega sono presenti solo cibi secchi, per un motivo di conservazione. Per comprare qualcosa di fresco però non c'è problema, perchè si può ordinare la biocesta (5 kg di frutta a verdura a 13,5 euro) della cooperativa Samuele, di cui Pierandrea fa da punto di distribuzione. 

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