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Passo Rolle, l'Associazione proprietari di San Martino contro il progetto de La Sportiva. Ma se non ora quando?

Per l'Associazione smantellando gli impianti del Rolle (quelli che in questi anni è stato più difficile tenere aperti che chiusi) si rischia di perdere l'opportunità di completare il collegamento tra San Martino e il Passo e di perdere altro turismo. Ma i numeri sono già in discesa, forse è il momento di lanciare il cuore oltre l'ostacolo e diversificare l'offerta

La Starlight Room per dormire sotto le stelle di Cortina d'Ampezzo montata questa estate con vista mozzafiato. Nel progetto de La Sportiva ci sono anche queste soluzioni
Di Luca Pianesi - 29 agosto 2017 - 20:25

PASSO ROLLE. Le cose nuove? Spaventano sempre e in fondo un vecchio adagio recita "chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che perde non sa quello che trova". Certo, però, che qui davvero non si capisce cosa si starebbe per perdere. Chi frena ammette lui stesso che a fronte di una crescita delle altre realtà del Trentino quella che frena è proprio quella di San Martino di Castrozza. E allora cosa c'è di meglio per rilanciare la zona che cambiare? Puntare su un progetto capace di differenziarsi da tutti gli altri.

 

E invece no. "Riteniamo velleitaria la proposta di un operatore privato di smantellare gli impianti del Passo Rolle - scrive l'Associazione Proprietari San Martino di Castrozza - per lasciar posto a un non meglio precisato turismo ecologico e verosimilmente ad una show room naturale a beneficio di chi la gestirà, con interessi economici del tutto estranei a quelli di San Martino e del Primiero. Non è nostra intenzione esprimerci sui contenuti costruttivi della proposta, che nella sua vaghezza prevede invece una precisa condizione: lo smantellamento degli impianti nel lato sud del Passo (3 seggiovie storiche che servono due fra le più belle piste del comprensorio, sia come caratteristiche tecniche che come contesto paesaggistico) giustificato da due motivi ammessi in sede di presentazione della proposta a San Martino. Il primo consiste nello sfruttamento della cubatura derivante dallo smantellamento degli edifici (stazioni di partenza e arrivo e baita) per realizzare un ristorante e una struttura ricettiva sparsa sul territorio; il secondo in una politica di marketing basata sul richiamo mediatico e sul messaggio derivante dallo smantellamento in parola, in un momento di particolare (e giusta) sensibilità sui temi “green”".

 

"Non riteniamo sensato e credibile - proseguono - che si voglia smantellare un impianto in quota di cui il Primiero dispone, innevato in modo naturale data la sua esposizione a nord, per trasformarlo in una struttura ricettiva/ristorativa e in un centro per effettuare test di materiali e praticare attività outdoor, tutte già esercitate sia al Passo Rolle che a San Martino. Riteniamo invece molto probabile che, con lo smantellamento degli impianti, verrà anche meno la volontà di rafforzare il comprensorio sciistico e di completare il Protocollo, mettendo in discussione lo stesso collegamento San Martino – Passo Rolle per la sua insostenibilità economica in assenza di impianti al Passo (lo smantellamento degli impianti a sud del passo comprometterebbe quasi sicuramente anche quelli a nord)".

 

La cronaca degli ultimi anni, però, dice che aprire gli impianti del Rolle è stata una vera impresa tra assenza quasi totale di neve, temperature a fatica sotto lo zero e la mancanza di budget dei gestori che avrebbero dovuto farne di artificiale. E poi, in un'epoca in cui anche i ghiacciai a 3.500 metri si sciolgono e la neve sta diventando merce sempre più rara, la tendenza condivisa a livello internazionale è quella di non investire più in impianti che non siano ben al di sopra dei 2.000 metri. Servono, quindi, idee nuove, serve rilanciare con proposte innovative, diversificate, capaci di conquistare il turista per la loro peculiarità perché i "clienti" sono sempre più informati, sanno bene cosa possono trovare da una parte e cosa possono trovare dall'altra, sanno quali sono i posti dove andare a spendere la loro settimana bianca. L'Associazione Proprietari San Martino di Castrozza si definisce "espressione di quel turismo fedele, appassionato, solido nel tempo, rappresentato da chi ha vissuto e vive la montagna e la località di San Martino di Castrozza come una risorsa da rispettare e valorizzare nell’interesse proprio e dei propri figli".

 

Un turismo, però, calato drasticamente come la stessa Associazione specifica nel comunicato: "Mettiamo in evidenza come S. Martino risulti l'unica località trentina ad aver ridotto in misura sensibile le presenze invernali (senza contare gli spostamenti da S. Martino ad altre località limitrofe per mancanza di neve o per gli impianti obsoleti), mentre le presenze estive sono cresciute in misura ridotta contro una crescita media molto più elevata delle altre località". Evidentemente il turismo "fedele, appassionato, solido nel tempo" non è poi tanto "fedele, appassionato e solido nel tempo" ma è semplicemente "turismo" e quindi sceglie ciò che più lo convince e lo attira. 

 

La proposta de La Sportiva è senza dubbio interessante e chissà che, proponendo attività outdoor a 360 gradi, Starlight Room e un ristorante di alta fascia, non possa servire a dare una mano (perché no anche con il collegamento San Martino - Passo Rolle previsto nel Protocollo) anche al rilancio del turismo "tradizionale" che forte di un'offerta diversificata potrebbe pensare un giorno di mettere le ciaspole o le pelli per risalire il Rolle dal versante senza impianti e poi lanciarsi sulle piste da discesa o su quelle da fondo di San Martino. A Cortina d'Ampezzo strutture simili cominciano ad esserci. Chi primo arriva meglio alloggia. La strada c'è.  Bisogna capire se quel che si sa di perdere vale così tanto da non provare nemmeno ad imboccare la strada nuova. Nei prossimi giorni se ne saprà di più.

 

 

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