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Chiusura passo Sella, la Provincia cambia la segnaletica, il Comitato: ''Mossa per non perdere troppi voti''

Il Comitato per la salvaguardia dei passi dolomiti esulta e si rivolge al Consiglio di Stato: "Temiamo che la prossima estate le Province ritornino alla carica: le amministrazioni hanno svenuto il passo e calo economico del 40%. Anche Luca Zaia ci appoggia"

Di Luca Andreazza - 07 agosto 2018 - 13:05

TRENTO. Mezzo passo indietro delle Province di Trento e Bolzano. Il progetto ora prevede di sostituire i cartelli recanti il divieto di accesso al Passo Sella per puntare a invitare i turisti a rispettare le limitazioni senza però respingerli. 

 

Dopo le lamentele del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici ("Sembra di essere alla dogana del confine di Stato, i turisti non transitano sul passo e siamo costretti a licenziare"), le amministrazioni corrono ai ripari per proporre una segnaletica più morbida. 

 

La regolamentazione degli accessi al passo Sella, partita lunedì 23 luglio, è un provvedimento in vigore da lunedì a venerdì dalle 9 alle 16 fino al 31 agosto.

L’obiettivo per il 2018 è quello di ridurre il traffico individuale sul passo Sella del 20% e sensibilizzare i visitatori a una mobilità sostenibile per contribuire alla valorizzazione e tutela del territorio delle Dolomiti Patrimonio Unesco (Qui articolo).

 

Questa iniziativa segue la sperimentazione dei Green Days, i mercoledì tra luglio e agosto a passo "chiuso", un progetto lodevole sulla carta, che però si sarebbe rivelato un flop: un calo economico generale, evidenziato anche dall'emissione degli scontrini, per una diminuzione tra il 15 e il 40% degli incassi.

 

Numeri registrati anche dalla società Pierac di Vigo di Fassa per conto del Comitato (Qui articolo), che raggruppa circa 80 operatori e 650 lavoratori. 

 

Dopo la rimozione della maggior parte dei cartelli segnaletici, sui versanti altoatesino e trentino, ora la società Dolomitesvives ha posizionato quelli nuovi: "Accedi al passo Sella con il pass gratuito (dal lunedì al venerdì)".


Un traguardo importante per il Comitato. "Cercano di riparare a questa azione fallimentare. Ma non ammettono - commenta il presidente Osvaldo Finazzer - l'insuccesso di questa iniziativa e quindi abbiamo paura che ripetano qualche sperimentazione nel corso della prossima estate. Intanto abbiamo inoltrato ricorso al Consiglio di Stato: abbiamo l'esigenza di lavorare sereni per dare un servizio di qualità ai clienti e poter pianificare la stagione, senza dover subire decisioni all'ultimo secondo e senza un confronto".

 

Dopo la perdita dell'anno scorso, gli operatori del passo Sella lamentano un drastico calo a livello economico anche per questa estate. "Abbiamo perso - dice il presidente - circa il 40%, senza dimenticare il danno di immagine. Probabilmente un marcia indietro in vista delle prossime elezioni: i politici non vogliono perdere troppi consensi. Ma dopo le urne temiamo una nuova iniziativa, dannosa per la montagna".

 

Tra le ipotesi del Comitato anche quella di rivolgersi al governatore della Regione Veneto. "Il presidente Luca Zaia - spiega Finazzer - appoggia le nostre azioni e speriamo che entri nel merito per far cambiare idea a Trento e Bolzano. Noi qui abbiamo investito tanto per far rivivere il passo. I politici sono comodi e tranquilli nei capoluoghi, non hanno nessuna conoscenza di vita e difficoltà in montagna".

 

Nel mirino anche l'Apt d'ambito. "Reputano il progetto positivo - conclude Finazzer - perché sono riusciti a ridurre il traffico del 20% e sono contenti, ma in realtà hanno quasi azzerato il transito: l'80% delle persone non passa più sul Sella. Il passo interessa per fare solo gli eventi, poi cercano di agevolare le valli. Questa iniziativa ha inoltre aumentato il traffico nel fondo valle: ci sono problemi perché il Comun General prima ha svenduto il Sella per potenziare i mezzi pubblici e non ha voluto costruire la circonvallazione, quando la Provincia aveva già stanziato le risorse". 

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