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Chiusura passo Sella, il Comitato promette battaglia: ''Sono contrari al traffico, ma container, generatori e bagni vanno bene?''

Parte la regolamentazione dell'accesso al passo. Il Comitato di salvaguardia passi dolomitici: "Un provvedimento a uso e consumo dei locali che così non si accorgono dell'effettivo blocco del transito. Questa decisione sposta solo il traffico, i tempi di percorrenza in valle si allungano e intanto lavorano gli altri"

Di Luca Andreazza - 22 luglio 2018 - 19:02

TRENTO. Da lunedì 23 parte la regolamentazione degli accessi al passo Sella, un provvedimento in vigore da lunedì a venerdì dalle 9 alle 16 fino al 31 agosto.

 

L’obiettivo per il 2018 è quello di ridurre il traffico individuale sul passo Sella del 20% e sensibilizzare i visitatori a una mobilità sostenibile per contribuire alla valorizzazione e tutela del territorio delle Dolomiti Patrimonio Unesco (Qui articolo).

 

E il Comitato salvaguardia dei passi dolomitici ritorna all'attacco per contestare questo piano. "Restiamo fermi e ferrei - tuona Osvaldo Finazzer, presidente del Comitato che rappresenta circa 80 operatori e 650 lavoratori coinvolti - questa disposizione interrompe il flusso economico, ma anche il collegamento tra i passi. I cartelli posizionati son fuorvianti e mancano informazioni essenziali".

 

Alla base sempre la mancanza di informazioni. "In vista dell'organizzazione per la stagione estiva, avevamo chiesto a marzo - spiega Alan Stuffer del Comitato - se avrebbero riproposto la chiusura. Dolomitesvives ci aveva rassicurato che ormai i tempi erano stretti e quindi non si sarebbe fatto nulla. A giugno il cambio di rotta e ora ci troviamo nuovamente il Sella chiuso".

 

Resta comunque aperta la possibilità di accedere al passo Sella con veicoli privati previa richiesta di autorizzazione gratuita, ottenibile tramite l’App o la pagina web www.openmove.com o direttamente presso i punti informativi #Dolomitesvives a partire dal 23 luglio (Qui info).

 

"La chiusura - commenta Stuffer - lascia il transito libero nel week-end, un provvedimento a uso e consumo dei locali che così non si accorgono dell'effettivo blocco del transito. Questa decisione sposta solo il traffico, i tempi di percorrenza in valle di allungano e intanto lavorano gli altri".

La vicenda è ormai nota. I mercoledì "Green days" tra luglio e agosto, un progetto lodevole sulla carta, si sarebbe rivelato un flop: un calo economico generale, evidenziato anche dall'emissione degli scontrini, per un calo tra il 15 e il 40% degli incassi. Numeri registrati anche dalla società Pierac di Vigo di Fassa per conto del Comitato (Qui articolo).

 

"Ci prendono in giro. Prima dicono una cosa e poi fanno l'esatto contrario. Siamo pronti a rivolgerci al Consiglio di stato e abbiamo in previsione alcune proteste. Questa decisione viene presa da persone che non conoscono la nostra realtà: se piove oppure le previsioni meteo sono avverse, il traffico lungo il passo si azzera. Intanto però ci tolgono il lavoro attraverso un provvedimento sbrigativo. Le soluzioni sono altre, ma non veniamo ascoltati".

 

Tra i contrari alla chiusura del passo Sella anche il Comune di Canazei. L'amministrazione ha votato all'unanimità in modo negativo contro questo piano. Una decisione che segue quella dell'amministrazione di Corvara. Una linea condivisa, anche se mancano documentazioni ufficiali, anche in quel di Arabba e Ortisei, così come tante realtà che gravitano intorno ai passi (Qui articolo).

 

"E il Comune di Canazei - evidenzia Finazzer - è stato praticamente tagliato fuori dal tavolo di discussione. Non siamo contro le idee per migliorare, abbiamo anche proposto un documento di 17 punti in questo senso, ma tutto è rimasto sulla carta. Ora hanno speso dei soldi per posizionare altre telecamere e monitorare il traffico, ma quelle risorse potevano essere spese diversamente e meglio".

 

I risultati snocciolati da Dolomitesvives sembrano però buoni. "Hanno solo il nome bello - aggiunge Stuffer - ma tutto il resto non torna. Sono gli stessi che professano la bellezza della natura e poi piazzano container, generatori elettrici e toilette da cantiere per i monitoraggi. I dati sono falsificati, il record di presenze agli eventi è stato di 57 persone. E' tutto un giro di appalti e conflitti di interesse per una campagna politica a nostro scapito".

 

Un monitoraggio con questionari qualitativi (440 questionari distribuiti a turisti e una trentina di video-interviste a imprenditori, popolazione locale e ospiti durante le giornate dell’azione), mentre l’Agenzia provinciale per l’ambiente ha eseguito un controllo dettagliato dei valori relativi al rumore.

 

"Otto anni fa - conclude Finazzer - abbiamo proposto una raccolta firme contro la chiusura del passo o l'istituzione di un pedaggio e abbiamo raccolto molti più consensi, circa 1.800 sottoscrizioni, ma questo a Dolomitesvives e assessori non interessa. Questo provvedimento aumenta la burocrazia e non risolve il problema del rumore, basta registrarsi alla App e non si riesce a monitorare se la moto è truccata". 

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