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Translagorai, nasce un nuovo comitato di ''Vicini'': ''Ristrutturare Malga Lagorai ok, ma cambio d'uso sarebbe un precedente preoccupante''

Un percorso di 85 chilometri lungo la catena del Lagorai che da Vetriolo raggiungerà San Martino di Castrozza per passare attraverso una serie di rifugi e malghe ripristinate ad hoc e utilizzabili per pernottare. Subito si è scatenata la bagarre, gli ambientalisti della montagna, molti satini, guide e alpinisti, ritengono questa operazione un'antropizzazione che si spinge nell'ultima zona wilderness del Trentino

Di Luca Andreazza - 21 giugno 2020 - 20:45

TRENTO. Il Comitato Vicini al Lagorai accende nuovamente i fari sulla Translagorai. L'obiettivo del neo comitato è quello di proteggere l'integrità della Catena del Lagorai. "Siamo un gruppo di volontari - spiegano i portavoce di questa nuova realtà, Alessandro CaviolaGiovanni Cotti e Michele DellagiacomaLuigi GirardiMartina SenettinDiego VanzoDavide Ventura e Marco Zorzi - che si muove senza alcun interesse economico e politico: siamo convinti che esistono soluzioni in grado di soddisfare le esigenze di tutti, anche gli operatori turistici". 

 

Un progetto che continua a dividere, un piano che lacere le stesse Sat e Sosat come raramente successo prima. Già a suo tempo i satini di Cavalese si sono espressi contro la sede Centrale in materia Translagorai (Qui articolo). E così piano piano, si sono sfilati, tra gli altri, anche figure di spicco nel mondo alpino, come quelle di Luigi Faggiani (Qui articolo) e Alessio Conz (Qui articolo), autori tra l'altro di guide e libri su baite e sentieri.

 

A questo si aggiungono le risposte di Sat e del vicepresidente Tonina a Degasperi. Diversi i cittadini che hanno preso una posizione per chiedere un ridimensionamento di questo progetto. La vicenda è ormai nota: la Provincia ha previsto la riqualificazione del percorso per 3 milioni di euro distribuiti in 3 anni con un finanziamento provinciale da 2 milioni e 381 mila euro.

 

Un percorso di 85 chilometri lungo la catena del Lagorai che da Vetriolo raggiungerà San Martino di Castrozza per passare attraverso una serie di rifugi e malghe ripristinate ad hoc e utilizzabili per pernottare. Subito si è scatenata la bagarre, gli ambientalisti della montagna, molti satini, guide e alpinisti, ritengono questa operazione un'antropizzazione che si spinge nell'ultima zona wilderness del Trentino. 

 

Ora entra nel dibattito anche il Comitato Vicini del Lagorai, un gruppo fondato da Alessandro Caviola, Giovanni Cotti e Michele Dellagiacoma, Luigi Girardi, Martina Senettin e Diego Vanzo, Davide Ventura e Marco Zorzi. "Il nostro obiettivo - spiega il gruppo - è quello di promuovere una nuova idea di turismo alpino, che possa tramandare alle prossime generazioni un territorio il più integro possibile. La nostra filosofia è quella di sensibilizzare la popolazione, intervenire in modo costruttivo e portare avanti un concetto culturale. Siamo intenzionati a organizzare incontri e appuntamenti sul territorio per approfondire tutte le criticità, non appena superata l'emergenza Covid-19 e le regole consentiranno di muoversi per prevedere incontri e convegni".

 

E' soprattutto la riqualificazione di Malga Lagorai a preoccupare. "Vogliamo mettere a disposizione della popolazione il nostro lavoro di ricerca - aggiunge il Comitato- così ognuno può maturare la propria opinione. Se gli interventi in val Maggiore sono comprensibili, riteniamo che quelli a quota 1.800 possano rappresentare un precedente pericoloso e preoccupante. Siamo favorevoli a ristrutturare Malga Lagorai, ma non si deve cambiare la destinazione d'uso della struttura".

 

Per i puristi della montagna, amanti della natura, molti satini, guide e alpinisti, di fatto si tratta di un'antropizzazione spinta di una delle ultime zone quasi ''vergini'' del nostro territorio. Un trasformare paesaggi e luoghi meravigliosi in qualcosa alla portata di tutti, meglio, di troppi. "La zona non è raggiungibile con i mezzi - prosegue il Comitato - un investimento così importante non può essere pensato per poche persone. E' evidente che un intervento di questo tipo cambia completamente le carte in tavola. Lì in zona Malga Lagorai c'è un biotopo da salvaguardare che rischia invece di venire danneggiato da questo progetto. ".

 

Insomma, la vicenda resta delicata. "C'è il progetto ma non ci sono conferme. Gli attori che intendono portare avanti il piano di riqualificazione sembrano navigare a vista. L'intenzione del nostro gruppo è quello di mantenere alta l'attenzione e sensibilizzare i cittadini sulle opportunità di certe riqualificazioni che potrebbero snaturare un paesaggio unico", conclude il Comitato.

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