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La Sat risponde alla lettera della guida alpina Alessio Conz e rilancia: ''Un incontro pubblico di dialogo e confronto''

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la lettera di Alessio Conz, guida alpina e autore di diverse guide sull'outdoor, oltre che fondatore della realtà "LagoraiAvventura", che mette in discussione il progetto della Translagorai . Non si placano le polemiche sui social, Anna Facchini: "Auspichiamo la volontà di dialogo e di confronto"

Di Luca Andreazza - 02 novembre 2018 - 23:05

TRENTO. La Translagorai resta un tema caldo e non si placano le polemiche intorno a questo progetto, un percorso di 85 chilometri lungo la catena del Lagorai che da Vetriolo raggiungerà San Martino di Castrozza, passando per una serie di rifugi e malghe ripristinate ad hoc e utilizzabili per pernottare.

 

Il tutto per un investimento complessivo di 3 milioni e 681 mila euro. Un accordo che vede tra i firmatari i rappresentanti della Provincia di Trento, la Sat, la Magnifica Comunità di Fiemme e i comuni limitrofi.

 

 

Tante le critiche messe in evidenza da associazioni ambientaliste e amanti della montagna che considerano il Lagorai l'ultima frontiera, un paradiso wilderness (Qui articolo). Dopo un periodo di approfondimento la Sat aveva rotto il silenzio per rispedire al mittente tutte le accuse: "Basta strumentalizzazioni politicheil progetto non mette in pericolo niente'' (Qui articolo).

 

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la lettera di Alessio Conz, guida alpina e autore di diverse guide sull'outdoor, oltre che fondatore della realtà "LagoraiAvventura", che mette in discussione il progetto della Translagorai (''Non toccate il Lagorai, un luogo dell'anima, un Jurassic park inestimabile'' - Qui articolo). E abbiamo chiesto una replica alla Sat, una risposta della presidente Anna Facchini che pubblichiamo in forma integrale (sotto).

 

La società rilancia inoltre con un incontro a porte aperte per giovedì 8 novembre alle 20 allo Spazio alpino in via Manci 57 a Trento. Un'operazione di confronto e dialogo con soci, popolazione e tutte le persone interessante ad approfondire i dettagli della Translagorai.

 

 

"Leggiamo con interesse la lettera del signor ​Alessio Conz e siamo consapevoli che il progetto TransLagorai possa creare preoccupazioni. Vale la pena di sottolineare però che il progetto è partito un anno e mezzo fa e le comunità locali vennero chiamate con una serie di incontri informativi che potevano essere utilizzate per discutere o per esprimere un parere sul progetto stesso.

 

Si sa però che i processi partecipativi sono faticosi e spesso disattesi, è molto più facile criticare a posteriori magari facendo un gran baccano proprio in piena campagna elettorale, prestando così il fianco a dubbi sulla strumentalizzazione politica del progetto (c’è stata anche una interrogazione in consiglio provinciale ad opera di un partito politico).

 

Detto questo, consapevoli che i dubbi e le ansie nascono spesso da disinformazione, vorremmo partire “a monte” come si dice in gergo, per spiegare il ruolo di Sat all’interno del progetto e soddisfare molti interrogativi espressi da parte chi ha aderito al gruppo “Giù le mani dal Lagorai”, invitiamo il signor Conz a fornirci il suo account di posta elettronica, per poter inviare il documento integrale, che qui riassumiamo in alcuni passaggi.

 

La Sat ha attuato negli anni moltissime iniziative per la tutela del Lagorai: “no” all’apertura della strada del Passo Cinque Croci, all’attraversamento del metanodotto, alle captazioni idroelettriche in quota nel Vanoi, all’espansione di aree sciabili, all’apertura al transito fino alle quote più alte di strade forestali. Abbiamo inoltre detto “no” anche alla costruzione di nuovi bivacchi e rifugi nella parte alta della catena, alle ippovie che utilizzano sentieri e, più recentemente, i “no” al transito di mountain bike in assenza di regole chiare da rispettare e da far rispettare.

 

Forse proprio ​per questo nostro impegno e per ​tutte le altre indicazioni che negli anni abbiamo fatto arrivare alla politica, ​attraverso giornate di studio e convegni  su diversi argomenti (la convivenza tra biker ed escursionisti, la montagna e lo sci, la gestione dei grandi carnivori, i cambiamenti climatici) ​​negli uffici provinciali, si è fatta strada l’idea che Sat sia un partner con il quale ragionare per una pianificazione territoriale, ancora possibile, in termini di sostenibilità.

 

Con questo spirito il ​Servizio aree protette della Provincia di Trento si è rivolto alla Sat, sia per quanto riguarda la sistemazione dei sentieri, sia come consulente, per la ristrutturazione delle sette malghe del Lagorai per le quali i proprietari (tutti enti pubblici) avevano comunque in ipotesi investimenti di sistemazione e recupero.

 

Le malghe. Va precisato che delle 7 strutture individuate nel progetto come “posto tappa”, 2 sono collocate a lato della strada provinciale del passo del Manghen (Valsolero di Sopra e Malga Cadinello alta), 2 sono raggiunte da strade aperte al libero transito (Baita Cauriol e Malga Valmaggiore) e già effettuano servizio di ristorazione, 1 (malga Conseria) è già rifugio alpino e viene solo dotata di pannelli fotovoltaici, l’ultima (Malga Miesnotta di sopra) è destinata a rimanere bivacco.

 

Per quanto riguarda Malga Lagorai, ora ricovero per il pastore, si è proposto di farne un piccolo rifugio, oppure un agritur, in base alle normative.

 

I bivacchi, tanto caldeggiati, seppure all’apparenza sembrino costituire una facile e ragionevole soluzione, hanno complicanze di carattere ambientale e gestionale. Queste strutture, infatti, sono diventate sempre più difficili da mantenere per difficoltà legate alla pulizia interna ed esterna, al vandalismo e all’incuria degli utilizzatori, ai rifiuti solidi e liquidi sparsi nei dintorni, in molti casi alla carenza di approvvigionamento di acqua, al frequente sovraffollamento e ad un utilizzo che, in certe occasioni, preclude la fruizione del bivacco agli escursionisti in transito. Inoltre, devono essere affrontati i costi della manutenzione senza poter contare su nessuna entrata.

 

L’itinerario riguardo al tragitto della TransLagorai, invece ribadiamo e sottolineiamo che il percorso originale non è stato modificato dal progetto. Sono invece ​state individuate una serie di varianti​​, utili a far sì che ogni escursionista possa creare la ​“sua” TransLagorai​​, sia in funzione del percorso consigliato per raggiungere e collegare i vari “posti tappa”, sia per deviare dal percorso principale, su un tracciato meno impegnativo in caso di maltempo.

 

In conclusione​​: tutto a nostro avviso tutto si può dire tranne che ci si trovi di fronte a speculazioni edilizie o creazione di presupposti per ulteriori penetrazioni dell’area, anche alla luce del fatto che nell’ultima riunione del tavolo tecnico Sat ha proposto che il posteggio di malga Valsolero di Sopra, già assediato dalle auto durante l’estate, venga spostato più a valle.

 

Sat peraltro non ha nessun interesse in questa partita, ma al contrario si assume l’onere impegnativo e gravoso della sistemazione dei sentieri del trekking.

 

Il futuro: possiamo escludere appetiti futuri (per ora Alpe Cermis ha già dichiarato, nero su bianco, che non è interessata a Malga Lagorai) da parte degli impiantisti? Certo che no. La storia delle nostre montagne ci insegna che la speculazione è un pericolo reale, ma non si può nemmeno avere paura di sfidare il futuro con presupposti di pianificazione fondata su trasparenza, rispetto dei territori e delle comunità che sui loro territori vivono ed operano.

 

La Magnifica Comunità di Fiemme e la Sat in primis hanno dimostrato, e non da ieri, di saper gestire, mantenere e valorizzare il territorio Trentino, con una attenzione ed una cura riservati a un patrimonio naturalistico ed ambientale che rappresenta un bene collettivo.

 

Non l’hanno fatto certamente per un proprio interesse, ma per dare alla comunità, grazie all’impegno di oltre 1.000 volontari (Sat), la possibilità di vivere la montagna e di poterla frequentare. Oggi la frequentazione delle nostre montagne è aumentata a livello esponenziale ed è dunque tutto più difficile, ma non renderemo le cose più semplici affidandoci soltanto a posizioni pregiudiziali.

 

La Sat si è assunta l’impegno di vigilare e fornire un proprio contributo in termini di rispetto dell’ambiente ed intende farlo dialogando con i satini e con tutti i cittadini che vorranno partecipare al dibattito: a breve infatti allo Spazio Alpino Sat in via Manci, 57 a Trento infatti è in programma un incontro pubblico  dal titolo “Porte Aperte: idee ed opinioni  a confronto sul progetto TransLagorai”.

 

Auspichiamo dunque che la volontà di dialogo e di confronto si manifestino finalmente non solo a suon di lettere sui giornali e di proteste sui social network, ma con la partecipazione e il confronto, come avviene in tutte le società che vogliono definirsi civili.

 

Anna Facchini (presidente Sat)"

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